di Antonello Guerrera
La Repubblica, 11 aprile 2024
Il presidente americano accenna all’ipotesi di far cadere il procedimento giudiziario negli Stati Uniti contro il fondatore di Wikileaks. Non una grazia ma una sorta di proscioglimento presidenziale, che farebbe dell’australiano un uomo libero. “Stiamo considerando questa possibilità”. Per la prima volta il presidente americano Joe Biden ha ammesso che la sua amministrazione sta valutando l’opzione di far cadere il pesantissimo procedimento giudiziario negli Stati Uniti contro Julian Assange. Ossia l’attivista australiano fondatore del sito Wikileaks, attualmente in carcere a Londra e su cui pendono ben 19 capi di accusa, tra cui “spionaggio”, “furto di informazioni riservate” e “aver messo a rischio la vita” di molti statunitensi per un massimo di 175 potenziali anni di carcere, a causa della pubblicazione negli anni scorsi di una valanga di file top secret dell’intelligence e della diplomazia americane.
di Carlo Forte
L’Unità, 11 aprile 2024
Era un ragazzo di 26 anni. Nero. Abitava a Chicago. Si chiamava Dexter Reed. È morto ridotto a brandelli da 96 colpi di rivoltella sparati uno dopo l’altro da cinque poliziotti nel corso di 42 secondi. Meno di un minuto per il massacro. Non era ricercato, non era della mala, non era accusato di delitti. Cioè, di un delitto sì, ma uno di quelli che spesso ciascuno di noi commette: guidava senza cintura. Una pattuglia di polizia in borghese, a bordo di un’auto privata, gli ha tagliato la strada, i poliziotti sono scesi, hanno circondato la macchina di Dexter e gli hanno gridato che doveva scendere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 aprile 2024
La magistrata Giovanna De Rosa audita in Parlamento rilancia la norma Giachetti: “La situazione è grave, urgono provvedimenti immediati”. “La situazione detentiva è estremamente grave, rispetto al sovraffollamento e a tutto ciò che comporta” quindi la proposta del deputato di Iv Roberto Giachetti, elaborata insieme a Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino, sulla liberazione anticipata speciale “si rivela adatta, congrua, perché ha un effetto immediato di deflazione del carico. La proposta pertanto sotto questo profilo è sicuramente apprezzabile”. Così Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, audita in Commissione Giustizia alla Camera.
di Angela Stella
Il Dubbio, 10 aprile 2024
La spaccatura durante il comitato direttivo centrale del fine settimana. Trenta detenuti suicidi dall’inizio dell’anno ma Magistratura indipendente si oppone perfino al rafforzamento delle pene alternative: “Il nostro sistema penale è sbracato”. Non si ferma l’ondata di suicidi di detenuti nelle carceri italiane. Siamo arrivati a 30 dall’inizio dell’anno. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di un recluso di origine straniera ristretto nella casa circondariale di Vibo Valentia. La posizione del Governo la conosciamo ormai da tempo: Nordio ripete che i suicidi sono un “fardello”, assegna 5 milioni per il potenziamento dei servizi trattamentali e psicologici negli istituti ma tutti lo criticano perché è il classico pannicello, ribatte su riutilizzo delle caserme e costruzione nuove carceri. Di questo si è discusso animatamente durante l’ultimo ‘parlamentino’ dell’Anm che si è tenuto nel fine settimana. L’Associazione Nazionale Magistrati ha approvato una mozione all’unanimità ma molto al ribasso rispetto alle risposte di cui avrebbero bisogno gli istituti di pena e i detenuti e il dibattito che l’ha preceduta ha fatto emergere la distanza profonda che esiste all’interno della magistratura sul tema.
