di Errico Novi
Il Dubbio, 18 gennaio 2023
Nordio: nessuno stop alle intercettazioni per la mafia. Ma de Raho: siano libere pure per i reati di corruzione. È il day after delle polemiche o dei “sibili di rancore” come li definisce Carlo Nordio. Il ministro della Giustizia, a ventiquatrr’ore dall’arresto di Matteo Messina Denaro, evoca senza citarli attacchi come quello firmato da Marco Travaglio sul Fatto quotidiano di ieri, in cui si sostiene in pratica che la cattura del boss è avvenuta “malgrado il guardasigilli”, il quale avrebbe dichiarato “guerra alle intercettazioni”. Era inevitabile, aver messo fine alla latitanza dell’ultimo mafioso stragista ha un peso politico: è stato rivendicato subito da Giorgia Meloni come un successo, e produce contestazioni e repliche sul fronte avverso, cioè da parte delle forze di opposizione e dei giornali ostili all’esecutivo. Ma in generale l’intera materia dell’antimafia è scossa da nuove tensioni.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 18 gennaio 2023
Il cosiddetto “terzo livello” e la tifoseria dell’antimafia. Da Caselli alla Trattativa, come si sono formate le lunghe inchieste degli anni Novanta. Un periodo che ha lasciato solo macerie. Quelli che “non l’hanno preso, si è fatto prendere”; quelli che c’è per forza una nuova Trattativa (l’avevano detto da Giletti); quelli disturbati dal “tono trionfalistico”; quelli che “ma allora perché ci hanno messo trent’anni?”. Nelle reazioni scomposte o solo stupide, e in quelle incrostate di complottismo e vecchi teoremi, c’è spesso un’insipienza dovuta alla mancanza di memoria personale. Ma c’è anche un altro livello, più profondo, in cui s’incista un male vecchio di decenni: la menzogna della stagione dei teoremi giudiziari.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 18 gennaio 2023
Gli applausi dei cittadini di Palermo all’arresto del boss sono confortanti. Lo abbiamo sempre detto che parte dalla rassegnazione a fronte della criminalità organizzata di intimidire e ricattare, di punire, ma anche di premiare laddove lo Stato non mostri altrettanta forza e non crei opportunità. Su questo versante, la lotta contro la mafia continua e giustamente deve rivolgersi contro quelle frange di professionisti, avvocati, commercialisti, imprenditori e altre figure che hanno consentito ai mafiosi di infiltrarsi nel mondo degli affari e di moltiplicare i loro profitti.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 18 gennaio 2023
La gerarchia di Cosa Nostra è vecchia, come la società italiana. E gli interessi economici hanno permeato tutto. E dopo la cattura di Matteo Messina Denaro cosa succederà? In realtà non ha importanza rispondere a questa domanda perché tutto il peggio, il grave, l’irrimediabile sta già accadendo ed accade. Non sto spendendo toni apocalittici o esagerati, tutt’altro. Nel 2021 Banca d’Italia evidenziò che il giro di affari dei cartelli mafiosi valeva circa 38 miliardi di euro all’anno. Questi 38 miliardi di euro sono ben più di 100 milioni al giorno. Cento milioni al giorno che vengono movimentati e investiti, ma se a questo dato si aggiunge ciò che aveva già dichiarato la Direzione nazionale antimafia nel 2020, tracciando un patrimonio derivante dal narcotraffico di 400 miliardi di euro solo in Italia, comprendiamo che stiamo parlando di un’economia in continua espansione e che alimenta e sostiene l’economia legale. In questo momento, il tema mafie è completamente ignorato dal dibattito politico e in campagna elettorale è stato affrontato solo in modo retorico.
di Attilio Bolzoni
Il Domani, 18 gennaio 2023
Con la cattura del boss cade anche l’ultimo alibi. Sbagliato cantare vittoria con sicumera. Ora lo stato deve lanciare la sua sfida alla mafia “trasparente”, quella degli incensurati che sembra ancora intoccabile.
di Luca Prosperi
ansa.it, 18 gennaio 2023
È il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle sono il centro del carcere duro. Il penitenziario dove è stato assegnato Matteo Messina Denaro a Preturo è di fatto in mezzo al nulla, è una isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila. Ciò ha favorito la sua costruzione e destinazione sin da subito a carcere di massima sicurezza.
agrigentooggi.it, 18 gennaio 2023
È morto nella Casa circondariale di Cagliari, dove si trovava detenuto, Salvatore Montalto, 53 anni, ex consigliere comunale di Palma di Montechiaro, che stava scontando una condanna a 12 anni di reclusione. Ricoverato nel Centro clinico dell’Istituto si è spento durante la notte, presumibilmente per un arresto cardiaco. Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” sottolineando “la difficoltà di garantire la salute in carcere per chi soffre di gravi patologie”.
di Monica Musso
Il Dubbio, 18 gennaio 2023
Un uomo si è impiccato in Sardegna dopo essere stato accusato di molestie su Facebook. A far scattare la caccia all’uomo il post di un padre, che ha pubblicato la foto della sua auto. La gogna social, con tanto di foto segnaletica dell’auto. E poi il suicidio, in campagna, dopo un messaggio di addio inviato alla madre. Ha tutto il sapore di una vera e propria “esecuzione mediatica” quella di un giovane 28enne di Guspini, nel sud della Sardegna, che lunedì pomeriggio si è impiccato, dopo esser stato segnalato su un gruppo Facebook come molestatore di bambini.
di Francesco Mazzanti
Corriere di Bologna, 18 gennaio 2023
Circolare della giudice Manuela Mirandola per far fronte ai buchi in amministrazione. La presidente sarà costretta a rispondere al telefono ogni mercoledì. Al tribunale di sorveglianza di Bologna manca il personale amministrativo. Addirittura non c’è nessuno che risponda al telefono. Per questo motivo, da adesso in poi, chi voglia richiedere delle informazioni dovrà parlare direttamente con la presidente.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 18 gennaio 2023
Il curriculum fitto di esperienza (fra cui 18 anni trascorsi a Libera l’organizzazione di Don Ciotti), impegno e ascolto non la soccorre: la garante capitolina Gabriella Stramaccioni, nominata dalla sindaca Virginia Raggi rischia di perdere l’incarico di vigilanza nelle carceri. La parola d’ordine dietro la quale il Pd romano marcerebbe compatto è “discontinuità”. Contro di lei la decisione del Pd appunto di affidarsi a Valentina Calderone assistente dell’ex senatore e politico di area Pd Luigi Manconi.
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