ansa.it, 4 marzo 2024
È emergenza anche nel carcere di Trieste, la casa circondariale Ernesto Mari di via Coroneo. Il numero di detenuti non sarebbe mai stato così alto: 236, di cui 26 donne, rispetto a una capienza di 150 posti. “Alla 238/a persona che farà ingresso sarò costretto a mettere dei materassi a terra, dice il direttore, Graziano Pujia, da due anni alla guida del Coroneo.
volontariatotorino.it, 4 marzo 2024
Il progetto “Dentro o Fuori? Vicino” gestito da Vol.To ETS ha messo al centro la promozione della cittadinanza attiva in ambito penitenziario. Sono state formate oltre 170 persone. Il 25 gennaio ha segnato la conclusione del progetto “Dentro o Fuori? Vicino”, dopo 12 mesi di intensa attività sostenuta dalla Città di Torino nell’ambito dello Sportello di Rete Civica - Servizio Dimittendi. Primo progetto portato avanti da Volontariato Torino ETS con focus sul settore penitenziario, ha raggiunto risultati ben oltre le aspettative, evidenziando come sia il settore in generale sia il ruolo del Terzo Settore al suo interno siano oggetto di interesse da parte di molti - addetti ai lavori e non.
giornalistitalia.it, 4 marzo 2024
Si è parlato di “Stampa e detenuti: la cronaca dietro le sbarre” nell’ambito del corso su “Formazione e Lavoro per la risocializzazione dei detenuti e dei soggetti adulti e minori in esecuzione penale: quali prospettive?”, organizzato a Modica dalla Scuola per Assistenti Sociali “Ferdinando Stagno D’Alcontres” con il patrocinio della Figec Cisal, Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 4 marzo 2024
Trent’anni dopo il libro e il film di Lina Wertmüller “Io speriamo che me la cavo”, la fiction Rai rimette in scena quegli “irrecuperabili” a cui viene rubata l’infanzia. “Io la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, uno a destra e uno a sinistra, al centro quelli che andranno in Purgatorio. Saranno più di mille miliardi, più dei cinesi. E Dio avrà tre porte. Una grandissima, che è l’Inferno, una media, che è il Purgatorio, e una strettissima, che è il Paradiso. Poi Dio dirà: “Fate silenzio tutti quanti!”. E poi li dividerà. A uno qua a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: “Ue addo’ vai”. Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi. I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del Purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle. Io speriamo che me la cavo”.
di Flavia Amabile
La Stampa, 4 marzo 2024
I rappresentanti degli studenti: “Ci descrivono come fannulloni per delegittimarci”. Passano i mesi e tra giovani e governo aumentano distanze e scontri. Da quando Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Chigi, l’esecutivo guidato dalla ministra per la Gioventù del quarto governo Berlusconi e, prima ancora, presidente di Giovane Italia, Azione Giovani e Azione Studentesca, si è distinto per la solerzia e la costanza nell’intervenire nel mondo di ragazze e ragazzi con un’impronta molto chiara. C’è chi la definisce “puniti e mazziati” e chi parla di “ordine e manganelli” o più semplicemente di “zitti e buoni” scomodando i Maneskin, ma il senso è lo stesso.
di Tiziano Grottolo
Corriere della Sera, 4 marzo 2024
Il trasferimento di Chico Forti è atteso nel giro di alcune settimane. Potrebbe scontare la pena in Trentino a Spini di Gardolo e accedere alla semilibertà. È stata nientemeno che la presiedente del consiglio, Giorgia Meloni, ad annunciare l’arrivo della firma per l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. Il 65enne trentino dal 2000 sta scontando l’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, un delitto per il quale si è sempre dichiarato innocente. L’iter per il trasferimento di Forti in Italia era stato avviato nel 2020 dopo che il governatore della Florida, il Repubblicano Ron DeSantis, aveva accolto un’istanza basata sulla Convenzione di Strasburgo che era stata presentata dagli avvocati del detenuto trentino. Tuttavia dopo l’annuncio dell’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio il procedimento sembrava essersi arenato.
