di Silvia Pinti
La Repubblica, 30 marzo 2023
Il quarantaduenne romano è deceduto al carcere di Oristano il 12 ottobre del 2022. La sorella Marisa ha avviato una raccolta fondi per effettuare l’autopsia: “Non si è suicidato”. I lividi sul braccio destro, il lenzuolo intonso e il letto rifatto. Le immagini fornite a Repubblica dai familiari di Stefano Dal Corso evidenziano i tanti punti oscuri sulla morte del 42enne originario del Tufello scomparso nel carcere Casa Massima di Oristano il 12 ottobre del 2022.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 30 marzo 2023
La vita di frontiera di Giacinto Siciliano che abita in una casa sopra alle celle: i 250 ragazzi sotto i 25 anni, il telefono sempre acceso con la paura dei suicidi, gli incontri con detenuti “che ti chiedi perché sono qui” ma anche la speranza che ogni mattina lo motiva a provare a costruire un futuro per chi è dentro.
di Andrea Bucci
La Stampa, 30 marzo 2023
Il tribunale del Riesame ha annullato le otto misure interdittive applicate dal gip lo scorso dicembre: i giudici non negano la violenza, ma “mancano i riscontri specifici”. Erano stati sospesi per le presunte botte e torture ai detenuti nel carcere di Ivrea. Da ieri gli agenti di polizia penitenziaria potranno tornare in servizio. Restano indagati, ma il tribunale del Riesame ha annullato la misura interdittiva applicata a dicembre dalla gip del tribunale di Ivrea Ombretta Vanini nei confronti di otto agenti.
firenzetoday.it, 30 marzo 2023
“Per un carcere non più ghetto ma luogo di inclusione”. Nel Giardino degli Inconti giornata di dibattito aperta ai cittadini, la direttrice: “Basta marginalizzare, sovvertire l’approccio culturale al carcere” Ricostruire le periferie nel segno dell’inclusione, partendo dagli ultimi, dai detenuti, nel segno di una rigenerazione urbana che ridisegni i confini della città. E’ l’ambizioso sogno del progetto “I Care, carcere in città”, presentato ieri a Palazzo Vecchio per creare uno spazio di dialogo sulla casa circondariale di Sollicciano, il Quartiere 4 e i suoi abitanti.
di Giuseppe Currà
ilvibonese.it, 30 marzo 2023
Ha prodotto i primi frutti la recente adesione dell’Istituto detentivo a custodia attenuata “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, al programma nazionale portato avanti in Calabria dal presidio “Nati per la musica”, sorto a Mileto su input del Cantiere musicale internazionale. Obiettivo dichiarato del progetto, promosso dalla scuola di alta formazione in sinergia con decine di realtà territoriali, è di incentivare l’esperienza musicale in famiglia come strumento di relazione, già a partire dalla gravidanza. In tale contesto, nei giorni scorsi all’interno della struttura detentiva è stato organizzato l’evento dal titolo “Che colore hanno le emozioni?”. L’interessante iniziativa ha coinvolto, nello specifico, cinque padri detenuti (già inseriti nel percorso rieducativo) e i loro rispettivi nuclei familiari. Il tutto è stato realizzato in un apposito spazio all’aperto, attrezzato in modo ottimale. In tale luogo, i padri hanno potuto sperimentare con mogli e figli come, grazie alla pratica strumentale, la musica riesca a favorire l’incontro e la relazione tra i componenti del nucleo familiare, anche quando ci si trova dentro le mura di una struttura carceraria. Ad attestare il successo di “Che colore hanno le emozioni?”, la toccante lettera inviata da uno dei padri coinvolti agli organizzatori.
di Anna Campaniello e Andrea Galli
Corriere della Sera, 30 marzo 2023
Hizbullah K., corporatura media, 15 anni: sparito e denuncia di scomparsa. Zakaria H., occhi neri, capelli scuri, 16 anni da compiere a novembre: sparito e denuncia di scomparsa. Moumen A., altezza 170 centimetri, corporatura media, 17 anni; a ottobre se n’era andato dalla parrocchia di San Martino, a Como, lo avevano trovato alla frontiera e riaccompagnato in parrocchia: ma di nuovo, sparito e denuncia di scomparsa.
di Vittorio Alessandro*
La Stampa, 30 marzo 2023
Non stupisce che il centralino della Guardia costiera sia sovraffollato in un momento drammatico di traversate dalla Tunisia (6.500 persone giunte a Lampedusa in soli tre giorni). È singolare piuttosto che, in questa emergenza, la centrale operativa di Roma abbia avvertito il bisogno di denunciare pubblicamente l’eccesso di chiamate che avrebbe “sovraccaricato i sistemi di comunicazione, sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni”. Trattandosi di invocazioni provenienti da unità Ong che operano nel canale di Sicilia, una delle quali poi fermata nel porto di Lampedusa per aver compiuto più di un soccorso, siamo indotti a credere che si possono e si devono mandare messaggi di allarme all’autorità marittima, ma le Ong un po’ meno, così come tutti possono - se necessario - eseguire più di un salvataggio, ma non le navi umanitarie.
di Maria Cristina Origlia
Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2023
La testimonianza che segue è stata raccolta assieme alla videomaker di origine bielorussa Tatsiana Khamliuk. Non possiamo dire i loro i nomi, nè possiamo sapere da dove ci rispondono esattamente. Ne va della sicurezza dei loro familiari rimasti in Bielorussia. Di certo, possiamo dire che in esilio, sparpagliati tra Lituania, Polonia e Georgia, continuano a lavorare senza sosta. Sono gli attivisti di Viasna Human Rights Centre, organizzazione nata in Bielorussia nel 1996 per offrire assistenza finanziaria e legale ai prigionieri politici del Paese.
di Loredana Lipperini
La Stampa, 30 marzo 2023
L’orrore in un centro di detenzione a Ciudad Juárez le guardie hanno lasciato morire 38 reclusi intrappolati. Gridavano “aprite” ma loro si sono girati e sono fuggiti. “Faceva caldo, la notte che bruciammo Chrome”. Ma no, ma qui la citazione letteraria che scivola dalla punta delle dita sulla tastiera è poca cosa, è solo il fievole, inutile, riflesso della realtà. E poi allora, il 1982, quando William Gibson raccontò in quella storia cyberpunk delle falene sbattevano fino a morire contro le luci al neon, non pensava che avremmo potuto vedere le fiamme, non pensavamo che ci saremmo potuti assuefare alle fiamme stesse. Siamo davanti al video, che avverte che le immagini potrebbero urtare la nostra suscettibilità (eccome, eccome).
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 29 marzo 2023
Qualcuno, in quelle stanze dove si dice vi sia il “potere”, presta attenzione all’accorato appello/denuncia del segretario generale della UIL Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio? Mette il dito su una piaga che continua a sanguinare: “La spirale di morte che investe le carceri italiane non accenna a placarsi. Dopo gli 84 suicidi fra i detenuti e i 5 fra gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria dell’anno scorso, un poliziotto in servizio al carcere napoletano di Secondigliano e originario di Aversa, quarantatreenne, dopo aver espletato il turno notturno, si è tolto la vita sparandosi con l’arma d’ordinanza. Ammontano già a 11, invece, i detenuti che hanno volontariamente messo fine alla propria esistenza nel corso del 2023”.









