di Enrico Cicchetti
Il Foglio, 8 marzo 2023
Cifre e storie. L’affollamento, le dipendenze, i figli e il nodo della salute. I dati nel primo Rapporto sulle donne detenute in Italia dell’associazione Antigone. Intanto una donna è morta in cella a Rebibbia. Alla vigilia della giornata internazionale della donna, una detenuta è stata trovata morta in cella, nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. Aveva gravi problemi di tossicodipendenza e non era la sua prima volta in prigione. La garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni, ha scritto su Facebook: “Era in carcere da 3 giorni in isolamento sanitario (previsto dalle norme anti Covid). 47 anni, una vita faticosa e dolorosa”. E all’Ansa ha spiegato che “ieri pomeriggio ha accusato un malore. Intorno alle 23.30 è stata visitata in carcere dal medico ma è poi rimasta in cella, sempre in isolamento. Questa mattina è stata trovata nel letto priva di vita. Questo grave episodio conferma che soggetti con patologie di questo tipo non possono essere ‘assorbite’ e curate dal carcere”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 marzo 2023
Oscillano tra il 4 e 5% della popolazione detenuta, ma sono disperse tra le varie carceri pensate esclusivamente al maschile. Al 28 febbraio, su 56.319 detenuti presenti nelle nostre carceri, sono 2.425 le donne ristrette. Esistono soltanto 4 istituti penitenziari esclusivamente femminili: Trani, Pozzuoli, Roma e Venezia. E sono, sempre secondo gli ultimi dati del ministero di giustizia, un totale di 622. Il resto delle detenute, quindi 1803, sono disperse nel resto delle carceri, pensate esclusivamente al maschile.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2023
Come Antigone, il nostro 8 marzo abbiamo deciso di dedicarlo a una particolare categoria di donne, quelle che vivono nelle carceri italiane. Abbiamo scelto infatti di presentare presso la Sala Zuccari del Senato “Dalla parte di Antigone. Primo Rapporto sulle donne detenute in Italia”.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 8 marzo 2023
Con la decisione della Cassazione del 24 febbraio scorso, la questione giudiziaria dell’applicazione del 41bis ad Alfredo Cospito ha vissuto un passaggio forse dirimente. Sì, è vero: è appena stata presentata una istanza di sospensione della pena per motivi di salute; ci sarà un nuovo giudizio sul rigetto della revoca chiesta al Ministro della giustizia nel mese di gennaio; è pendente una procedura di fronte alla Commissione diritti umani delle Nazioni unite; probabilmente arriverà un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Tutte legittime iniziative della difesa di Cospito, motivatamente sostenute da chi non si rassegna all’anomalia evidenziata anche dalla Procura nazionale antimafia e dalla Procura generale presso la Corte di Cassazione di una misura pensata per i capi di rigide organizzazioni criminali e applicata a un esponente di una non-organizzazione ideologicamente senza capi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 marzo 2023
Il recluso chiede, attraverso il proprio legale, di lasciare il carcere e andare ai domiciliari. Ha valori che il suo legale Flavio Rossi Albertini definisce anomali, in particolare quelle oscillazioni del potassio ora fermo a 3.2 dopo aver toccato quota 4, e in grado di far temere per il cuore. Sempre l’avvocato riferisce dell’ultimo colloquio, in cui l’anarchico, dice, è parso “lucido seppur provato, certo molto determinato nel portare avanti la propria battaglia contro il 41 bis, ma anche preoccupato che i medici abbiano le flebo già pronte”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 8 marzo 2023
Il comitato di Bioetica ha stabilito all’unanimità non è possibile “adottare misure coercitive contro la volontà attuale della persona”. Secondo la maggioranza, i medici non possano “contemplare passivamente la morte del detenuto che digiuna”. Per la minoranza è inviolabile il diritto a non subire trattamenti sanitari contro la propria volontà. Intanto, il legale di Cospito ha depositato al tribunale di sorveglianza di Milano una richiesta di differimento pena per motivi di salute, chiedendo i domiciliari a casa di una delle sorelle dell’anarchico.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 8 marzo 2023
Il Comitato di Bioetica ha deciso che Alfredo Cospito ha diritto a non essere alimentato, però anche no. Salomone non avrebbe fatto di meglio. Ci hanno pensato un mese, quindi ci si augura bene, prima di rispondere al quesito del ministro di Giustizia. Poi il Comitato di Bioetica ha stabilito che nessuno può sottoporre Alfredo Cospito, finché sarà in possesso delle sue facoltà, a “trattamenti sanitari” come idratazione e alimentazione forzata, che liberamente rifiuta: perché le sue Disposizioni anticipate di trattamento valgono anche per lo sciopero della fame al 41-bis.
di Daniela Lanni
La Stampa, 8 marzo 2023
“La nostra Onlus nasce per dare lavoro alle persone ma l’obiettivo è generare un cambiamento sistemico con tutta la popolazione” afferma l’imprenditrice leccese che, il 31 marzo, verrà insignita dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
ansa.it, 8 marzo 2023
A Civitavecchia e Pozzuoli, a fianco delle detenute. Una mostra sulle ‘gabbie’ mentali e fisiche, denominata The Cage, alla Casa Circondariale di Civitavecchia, mentre a Pozzuoli corsi di cucina con il cuoco del Napoli Calcio Paolo Cozzolino che ha offerto consigli per un’alimentazione sana, insegnando anche come preparare piatti semplici e salutari.
di Alessandra Pigliaru
Il Manifesto, 8 marzo 2023
8 marzo. Intervista a Antonella Veltri, Presidente di “Di.Re Donne in rete contro la violenza”. “Fino a quando non ci sarà un serio e vasto programma di cambiamento culturale, continueremo a contare le donne morte e a chiederci se sono più o meno dell’anno precedente”.
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