di Mauro Ravarino
Il Manifesto, 8 marzo 2023
La denuncia dei legali al processo: la procura ha lasciato trascrivere centinaia di colloqui con gli assistiti, quando la legge non lo consente. Decine e decine di colloqui fra gli avvocati difensori e i loro assistiti - scambi per lo più neutrali e tecnici - registrati e trascritti. Dovevano essere distrutti, invece, sono finiti nei cosiddetti brogliacci (le trascrizioni delle forze dell’ordine) dei fascicoli della procura di Torino per il maxi processo sul centro sociale Askatasuna. “Centinaia di telefonate” trascritte “pur essendo, in base alla normativa, vietato”. Lo hanno rivelato i legali degli imputati, comunicandolo al Tribunale del capoluogo piemontese.
di Marianna Peluso
Corriere di Verona, 8 marzo 2023
Dopo un anno di attività, Rete Dafne Verona, che da marzo 2022 offre supporto, in forma riservata e gratuita, prima, durante e dopo il procedimento penale a tutte le vittime di reato che ne facciano richiesta, è in grado di offrire un primo importante spaccato delle persone accolte e dei servizi erogati (fino a dicembre 2022). Dall’apertura del servizio, si sono registrati 23 contatti, di cui 12 donne e 11 uomini, 20 italiani e 3 stranieri (provenienti da Romania, Francia e Albania). La fascia di età maggiormente colpita è quella degli over 60, con 9 vittime registrate.
di Laura Lipari
parmateneo.it, 8 marzo 2023
Questa, per Maurizio Angelo Moscato, è la seconda laurea a pieni voti studiata e scritta all’interno della sua cella nella Casa di Reclusione di Parma. Un elaborato che dà voce a chi vive la realtà del penitenziario.
di Alessia Rabbai
fanpage.it, 8 marzo 2023
Alcuni detenuti hanno realizzato dei murales in ricordo dei loro Paesi d’origine. Raccontano la loro storia e di come l’Arte li abbia salvati. C’è un detto popolare che dice che chi non sale il gradino del carcere di Regina Coeli non può considerarsi romano e neanche di Trastevere. Fanpage.it ha varcato il grande portone al civico 29 di via della Lungara, per incontrare e intervistare alcuni detenuti, che ci hanno raccontato la loro storia. Quella di Manuel e Pedro che arrivano da lontano, che parte dall’America Latina e si incrocia dentro le mura dell’ex convento dedicato a Maria nel titolo di ‘Regina del Cielo’ e riconvertito all’uso attuale nel 1881, dove devono scontare una condanna per furto. Ci raccontano come l’Arte li ha salvati, facendo ritrovare loro la creatività e sentire meglio.
di Concita De Gregorio
La Stampa, 8 marzo 2023
L’8 marzo non è per niente una festa, ricorda vittime di tragedie del passato e glorifica le eroine. Arriverà mai il momento in cui la gentilezza e la cura daranno un posto, sicuro, nel mondo?
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 8 marzo 2023
L’arrivo di Elly Schlein alla testa del Partito democratico - da fuori e senza l’appoggio della maggioranza degli iscritti - per il suo profilo politico e per l’immagine che la caratterizza, dà occasione e anzi obbliga a riprendere un tema antico, come quello dei diritti civili e dei diritti sociali: del loro rapporto, delle priorità, della compatibilità.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 marzo 2023
La mediocre informativa del ministro Piantedosi ha riproposto uno dei temi più complicati da maneggiare per la cultura sovranista: la gestione dei flussi migratori. Ci sono solo due alternative per la premier.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 8 marzo 2023
Von der Leyen sposa la linea di palazzo Chigi sullo stop alle partenze. Salvini vede la premier e insiste sul rilancio dei suoi dl. È sera quando palazzo Chigi emette la sua sentenza sulla tragedia di Cutro confermando la piena assoluzione per tutti: “Al momento della segnalazione di Frontex l’imbarcazione non presentava problemi di navigazione. Il naufragio non può quindi essere responsabilità della Guardia Costiera né della Guardia di Finanza, che hanno operato con correttezza. Non ci sono state carenze nelle operazioni di soccorso. La tragedia è stata causata dal comportamento criminale degli scafisti”. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e non se ne parli più.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 8 marzo 2023
Era chiaro che con quest’ultima strage, che drammaticamente non sarà l’ultima, si sarebbe riaffermato con tanta più forza l’assunto balordo, politicamente indecoroso e intellettualmente vigliacco, secondo cui “la colpa è degli scafisti”.
La Tunisia inquieta l’Italia. Autoritarismo, crisi, xenofobia: il mix che apre un nuovo fronte a sud
di Giulia Belardelli
huffingtonpost.it, 8 marzo 2023
È una guerra tra poveri quella che nelle ultime settimane sta facendo precipitare la Tunisia in una spirale di paura e violenza, con potenziali conseguenze esplosive per il paese nordafricano geograficamente più vicino all’Italia. La promessa democratica nata con la rivoluzione dei Gelsomini è stata ormai definitivamente calpestata dalla svolta autoritaria del presidente Kais Saied, che si ritrova sempre più in difficoltà nell’affrontare una crisi economico-finanziaria devastante. Da qui bisogna partire per comprendere la caccia ai migranti subsahariani che si è aggravata nel paese dopo l’invettiva del presidente contro le “orde di irregolari”, accusati di minacciare la “composizione demografica della Tunisia” e commettere “violenze, crimini e pratiche inaccettabili”. Le parole di Saied hanno aperto un vaso di Pandora che si è materializzato in un aumento delle aggressioni di matrice razzista ai danni di migranti subsahariani.
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