di Angela Stella
L’Unità, 5 marzo 2026
Il Tribunale di sorveglianza accoglie la richiesta dei legali di un detenuto e solleva il dubbio di legittimità costituzionale. Intanto nelle prigioni italiane aumentano i reclusi e anche i decessi. Carcere di Sollicciano, Anno Domini 2026: “locali di pernottamento afflitti da copiose e frequenti infiltrazioni d’acqua ed infestate da insetti e, in alcuni casi, da roditori”, “condizioni igieniche gravemente compromettenti”, “formazione di raccolte d’acqua a terra anche nelle celle detentive”, “distacchi di intonaco da pareti e soffitti”, allagamenti, mancanza di acqua calda nelle celle, muffa alle pareti, “materassi logori”, riscaldamento spesso guasto d’inverno, acqua piovana che passa dalle finestre, impossibilità di farsi la doccia ogni giorno per carenza di acqua, “presenza di topi in cucina”, “escrementi di topo nel ripostiglio e nel piccolo magazzino adiacente”, scarafaggi come compagni di cella, “numerose segnalazioni di morsicature” da cimici da letto le cui punture provocano forte prurito.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 5 marzo 2026
Amato (Pd): 583 reclusi ma i posti sono 361, in sei dentro celle che sarebbero per quattro. Muffa, umidità, infiltrazioni, sovraffollamento, celle da 4 persone che ne ospitano 6, reparti inagibili. Sono sempre più che critiche le condizioni del carcere di Sollicciano in base a quanto raccontato dalla commissione politiche sociali del Comune di Firenze, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo. “A causa dei lavori in corso in alcune sezioni, oggi sono disponibili 361 posti a fronte di 583 detenuti” ha spiegato il presidente della commissione Edoardo Amato (Pd). Inoltre, “a Sollicciano arrivano persone detenute non solo dall’area fiorentina ma da tutta la Toscana e, in alcuni casi, anche da altre parti d’Italia. Oggi non ha più la capacità strutturale per ospitare l’attuale numero di detenuti”.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 5 marzo 2026
Il ministero: “Intaccate stima e fiducia”. Condannati in primo grado per tortura, lavoravano al Lorusso e Cutugno. Il provvedimento del governo reso necessario perché i fatti attribuiti dai giudici ai poliziotti evidenziano “mancanza del senso dell’onore e del senso morale”. La condanna per tortura - seppure solo in primo grado - ha “intaccato il rapporto di stima e fiducia” con l’amministrazione, oltre a potenzialmente “minare l’incolumità dei detenuti”: per questo, con un provvedimento di tre pagine, il ministero della Giustizia (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) ha sospeso in via cautelare dal servizio, a metà dello stipendio, sette agenti della polizia penitenziaria che lavoravano al Lorusso e Cutugno.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 5 marzo 2026
Doveva essere la rivoluzione gentile dietro le sbarre, la conquista dei sentimenti in un luogo dove di solito ogni respiro sembra sorvegliato. E invece, a tre mesi dall’inaugurazione del 7 dicembre, la “stanza dell’amore” del carcere di Torino è rimasta quasi immacolata: bianca, ordinata, sanificata e vuota. Dovevano esserci tre turni al giorno da un’ora, diciannove coppie a settimana, un via vai discreto nel padiglione “Arcobaleno” del Lorusso e Cutugno. Ma secondo quanto filtra da fonti carcerarie ci sono stati solo nove incontri in totale. Sei detenuti coinvolti (tre, parrebbe, hanno fatto il bis). A marzo, per ora, zero assoluto. Più che un calendario fitto, un’agendina tascabile. Overbooking? Nemmeno a parlarne.
zic.it, 5 marzo 2026
Alla Dozza detenute/i a quota 890, si avvicina il raddoppio delle presenze rispetto alla capienza regolamentare. Centri per il rimpatrio e sistema penitenziario due facce della stessa medaglia: su entrambe è necessario tenere alta l’attenzione. Nelle ultime settimane sulla scena politica di Bologna e dell’Emilia-Romagna è esploso il caso Cpr: ne abbiamo parlato in questo speciale, che racconta cos’è successo a partire dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Michele de Pascale, ma soprattutto prova a spiegare cosa sono queste strutture per ribadire - una volta di più - che i Cpr sono luoghi nefasti e ingiusti, da respingere a Bologna e in qualunque altro posto. Come già accaduto in più occasioni nel corso degli anni, un pezzo significativo di questo territorio ha mostrato un moto di indignazione verso l’apertura di un nuovo Cpr.
