di Simona Musco
Il Dubbio, 27 marzo 2024
Gli avvocati milanesi chiedono un confronto al procuratore Viola e denunciano: “Inaccettabili i cartelli affissi fuori dalle stanze che vietano di “disturbare”. E il pm del caso Pifferi indaga altre due psicologhe. Si respira aria di tensione negli uffici giudiziari di Milano. Con gli avvocati, da un lato, che chiedono di poter discutere con il procuratore Marcello Viola dei rischi corsi dal giusto processo e dalla funzione difensiva e alcuni magistrati, dall’altro, che chiedono ai difensori di non disturbare, con appositi cartelli esposti sulle porte dei loro. Un clima esacerbato dal caso Alessia Pifferi, la scintilla che ha innescato la miccia che ora rischia di far deflagrare il Palazzo di Giustizia.
L’Arena, 27 marzo 2024
“Lavoro, percorsi antiviolenza e giovanissimi le prime priorità”. L’Amministrazione ha chiamato a raccolta le istituzioni e i soggetti che a vario titolo si occupano della Casa Circondariale di Verona e dei suoi detenuti con la volontà di trovare soluzioni che garantiscano la dignità delle persone. Il lavoro, come strumento indispensabile per formare i detenuti e per favorire il loro reinserimento nella comunità; l’istituzione di centri antiviolenza e percorsi ad hoc per i detenuti che si macchiano di reati sessuali; infine, l’aumento in carcere di detenuti giovanissimi, con problematiche specifiche da affrontare. Sono questi i primi temi affrontati dal tavolo di lavoro promosso dal Comune per trovare soluzioni condivise alle problematiche che negli ultimi mesi hanno interessato la casa Circondariale di Verona ma che si riscontrano medesime nelle carceri delle altre città italiane.
di Monica Pieraccini
La Nazione, 27 marzo 2024
La proposta di Draghi (FdI) fa infuriare Nardella: “Il governo non ha mosso un dito”. Sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, atti di autolesionismo e continue scintille fra detenuti e guardie penitenziarie. L’ultima due giorni fa con una guardia sequestrata da un detenuto che gli ha puntato un punteruolo alla gola, come denunciato dal sindacato Uilpa. La bomba orologeria di Sollicciano non sembra destinata a disinnescarsi, anzi il suo timer corre sempre più velocemente verso l’esplosione. E stavolta quel ticchettio entra di prepotenza nel dibattito pubblico dopo l’ennesimo episodio di violenza. A ruggire sono i sindacati degli agenti di polizia penitenziaria, dal Sappe, al Siulp, passando per l’Spp.
di Marcello Tassi
Libertà, 27 marzo 2024
“Di che cosa parliamo quando parliamo di diritti in carcere?”. A questa e ad altre domande ha dato risposta il convengo “Il tempo del carcere”, ospitato martedì 26 marzo all’Open Space 360° di via Scalabrini e organizzato da Comune con Asp Città di Piacenza.
di Andrea Della Bella
malpensa24.it, 27 marzo 2024
Sovraffollamento, carenza di personale i problemi. Ma anche molti aspetti positivi sul complicato ma non impossibile percorso di riabilitazione e reintegrazione sociale, soprattutto attraverso il riscatto lavorativo. In queste poche righe è condensato il “male” e il “bene” “di una realtà complessa come quella del carcere di Busto Arsizio”, ha spiegato Pietro Roncari, garante dei detenuti della casa circondariale di via per Cassano, che questa sera (martedì 26 marzo) è intervenuto in apertura di Consiglio comunale.
di Paolo Ardovino
La Nuova Sardegna, 27 marzo 2024
Nuovo protocollo d’intesa per il potenziamento del Polo universitario penitenziario. Nel giorno in cui il Pup compie dieci anni, viene rinnovato per un altro triennio con la firma tra Università di Sassari, Provveditorato per l’amministrazione penitenziaria, Ufficio Uiepe Sardegna, Centro giustizia minorile di Cagliari e per la prima volta entra nel partenariato Ersu Sassari. Questo terzo protocollo sancisce inoltre la costituzione di un testo, una carta di servizi, “che tra le altre cose prevede ben 36 posti per tirocini nei luoghi di detenzione e all’esterno”, annuncia il professore Emmanuele Farris, delegato del Pup.
Il Riformista, 27 marzo 2024
La valenza pedagogica e formativa dell’esperienza detentiva e il valore intrinseco del nuovo approccio della giustizia riparativa. Sono alcuni degli obiettivi didattici della cattedra di “Interventi educativi nei contesti carceri” che l’Università Suor Orsola Benincasa ha inaugurato nello scorso anno accademico all’interno del corso di laurea triennale in Scienze dell’educazione, del corso di laurea in Lingue e culture moderne e del Corso di laurea magistrale in Programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali.
di Chiara Amati
Corriere della Sera, 27 marzo 2024
Si trova dentro alla Seconda Casa di Reclusione di Bollate, in provincia di Milano, il solo ristorante in Italia aperto al pubblico, che dà occupazione a detenuti regolarmente pagati. Obiettivo: permettere loro di apprendere la cultura del lavoro o riappropriarsene. E far sì che possano tornare in società a fine pena. Oggi la storia di “InGalera”, questa l’insegna del locale, è raccontata in una serie podcast completa.
di Veronica Rossi
vita.it, 27 marzo 2024
In molte carceri italiane mancano attività, servizi e prospettive, questo è un dato di fatto. Spesso i detenuti si trovano a cercare di ammazzare un tempo che non passa mai, giornate sempre uguali passate nelle celle - a volte anche sovraffollate - e nei cortili, approfittando delle troppo brevi ore d’aria. Eppure, c’è chi si impegna per cercare di rompere questa monotonia e per portare delle abitudini sane tra le mura delle carceri. A questo è volto il progetto “Oltre la Siepe”, dell’Asd San Giorgio e del Centro sportivo italiano - Csi, che ha l’obiettivo di offrire ai detenuti dell’istituto penitenziario - Casa di Reclusione di Turi (in Provincia di Bari) un sereno reinserimento sociale attraverso lo sport e attività di inclusione. Tra le iniziative, anche un corso di fitness, il cui allenatore è Roberto Carbone, la cui affiliazione al Csi è un valore che si tramanda di padre in figlio.
themapreport.com, 27 marzo 2024
Muove dagli episodi di rivolta nelle carceri di Milano e di Modena avvenute durante la pandemia, per arrivare a riflettere su altri tipi di solitudine e confinamento. Arriva oggi in libreria “Ogni prigione è un’isola” (Mondadori, 168 pagine), l’ultimo libro della giornalista e conduttrice televisiva Daria Bignardi. Difficilmente ascrivibile all’interno di un genere preciso - non è un romanzo e nemmeno un saggio - mette al centro la solitudine e l’isolamento, sia fisico che interiore, attraverso le storie di persone che hanno vissuto esperienze di reclusione. Si tratta di un lavoro frutto di trent’anni di incontri e conversazioni con detenuti, ex detenuti e persone che hanno vissuto in situazioni di marginalità. Con il tempo, infatti, il carcere è diventato parte integrante della vita dell’autrice, che ha lavorato presso il giornale di San Vittore, ha portato in televisione le sue conversazioni con i detenuti e accompagnato sua figlia in parlatorio per conoscere il nonno recluso, Adriano Sofri. Bignardi, che con alcuni detenuti ha costruito un rapporto duraturo, rimane ancora oggi un “articolo 78”, status che permette a persone esterne all’amministrazione carceraria di partecipare ad attività culturali e formative all’interno degli istituti penitenziari.