di Angela Stella
L’Unità, 10 aprile 2024
Due magistrate di sorveglianza con due opposte visioni dell’esecuzione penale. È quanto chiaramente emerso dalle audizioni in commissione giustizia a Montecitorio che si sono tenute ieri sulla proposta di Roberto Giachetti (Iv) riguardo la liberazione anticipata speciale, elaborata insieme alla presidente di Nessuno Tocchi Caino, Rita Bernardini. Da una parte Giovanna Di Rosa, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano: “La situazione detentiva è estremamente grave, rispetto al sovraffollamento e a tutto ciò che comporta. Occorrono sicuramente provvedimenti immediati anche perché a mio avviso quello che manca nella valutazione generale, quando si trattano queste tematiche, è l’attenzione ai ricorsi che vengono proposti dai reclusi, che si trovano in condizioni di sovraffollamento”, in base all’art. 35ter dell’Ordinamento Penitenziario che prevede rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subìto un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. “Questi ricorsi, ad esempio, al Tribunale di sorveglianza di Milano sono talmente tanti che nei soli primi due mesi del 2024 hanno superato quelli totali del 2023. Questi ricorsi danno problemi di accoglimento rispetto all’illegalità della carcerazione e risarcimenti del danno in forma o pecuniaria o di riduzione della pena. Il problema di questa situazione deve essere quindi affrontato con un provvedimento immediato e di immediata efficacia” quindi la proposta in esame “si rivela adatta, congrua perché ha un effetto immediato di deflazione del carico. La proposta pertanto sotto questo profilo è sicuramente apprezzabile”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 10 aprile 2024
L’incognita del “dopo” determinerebbe una angoscia difficile da superare. Previsti i Consigli di aiuto sociale per il reinserimento ma Nordio ammette: “Mai attivati”. E siamo a trenta. È al momento senza precedenti nella storia repubblicana il numero dei detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri dall’inizio dell’anno. L’ultimo caso lo scorso fine settimana a Vibo Valentia dove un cittadino straniero è stato trovato impiccato alle sbarre della sua cella. Un triste record che, in assenza di interventi strutturali, pare purtroppo destinato a crescere ancora.
di Antonio Palmieri
vita.it, 10 aprile 2024
Formare ai mestieri del digitale significa formare a lavori del presente e del futuro. Significa dare una prospettiva solida sia per il periodo di permanenza in prigione sia per il dopo. I casi di Cisco, Linkem e Digital360 e del progetto “Recidiva Zero”. Tre anni fa ero il deputato in carica più longevo a occuparsi (dal 2001) di tecnologia e di innovazione. Per una singolare coincidenza (non casualità, il caso non esiste) nel giro di poche settimane Andrea Rangone, presidente Digital360, Francesco Benvenuto e Agostino Santoni, (il primo responsabile delle relazioni istituzionali di Cisco Italia, il secondo all’epoca amministratore delegato della stessa azienda) mi raccontarono le attività di formazione e di avviamento al lavoro che stavano realizzando in alcune carceri italiane. Di lì a poco, un amico mi segnalò che Davide Rota, (attualmente amministratore delegato di Tiscali e al tempo presidente di Linkem) stava facendo la stessa cosa.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 10 aprile 2024
Settanta progetti da finanziare nel corso del 2024 e la sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa per iniziative comuni. Lo sport sempre più al centro dei percorsi di recupero e reinserimento di chi è privato della libertà. Le novità sono state presentate oggi dai ministri della Giustizia, Carlo Nordio, e per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, nell’ambito dell’incontro “Sport per tutti, Carceri 2024”. La presentazione delle misure e delle opportunità a supporto dello sport sono state illustrate insieme al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, al vicepresidente vicario di Anci, Roberto Pella, al presidente dell’Istituto per il Credito sportivo, Beniamino Quintieri, e al presidente di Sport e salute, Marco Mezzaroma.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 10 aprile 2024
Lo stracco dibattito sui rapporti tra l’amministrazione della giustizia e il sistema dell’informazione continua a reggersi sul solito argomento erroneo e fuorviante: e cioè che il presunto “rilievo penale” di un certo fatto determinerebbe di per sé il diritto del cittadino di averne notizia e il dovere del giornalista di dargliela.
di Alessandro Barbano
Il Riformista, 10 aprile 2024
Intervista al presidente delle Camere Penali, Francesco Petrelli. La separazione delle carriere e delle intercettazioni e la necessità di sottrarsi a condizionamenti e pressioni della magistratura: l’avvocatura scuote Nordio e chiede un’accelerazione dei tanti dossier annunciati e mai portati a termine
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