di Giansandro Merli
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Protocollo Roma-Tirana. Il ddl di ratifica in aula. La proposta dell’opposizione raccoglieva le promesse di Cirielli (FdI) in commissione. Ma la maggioranza si è rifiutato di metterle nero su bianco. Il governo ha rifiutato di mettere nero su bianco che nei centri in Albania non saranno trasportati i migranti vulnerabili, categoria in cui rientrano donne, minori e persone fragili a vario titolo. Ieri il Pd aveva presentato alla Camera tre emendamenti al ddl di ratifica del protocollo Roma-Tirana per la costruzione di centri di trattenimento in territorio albanese. Le proposte di modifica dell’opposizione andavano nella direzione di quanto dichiarato dal viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli (FdI) durante l’esame del provvedimento in commissione: tutti i vulnerabili andranno in Italia. Ma si sa: verba volant, scripta manent. Così i relatori di maggioranza hanno dato parere negativo, anche ad accantonare l’emendamento. “Vogliamo mantenere un testo snello”, si è giustificato Cirielli a nome dell’esecutivo. Motivazione che non ha convinto le opposizioni.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
La caccia alle streghe passa dalla propaganda alla dura repressione. La Camera ha bocciato l’emendamento che salvaguardava i pazienti che utilizzano cannabis terapeutica dalla persecuzione voluta da Salvini con i test antidroga su strada. Nella nuova formulazione dell’art. 187 del Codice della Strada viene infatti rimosso il principio della verifica dello “stato di alterazione psico-fisica” alla guida, aprendo alla punibilità di chiunque abbia usato sostanze psicotrope, anche giorni o settimane prima di mettersi al volante.
Difendere gli avvocati per difendere tutti, la missione dell’Oiad al fianco dei colleghi in pericolo
di Francesco Caia*
Il Dubbio, 24 gennaio 2024
L’osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo ha l’obiettivo di tutelare i difensori minacciati e perseguitati nel mondo, fornendo loro assistenza legale e sostegno materiale. La giornata internazionale dell’avvocato in pericolo 2024 è dedicata agli avvocati iraniani. L’effettività dei diritti, anche di quelli fondamentali, non è garantita in molti stati. Le sanguinose guerre in corso tra Russia e Ucraina, a seguito dell’aggressione russa, e tra Hamas ed Israele, conseguenza dei tragici fatti del 7 ottobre 2023, hanno reso la situazione ancora più drammatica. Ci sono poi tanti altri conflitti, spesso dimenticati dalla stampa e dall’opinione pubblica, che insanguinano il mondo ed hanno fatto parlare da tempo il Papa di una “guerra mondiale a pezzi”.
di Thomas Brambilla
Il Fatto Quotidiano, 24 gennaio 2024
Il filosofo Mordacci: “Questo è puro accanimento”. “In Alabama non esiste misericordia per quelli come me, non sono pronto e ogni notte sogno che mi vengano a prendere per portarmi nella camera della morte”. Sono parole pronunciate da Kenneth Smith nella sua telefonata al Guardian. Smith, 58 anni, statunitense, giovedì 25 gennaio potrebbe diventare il primo condannato a morte ucciso con ipossia da azoto, metodo mai sperimentato che provoca il decesso per soffocamento. Su Smith, che nel 2022 ha già subito un tentativo di esecuzione non riuscito a causa di complicazioni tecniche, pendeva una condanna all’ergastolo per un omicidio compiuto nel 1988. Successivamente, però, un giudice ha tramutato la sua condanna in pena capitale, grazie ad una legge ora non più in vigore. “Puro e semplice accanimento caratterizzato da un’inesorabile e disumana crudeltà” ha detto a ilfattoquotidiano.it il filosofo Roberto Mordacci, professore ordinario di filosofia morale, prorettore di scienze umane e sociali presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e autore di numerosi saggi su temi etici, bioetici e di filosofia morale.
