ansa.it, 8 marzo 2026
Progetti, contributi, crowdfunding per iniziative dedicate a detenuti e famiglie. Reinserimento lavorativo, formazione e reti territoriali diventano leve concrete di inclusione sociale con “Fieri Potest 2026”, iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale Noi e Voi e dalla Fondazione Banco di Napoli con il sostegno di UniCredit, che punta a rafforzare il ruolo del Terzo Settore nei percorsi di accompagnamento delle persone detenute e delle loro famiglie. Il programma, sottolinea una nota, “mette a disposizione contributi economici e strumenti di crowdfunding per progetti innovativi capaci di generare impatto sociale misurabile e ricadute concrete sui territori”. Parte, dunque, la call nazionale rivolta agli enti del Terzo Settore iscritti al Runts e attivi da almeno tre anni nell’ambito del volontariato penitenziario.
di Andrea Conti
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2026
Si intitola “Il bene comune” il nuovo film di e con Rocco Papaleo, in uscita il 12 marzo al cinema. Scritto dall’attore e regista lucano insieme a Walter Lupo, nel cast, tra gli altri, ci sono anche Vanessa Scalera, Claudia Pandolfi e Teresa Saponangelo. Il film ruota attorno a una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” che accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato. Il cammino diventa un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 8 marzo 2026
Festa della donna: parità, libertà e democrazia sono valori universali di cui spesso godiamo solo noi che viviamo in Europa. Molti pensano che l’8 marzo sia solo un bel momento di festa, la festa delle donne, giorno in cui si organizzano pranzi e incontri con scambio di mimose. Ma quanti ricordano l’origine drammatica dell’anniversario? Il giorno 8 marzo del 1908 è scoppiato un terribile incendio nella fabbrica Cotton di New York in cui sono morte 129 donne e 23 uomini. E proprio come è successo a Crans Montana le operaie sono morte perché il proprietario aveva chiuso le porte di uscita per evitare ogni movimento irregolare. Le donne intrappolate, per quanto gridassero e battessero i pugni contro le porte, sono rimaste chiuse e sono bruciate vive mentre i proprietari sono risultati assenti. Il fatto che a morire fossero in maggioranza assoluta donne ha fatto sì che l’8 marzo sia diventata la giornata simbolica della difficile condizione femminile in una società dei padri.
di Daniela Fumarola*
Avvenire, 8 marzo 2026
I numeri raccontano un’Italia ancora profondamente divisa. L’occupazione femminile si ferma al 53,4%, contro il 71,4% degli uomini, il divario più alto nell’intera Unione Europea. Servono regole, investimenti e flessibilità organizzativa. Al governo si chiede coraggio. L’8 marzo di quest’anno coincide con gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne. Una ricorrenza che invita non solo a celebrare una conquista fondamentale, ma anche a misurare la distanza che ancora separa le aspettative di allora dalla realtà quotidiana di milioni di donne che ogni mattina aprono gli occhi e affrontano la giornata. I numeri raccontano un’Italia ancora profondamente divisa.
di Cristina Terribili
risvegliopopolare.it, 8 marzo 2026
Il 25 febbraio scorso è stato presentato l’ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile. Antigone è un’associazione attiva dalla fine degli anni ‘80 che si batte per i diritti e le garanzie nel sistema penale. L’associazione è autorizzata ad entrare in 25 Istituti di pena italiani e attraverso l’Osservatorio sulla Giustizia Minorile documenta in modo trasparente la realtà della detenzione minorile oltre che a mappare la rete di comunità terapeutiche che accolgono i minori nel circuito penale. Antigone denuncia che, a seguito dell’approvazione del “decreto Caivano”, nel 2023, la presenza di minori nel sistema degli Ipm (Istituti di Pena Minorile) è aumentato tanto da portare fenomeni di sovraffollamento con l’aggravamento di criticità e malesseri che hanno condotto anche a gesti disperati.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 8 marzo 2026
Il ministro sui magistrati: “Sovvertono il nostro lavoro”. Bonelli: “Il sovversivo è il governo che si ritiene padrone dello Stato”. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, torna a Bologna per fare campagna sul referendum per la seconda volta in poche settimane. E smette i panni istituzionali per attaccare i magistrati: alcuni di loro, quelli “ideologizzati”, ha detto ieri all’evento della Lega all’hotel Savoia, mettono a rischio il lavoro del governo sull’immigrazione, inclusa la decisione di inviare i migranti nel Cpr in Albania. L’accusa è nello stile di Giorgia Meloni, che non perde giorno per attaccare i magistrati: il lavoro di chi ha perseguito i migranti rischia di “essere sovvertito da una posizione pregiudiziale e ideologica di magistrati impegnati in appartenenze correntizie, che devono fare di questa partita una battaglia ideologica contro le politiche del governo”.
