di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 1 aprile 2024
Il clan dei Casalesi è riuscito nella trasformazione totale di diventare solo un cartello imprenditoriale senza segmento militare? Così cambia la camorra dopo i pentimenti, come quello di “Sandokan” alias Francesco Schiavone. Rinunciare al controllo territoriale e pentirsi per proteggere il nuovo corso economico.
di Roberta Barbi
vaticannews.cn, 1 aprile 2024
Il sacerdote, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Napoli, non ha dubbi: la gioia del Signore Risorto in carcere si comunica stando accanto ai detenuti, senza abbandonarli. Molte le iniziative negli istituti di pena per far sentire meno la lontananza dagli affetti. L’annuncio gioioso della Risurrezione è un gesto legato all’esserci per qualcuno, non la vuota parola che recita “non preoccuparti, ce la faremo”.
palermotoday.it, 1 aprile 2024
La puntata di “Generazione Bellezza” andrà in onda martedì 2 aprile alle 20.15. Dai dolci sono nate tante iniziative, compreso il bistrot “Al fresco”, che offrono un’alternativa ai giovanissimi detenuti del Malaspina. Un biscotto che esce dal carcere minorile e invade di un buon sapore la città di Palermo, con prodotti che si diffondono ovunque fino a far nascere un bistrot, che - non a caso - si chiama: “Al fresco”. La storia di “Cotti in fragranza”, con il suo laboratorio di dolci che si trova all’interno del Malaspina, ma anche di un ristorante, di un ostello e di una scuola di cucina, con visite turistiche per conoscere il progetto e imparare a nutrirsi bene, approda su Rai 3, martedì 2 aprile alle 20.15. Dell’iniziativa che coinvolge i giovani detenuti, nel caleidoscopio di colori, suoni e sapori del mercato di Ballarò, si parlerà a “Generazione Bellezza”, il programma di Rai Cultura, scritto e condotto da Emilio Casalini, che si concentra su questa storia di riscatto e dolcezza.
quilicata.it, 1 aprile 2024
Si è svolta a Ravanusa (Ag) la conferenza relativa al progetto “Sport di tutti - “Carceri”, iniziativa promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, attraverso il Dipartimento per lo Sport in collaborazione con Sport e Salute SpA, la società dello Stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita. “L’iniziativa si inserisce - si legge in una nota - nell’ambito delle attività previste dai protocolli d’intesa sottoscritti con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (“DAP”) e con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (Dgmc).
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 1 aprile 2024
Cristian ha 15 anni e sta concludendo un percorso di messa alla prova nell’ambito della Giustizia minorile. Simona ed io l’abbiamo ‘adottato’ ormai un anno fa, quando era tra il pubblico con gli educatori della comunità che lo ospita in occasione di uno dei tanti incontri in Sicilia e ha chiesto di parlarci. È nata un’amicizia fatta di lunghe chiacchierate al telefono: un appuntamento fisso ogni lunedì sera in cui si parla di scuola, cucina, regole di convivenza e aspirazioni. E a piccole dosi talvolta ci spingiamo oltre parlando anche di affetti, paure e sogni. Ha imparato a mettere le mani in pasta e da grande vorrebbe imbarcarsi sulle navi da crociera a sfornare pizze “come solo io so fare”.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 1 aprile 2024
La preoccupazione per i risultati scolastici degli alunni di origine immigrata è fondata. Si tratta di oltre 870.000 iscritti, pari al 10,6% della popolazione scolastica complessiva. Diagnosticare i problemi di abbandono, ritardo scolastico, difficoltà di apprendimento, è il primo e necessario passo per investire in interventi di sostegno e accompagnamento. Porre la questione in termini di nazionalità, ossia d’incidenza degli alunni “stranieri” sul totale, incanala però il dibattito su binari sbagliati: fa pensare che sia l’origine in sé a rappresentare una sorta d’invisibile handicap che condiziona i processi cognitivi. Il deficit di competenza linguistica a cui immediatamente si può pensare riguarda principalmente chi è arrivato per ricongiungimento. I dati statistici ci rivelano però che questa componente del problema è in via di superamento: oltre i due terzi degli alunni stranieri (il 67,5%) sono infatti nati in Italia, e con poche eccezioni, hanno compiuto tutto il loro percorso di crescita, socializzazione e istruzione in Italia. La percentuale è all’83,1% nella scuola dell’infanzia, al 73,6% nella scuola primaria, al 66,9% nella scuola secondaria di primo grado (Dossier immigrazione 2023). Gli alunni ricongiunti prevalgono ormai soltanto, e di poco, nella secondaria di secondo grado (48,3% in nati in Italia). La netta maggioranza degli alunni “stranieri” è di fatto culturalmente e linguisticamente italiana, sebbene possa trascinare qualche difficoltà per il fatto di parlare in famiglia un italiano non troppo raffinato.