di Padre Enzo Fortunato
La Stampa, 4 marzo 2024
Porto quotidianamente nel cuore, con dolore, la sofferenza delle popolazioni in Palestina e in Israele, dovuta alle ostilità in corso. Le migliaia di morti, di feriti, di sfollati; le immani distruzioni che causano dolore, con conseguenze tremende sui piccoli e gli indifesi, che vedono compromesso il loro futuro. Mi domando: davvero si pensa di costruire un mondo migliore in questo modo, davvero si pensa di raggiungere la pace? Basta, per favore! Ancora una volta Papa Francesco ci pone dinanzi il grido della pace. E lo fa nei momenti di massimo ascolto. L’Angelus domenicale. Con questo accorato appello, che negli ultimi mesi sta segnando il suo pontificato.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 4 marzo 2024
Chi sopravvive ai raid sta morendo lentamente per la mancanza di cibo. Almeno mezzo milione di persone fa i conti con la fame, un bambino su 6 è già malnutrito. Trecento, tremila, tredicimila, trentamila morti. Cento persone affamate uccise dai colpi israeliani mentre lottavano per un sacco di farina o morte sotto la calca di chi, nella ferocia della battaglia quotidiana per sopravvivere, cammina sopra gli altri per cercare di sfamarsi, di sfamare, e resta schiacciato dai camion e dalla folla. C’è un punto, nella sensibilità di chi guarda le guerre dall’agio della lontananza, in cui i numeri diventano meri segni grafici. Nessuno di noi, chiudendo gli occhi, può figurare trecento morti. Figuriamoci trentamila. Da cinque giorni, però, abbiamo nella testa l’immagine di un drone che dal cielo mostra dei punti neri che come formiche, disperate, velocissime, si avvicinano a un mezzo da Nord, da Sud, da Est, da Ovest. Quei punti neri sono esseri umani. Quell’immagine è la fame. E quella fame è il prodotto degli uomini, non del caso.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2024
Mentre scrivo questo post, non so ancora se sarà stato approvato un cessate-il-fuoco e dunque l’offensiva di terra israeliana contro Rafah sarà stata, per il momento, scongiurata. Quel che è certo che l’Egitto si stava preparando all’afflusso dei palestinesi di Gaza, ma non voleva farlo sapere. A ciò si collega la campagna minatoria e diffamatoria nei confronti della Fondazione Sinai per i diritti umani e del suo direttore Ahmed Salem, residente nel Regno Unito. Le ultime minacce nei confronti di Salem risalgono a pochi giorni fa: intermediari vicini al governo del Cairo l’hanno avvertito che “sarebbe stato riportato in Egitto” se non avesse posto fine alle sue denunce; il capo di un clan del Sinai, nominato dal governo, gli ha mandato a dire che “anche se vive all’estero, è a portata di mano”.
di Irene Soave
Corriere della Sera, 4 marzo 2024
Coprifuoco notturno e stato di emergenza di 72 ore per i disordini scoppiati nel weekend dopo le maxi fughe dai due penitenziari più grandi dello stato caraibico. La polizia sui social: “Aiuto!”. Rivolta dei detenuti, la polizia arresa: una seconda prigione è stata invasa dalle gang, dopo che sabato circa 4 mila prigionieri, cioè quasi tutti, avevano lasciato il carcere di Croix-des-Bouquets, il più grande di Haiti, nella capitale Port-au-Prince che ora è controllata per l’80% da gruppi armati che mirano a rovesciare il governo.
- Carcere, non c’è più tempo
- Le carceri sono gironi infernali che producono rabbia, violenza e recidiva
- “Stanze dell’amore” in carcere, don Marco Pozza smonta la bufala
- “Chiuso al 41 bis, mi vietano di iscrivermi a Nessuno tocchi Caino e ascoltare Radio Radicale”
- Autori di reato con disturbi psichici, viaggio nella REMS “più critica d’Italia”