trmtv.it, 5 marzo 2026
Formazione al primo soccorso per i detenuti della Casa Circondariale. Quattro giornate di lezioni teoriche e pratiche nella Casa Circondariale di Potenza. I detenuti coinvolti hanno ottenuto attestati ufficiali di primo soccorso e uso del defibrillatore. Si è concluso nella Casa Circondariale di Potenza il progetto “RiCRIamo”, promosso dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana. L’iniziativa ha puntato a trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di formazione civica e sanitaria. Il percorso si è articolato in quattro giornate intensive. Un gruppo di detenuti ha partecipato a lezioni teoriche e prove pratiche dedicate al primo soccorso.
consiglio.puglia.it, 5 marzo 2026
Il 10 marzo, dalle 17.00, nella Sala dell’Arte del Palazzo del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile, 52, si svolgerà l’evento conclusivo di “Senza Barriere - festival dei diritti e delle pene”, promosso dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia, a cura della società cooperativa Radici Future Produzioni. Sarà presentato il libro Diciotto anni e un giorno, della garante della città di Torino Monica Cristina Gallo. Il testo analizza il travaglio dei giovani detenuti in cella, messi al cospetto di detenuti adulti e provenienti da percorsi spesso senza uscita.
di Roberto Brumat
Corriere dell’Alto Adige, 5 marzo 2026
Per la rassegna “Corpi Eretici” organizzata dal Teatro La Ribalta di Bolzano, il 13 marzo alle 20.30 va in scena al Teatro Cristallo di Bolzano Edipo Re. La regia è di Stefano Tè, con gli attori della Casa di reclusione di Castelfranco Emilia. È una produzione del gruppo di ricerca teatrale Teatro dei Venti, realizzata con Ert Emilia Romagna Teatro & Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, che dal 2011 mette in rete compagnie teatrali attive nelle carceri. La tragedia di Sofocle racconta un mito ambientato nell’antico Egitto dove Edipo, amato re di Tebe, nella capitale aggredita dalla peste fa un disperato tentativo per salvare il suo popolo.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 5 marzo 2026
In questa seconda stagione ci siamo concentrati su una vicenda precisa, sul suo evolvere, sul suo incancrenirsi: una storia che comincia in Egitto e finisce in un carcere del nord Italia. E che ci mostra che l’ingiustizia non è una categoria astratta: non esiste al di là delle persone che la subiscono. Sono loro il vero soggetto del racconto. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2024 un ragazzo di diciotto anni muore in un incendio divampato nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore, il più sovraffollato d’Italia. La notizia rimbalza su giornali e telegiornali e per qualche giorno si torna a parlare di carcere. Anche l’indignazione divampa, ma si spegne presto: un’indagine archivia la vicenda come suicidio. Quel ragazzo era Youssef Barsom e la sua storia non può essere compresa raccontandone soltanto l’epilogo.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 5 marzo 2026
Come una mamma che va a trovare i suoi figli. Così suor Emma Zordan, 84 anni, definisce la sensazione che la accompagna ogni venerdì, quando entra a Rebibbia per incontrare i detenuti. Ultimamente in quel giorno della settimana le capitano dei funerali a cui non può mancare: “impegni che mi impediscono di andare in carcere. Sacrifico il mio piacere. Mi aspettano, si preoccupano se non vado. Si è creato un feeling, un’empatia che descriverla non è possibile”, dice a gNews. Suor Emma ha insegnato lettere nelle scuole ed è volontaria da 12 anni nel penitenziario romano. È conosciuta dentro le mura per i suoi corsi di scrittura creativa, oltre che per essere una ‘corriera’ di tutte le cose che è possibile portare in un carcere. È sorpresa per aver ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’onorificenza dell’Ordine al merito. “Sono emozionata perché lavoro nella semplicità, come tanti”, prosegue.
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