di Flavia Perina
La Stampa, 1 aprile 2024
“Sono nati qui, si chiamano Patrizia, Fabio, Aurora, magari Mohamed o Karima, stanno coi nostri figli, parlano la lingua dei nostri figli, sono esattamente come i nostri figli: italiani”. In queste strepitose due righe Mattia Feltri ha sintetizzato al tempo stesso l’ignominia della Repubblica italiana, che tratta da esuli in patria centinaia di migliaia di bambini stranieri solo formalmente, e la modestia culturale di una destra incapace di andare al di là della burocrazia dei passaporti e prigioniera di slogan anti-immigrati, magari comprensibili vent’anni fa ma oggi del tutto fuori dalla realtà.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 1 aprile 2024
Più di un terzo dei Paesi nel mondo è governato da un regime autoritario. A volte si danno per scontate modalità che sono solo in apparenza democratiche, come ha dimostrato il plebiscito per Putin. La democrazia nel mondo vive una stagione di grande incertezza. Secondo il Democracy Index curato dall’Economist, quasi la metà della popolazione mondiale vive in un regime che si dichiara democratico (45,4%), ma solo il 7,8% risiede in una “democrazia piena”. Mentre ben più di un terzo della popolazione mondiale vive in un regime autoritario (39,4%). Nel 2023, solo 32 Paesi hanno migliorato il loro punteggio, mentre 68 hanno registrato un arretramento. I restanti 67 Paesi hanno confermato la situazione dell’anno precedente. Un quadro non entusiasmante. Anche tenuto conto del fatto che i peggioramenti più significativi si sono registrati nei “regimi autoritari”, che in molti casi hanno inasprito la loro presa sulla società. Mentre nei Paesi classificati come “regimi ibridi” la partita per una vera democratizzazione rimane tutta da giocare.
di Anna Franchin
Internazionale, 1 aprile 2024
Il 30 novembre 2021 Ethan Crumbley, un ragazzo di quindici anni di Oxford, in Michigan, negli Stati Uniti, ha aperto il fuoco nella sua scuola uccidendo quattro compagni e ferendo altre sette persone, tra cui un insegnante. In seguito è stato dichiarato colpevole di omicidio di primo grado e nel dicembre 2023 è stato condannato all’ergastolo senza condizionale. Passerà il resto della vita in carcere. Anche i suoi genitori hanno dovuto affrontare un processo. Nel febbraio 2024 un tribunale del Michigan ha giudicato Jennifer Crumbley, la madre di Ethan, colpevole di omicidio colposo. Secondo il giudice era stata talmente disattenta, imprudente e superficiale - nel maneggiare un’arma, permettere al figlio di usarla e nel valutare il suo malessere - da poter essere ritenuta penalmente responsabile. Il 14 marzo, in un altro procedimento, James Crumbley, marito di Jennifer e padre di Ethan, ha ricevuto una sentenza simile. Entrambi rischiano quindici anni di detenzione (la condanna sarà emessa il 9 aprile). È la prima volta che i genitori di uno studente che ha compiuto una strage a scuola sono accusati direttamente delle morti provocate dal figlio.
di Francesco Lo Piccolo*
vocididentro.it, 31 marzo 2024
Si chiama Wail Boulaied, ha 24 anni, ha un passato di tossicodipendenza, è instabile, con accertato disturbo borderline di personalità, ed è anche a rischio suicidio. Ovviamente che fa il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria? Usa il buon senso? Previene? No. Fa tutto il contrario: lo trasferisce dal carcere di Padova - dove era richiuso con una condanna a 26 anni di carcere per concorso in omicidio - e dove era avviato in un percorso di recupero (stava meglio, non minacciava più di tagliarsi o di uccidersi) e lo manda, oltre che lontano dai parenti, in un carcere dove ci sono pochi medici e psicologi e dove le condizioni di vita carceraria sono carenti sotto tutti i punti di vista.
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