quicomo.it, 3 marzo 2023
Passione, solidarietà, energia: gli ingredienti delle nuove ricette preparate dai detenuti. C’è senza dubbio aria di evasione, almeno con il pensiero, di voglia di bontà, di profumi, di piaceri per il palato, di ricordi e di abbracci nel Gruppo di lavoro che ha realizzato il percorso formativo all’interno del carcere del Bassone di Corno.
varesenews.it, 3 marzo 2023
È stato consegnato a Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Presepe vincitore del concorso indetto dall’Ispettore nazionale dei cappellani delle carceri, don Raffaele Grimaldi. Ieri, giovedì, una delegazione della Casa Circondariale di Busto Arsizio si è recata a Roma, per consegnare a Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Presepe vincitore del concorso indetto dall’Ispettore nazionale dei cappellani delle carceri, don Raffaele Grimaldi. La delegazione era composta dal direttore Orazio Sorrentini, dal vice comandante della Polizia Penitenziaria Giuseppe De Girolamo, dall’assistente capo coordinatore Pierpaolo Giacovazzo e dal cappellano don David Maria Riboldi.
recensione di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 3 marzo 2023
“Lavati le mani e non stropicciarti gli occhi. Sono le raccomandazioni che mi ripeteva la mia nonna da bambino ricordando l’epidemia di Spagnola che tra il 1918 e il 1920 uccise milioni di morti: lei l’aveva vissuta e non si liberò mai dalla paura del contagio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 marzo 2023
A Roma la presentazione del libro del giornalista a 160 anni dalla prima legge sulle misure di prevenzione. L’autore: “Basta con la psicosi della pericolosità”. “L’inganno. Antimafia. Usi e soprusi dei professionisti del bene”, l’ultimo libro del giornalista Alessandro Barbano, è stato al centro di un interessante dibattito organizzato ieri dalla Camera Penale di Roma presso l’Aula Occorsio del Tribunale. A moderare i lavori Antonella Marandola, ordinaria di diritto processuale penale Università del Sannio. A inaugurare il dibattito il presidente dei penalisti romani, Gaetano Scalise: “Le misure di prevenzione compiono quest’anno 160 anni. Nascevano nel 1863 come misura eccezionale ma col tempo hanno assunto una pervasività incredibile, tanto che oggi l’Accademia parla di vera e propria pena patrimoniale”.
La Repubblica, 3 marzo 2023
La banca dati che permette di visualizzare i 600 progetti messi in campo in 75 Paesi, Italia compresa. È stato presentato a Roma il sito volontarinelmondo.it, la prima piattaforma web dedicata interamente all’impegno nella Cooperazione internazionale e nello sviluppo sostenibile. In particolare, è un data base che permette di visualizzare i 600 progetti, programmi e interventi messi in campo in 75 Paesi del mondo e in Italia da Focsiv e dai suoi 94 Soci nei quali sono impegnati 6.378 persone tra operatori, volontari locali e ragazzi e ragazze del Servizio Civile Universale. La realizzazione del sito è stata possibile grazie alla collaborazione dell’Agenzia Kapusons e al contributo di Deutsche Post Stiftung.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 3 marzo 2023
Se i ragazzi non stanno bene, se non sono felici delle loro imperfezioni, è l’intero nostro viaggio a perdere ogni direzione. Alla fine degli anni Novanta un gruppo punk californiano, gli Offspring, prese uno storico brano degli inglesi Who, registrato per la prima volta nel 1965, e ne rovesciò il titolo. The Kids Are Alright divenne The Kids Aren’t Alright. I ragazzi non stavano (più) bene. Il pezzo racconta il ritorno nel quartiere dell’infanzia: le strade che promettevano futuro sembrano ora distorte, incrinate. Tutto appare logoro, spezzato tra vite che si sono spente o richiuse su sé stesse. Potremmo tentare lo stesso percorso. Tornare anche noi dove siamo cresciuti, magari alla periferia di Milano, e scoprire che la piazza si è svuotata di voci, biciclette, elastici e corde, dei palloni che sfidavano i divieti volando oltre le ringhiere. La sensazione è di un’interruzione.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 3 marzo 2023
La lettera inviata all’Unione Europea dalla presidente del Consiglio certifica una linea ben diversa da quella di Matteo Salvini. Il muro della maggioranza intorno al ministro Piantedosi, per respingere la richiesta di dimissioni avanzata per una volta dall’intera opposizione, era inevitabile. Lasciare aperto anche solo un piccolo varco avrebbe comportato l’esplosione di tensioni interne alla destra potenzialmente incontrollabili. La solidarietà, tuttavia, è stata espressa con diverse ed eloquenti gradazioni d’intensità.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 marzo 2023
A Guardia Costiera e di Finanza chiesti gli atti sulle attività precedenti alla strage. Per ora il fascicolo è contro ignoti. Il deputato di Alleanza verdi sinistra Angelo Bonelli: “Abbiamo presentato un esposto alla procura di Roma affinché accerti eventuali responsabilità ministeriali sul naufragio di Steccato di Cutro”.
di Ascanio Celestini
Il Manifesto, 3 marzo 2023
Domenica 26 febbraio 2023, prima dell’alba, a pochi metri dalla costa calabrese, si muovono i finanzieri, non i soccorritori. Per il governo non hanno bisogno di aiuto, ma di controllo. Come trafficanti di sigarette, come oggetti in un container. In fondo Piantedosi è quello che faceva scendere i migranti a singhiozzo da una nave che li aveva salvati. E definiva i naufraghi che stavano ancora a bordo con una parola tecnica, ricordate? Carico residuale.
di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 3 marzo 2023
Chi rientra al Paese dopo anni di Europa è trattato come un reietto. Kayla, Assane e gli altri: “Per la famiglia siamo un disonore”. I progetti delle ong per il reinserimento nelle comunità di origine. Quando Kayla è tornata in Senegal, suo zio l’ha accusata di essere pazza. Poi ha smesso di parlarle. I suoi vicini di casa la guardavano male. E anche i suoi cugini sono rimasti profondamente delusi. Kayla è tornata in Senegal dopo alcuni anni difficili in Europa: “Al lavoro ci schiavizzavano, non potevo riposarmi, non avevo il diritto di alzarmi in piedi, dovevo rimanere sempre con la schiena piegata a raccogliere la frutta, senza sosta”. Così ha scelto di tornare indietro, ha fatto il grande viaggio però al contrario, dall’Europa alla sua Africa. Ma quando è tornata in patria, ha trovato soltanto sguardi attoniti, quasi increduli, adirati. “Mi hanno detto che avevo fallito”. In tanti, nella sua famiglia, speravano di raggiungere l’Europa attraverso un ricongiungimento familiare con lei. “La mia famiglia e perfino i miei figli mi hanno rimproverata. Volevano che rimanessi in Europa per avere i documenti, portarli tutti in Europa, sistemarli”. Ma così non è stato e oggi Kayla lotta per integrarsi nella sua città di origine.