di Irene Famà
La Stampa, 8 marzo 2026
“I conflitti, e le ragioni che ci sono dietro, si trasformano in contrapposizioni radicali che si trasferiscono sulla piazza”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a Bologna ad un evento della Lega, pone l’accento sulla questione sicurezza. La situazione in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni anche in Italia e l’attenzione è rivolta in particolare ai cortei in programma nelle prossime settimane. “Ogni qualvolta i conflitti si protraggono nel tempo, tendono a creare riflessi sull’opinione pubblica, fenomeni di radicalizzazione, gruppi antagonistici che imbracciano l’una o l’altra causa”, dice il titolare del Viminale. E aggiunge: “Tutto questo si traduce in difficoltà, in qualche modo, a gestire manifestazioni pubbliche e l’ordine pubblico”.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 8 marzo 2026
I conflitti eccitano autocrati e comandanti in capo ma le conseguenze le pagano le persone normali. Ma lo capiranno a Washington, Gerusalemme e Teheran? E lo capiamo noi? Lunedì, all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, ho ricordato i Sillabari di Goffredo Parise, una delizia del Novecento letterario. I racconti sono apparsi come elzeviri sul Corriere, tra il 1971 e il 1982. Parise era un collaboratore assiduo. Ho trovato il suo fascicolo, negli archivi, con l’aiuto della Fondazione Corriere della Sera. La corrispondenza fra autore, direttori, redazione cultura e amministrazione è affascinante: proposte, proteste, rivalità, richieste. Il nostro mestiere con cambia mai.
di Alfredo Quazzo
lospiffero.com, 8 marzo 2026
La Russia, senza neanche dichiarare guerra, invade l’Ucraina, Israele bombarda a tappeto e invade Gaza, gli Usa “sequestrano” Maduro, il presidente del Venezuela, e lo portano nelle carceri americane, Usa ed Israele attaccano massicciamente l’Iran uccidendo l’ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale e leader supremo dell’Iran. Oggi nel mondo ci si indigna e si protesta per le continue violazioni del Diritto Internazionale, in particolare quelle perpetuate da Russia, Usa e Israele.
di Matteo Matzuzzi
Il Foglio, 8 marzo 2026
Da Khomeini ad Ahmadinejad, l’Iran ha sempre cercato l’appoggio del Vaticano per uscire dall’isolamento. E alla Chiesa il regime pareva una soluzione per evitare il collasso della regione. Il padre della Rivoluzione respinse chi gli chiedeva di tagliare i ponti con Roma, capendo che un’intesa “sui valori” conveniva alla causa. Per la Santa Sede, il disarmo nucleare è un imperativo per tutti. E deve avvenire con il dialogo e la trasparenza. Non con le bombe. Una condanna esplicita della Santa Sede all’attacco americano e israeliano contro l’Iran, magari proprio alla fine d’un Angelus quaresimale, non sarebbe stata impossibile, confinata nelle ipotesi assurde o irreali. Certo, sarebbe stata possibile con i toni consueti della diplomazia che cerca incontri e non scontri, che - come si dice oggigiorno - crea ponti e non muri.
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