di Michele Raviart
vaticannews.va, 24 gennaio 2024
La morte dell’uomo, detenuto in Alabama per omicidio da 35 anni è prevista per il 25 gennaio. Sarebbe la prima persona per cui sarà utilizzato il metodo del soffocamento per azoto, bandito perfino dai veterinari per sopprimere gli animali. Smith era già sopravvissuto all’iniezione letale un anno e mezzo fa. Una sorta di “accanimento omicida” per la Comunità che in una conferenza a Roma ribadisce come questa sarebbe una nuova frontiera nella “cultura della morte”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Diplomazia a piccoli passi, si punta al ritorno in Italia. Lunedì a Budapest intanto comincia il processo. La diplomazia si muove a piccoli passi per Ilaria Salis, prigioniera a Budapest da quasi un anno perché accusata di aver aggredito insieme ad altri due neonazisti ungheresi ai margini di una manifestazione in memoria delle azioni militari delle SS durante la seconda guerra mondiale. Roberto Salis, nella giornata di ieri, è stato ricevuto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che gli ha offerto qualche rassicurazione sull’impegno del governo. “Non è stata una chiacchierata inutile - ha detto il signor Salis -, anche se non ho ancora visto un piano d’azione. Almeno però abbiamo finalmente un canale diretto e Nordio mi è sembrato sinceramente vicino alla famiglia”.
di Luca Attanasio
Il Manifesto, 24 gennaio 2024
Il 22 febbraio del 2021 nel Nord Kiwu, vennero uccisi l’ambasciatore italiano, il carabiniere Vittorio Jacovacci e l’autista congolese Mustapha Milambo. Oggi a Roma la quinta udienza, decisiva per la continuazione del processo intentato dalla Procura di Roma ai due funzionari del Pam. Ma l’esecutivo italiano non è parte civile.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 23 gennaio 2024
Ancora un suicidio nel carcere di Poggioreale. Cosa sta succedendo nel penitenziario napoletano dove si sta consumando una vera e propria strage di detenuti? È difficile dare una risposta univoca e immediata a questo interrogativo. Tuttavia queste morti non ci possono lasciare indifferenti e per provare a capirci qualcosa bisogna entrare nei meandri di un luogo tanto complesso quanto pieno di criticità. Innanzitutto bisogna dire che il penitenziario napoletano è solo la punta dell’iceberg di un sistema carcerario che non funziona più e su cui è caduto un silenzio tombale. La politica, di destra e di sinistra appare disinteressata al destino dei carcerati, mentre l’opinione pubblica segue il pensiero dominante e non mostra alcuna empatia per chi in fondo “se l’è voluta”.
di Don David Maria Riboldi*
Il Riformista, 23 gennaio 2024
Soldi per realizzare una di quelle strutture dove l’aspettativa di vita ha una percentuale drammaticamente bassa: 20 morti nei primi 15 giorni del 2024 nelle patrie galere dello stivale. Nuove carceri? Davvero? Il 18 gennaio l’agenzia del demanio del Ministero della Giustizia ha acquisito un’ampia porzione della ex caserma Rotilio Barbetti a Grosseto, per farne un “nuovo polo penitenziario” che “potrà accogliere molti più detenuti dell’attuale carcere di via Saffi”.
di Alessandro Erasmo Costa
tuttieuropaventitrenta.eu, 23 gennaio 2024
Il nostro periodico ospita sempre più spesso drammatiche testimonianze sul vergognoso stato delle carceri italiane. Micaela Tosato, Marco Costantini e Monica Bizaji, insieme a tanti altri hanno costituito una rete di denuncia e di dialogo con tutti coloro che subiscono direttamente o indirettamente il dramma della reclusione. L’idea di Micaela è nata dal suicidio di Donatella, una ragazza che condivideva con lei la reclusione, e che non è stata in grado di superare soprattutto l’ingiustificata separazione dal bambino che aveva avuto.
- “Niente politica, siamo pm”. Magistratura spaccata sulle riforme di Nordio
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