di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 febbraio 2023
“Non do la sua morte come imminente, ma se il digiuno non viene interrotto è fatale che si vada incontro a quell’esito”, ha raccontato la dottoressa Angelica Milia, medico di fiducia dell’anarchico Alfredo Cospito, a Luigi Manconi su Repubblica. L’uomo ha superato i cento giorni di sciopero della fame ed è stato trasferito dal carcere di Sassari a quello milanese di Opera, dove si può contare su un’assistenza sanitaria più efficace.
di Claudia Fusani
Il Riformista, 1 febbraio 2023
Parla l’avvocato Pagano, difensore di Roberto Adinolfi, l’ex manager Ansaldo che fu gambizzato dall’anarchico nel 2012. “È ingiusto infliggere a quel detenuto dei tormenti inutili. A me il regime del 41bis non piace affatto. Anzi, non serve assolutamente a nulla e, come in questo caso, ha un effetto contrario a quello che dovrebbe avere”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 1 febbraio 2023
Il deputato Donzelli, fedelissimo di Meloni, cita relazioni di servizio della polizia penitenziaria per sostenere connivenze tra l’anarchico e la ‘ndrangheta. La strategia per contenere il caso che spacca la maggioranza.
di Lorenza Rapini
La Stampa, 1 febbraio 2023
Nordio sul 41bis: “Il ministero non può intervenire”. Sul caso dell’anarchico è intervenuto anche il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo: “Sta scontando la pena come condannato in via definitiva”.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 1 febbraio 2023
Il numero 2 di FdI e del Copasir si scaglia contro i dem che hanno visitato Cospito in carcere. In campo il Giurì d’onore e il ministro. Finirà di fronte al Giurì d’onore, che però si limita a distribuire i torti e le ragioni in via definitiva, senza voto e senza poter essere sindacato ma anche senza poteri sanzionatori. Finirà in tribunale: la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani ripete per tutto il giorno che il suo partito procederà “per via anche giudiziaria perché è stata lesa la nostra onorabilità”. È già finita in richiesta di dimissioni di Giovanni Donzelli da vicepresidente del Copasir perché nell’intervento dello scandalo, quello in cui ha accusato il Pd di far da sponda a terroristi e mafiosi, il coordinatore di FdI ha sciorinato informazioni sui colloqui di Cospito con altri detenuti e non si capisce come ne sia entrato in possesso.
di Michele Serra
La Repubblica, 1 febbraio 2023
Ci sono frasi che dicono di noi, se non tutto, molto. Per esempio questa del meloniano Donzelli, protagonista della bagarre a Montecitorio: “Io quando vado in carcere vado a trovare la polizia penitenziaria”, ha detto il golden boy di FdI ai giornalisti, dando dell’incidente in aula una lettura politica chiarissima, anche onesta: la destra sta con le guardie, questa è la sua antica vocazione, questo il suo ruolo (legittimo), e proprio non riesce a capire perché mai qualcuno debba occuparsi anche dei ladri, arrivando a considerarli - addirittura - persone.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 1 febbraio 2023
Gli atti citati a Montecitorio non sono disponibili per i parlamentari. Il nervosismo del ministro della Giustizia, Nordio, e la freddezza tra gli alleati: solo Salvini ha manifestato solidarietà all’esponente FdI. L’imbarazzo di Palazzo Chigi si è presto tramutato in preoccupazione, perché le parole pronunciate alla Camera da Donzelli hanno scatenato un putiferio non solo nei rapporti con l’opposizione ma anche nella maggioranza e soprattutto dentro il governo. E rischiano di produrre gravi conseguenze, non solo politiche.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 1 febbraio 2023
Il deputato di FdI scatena la bagarre in aula accusando alcuni esponenti del Pd di essere vicini a Cospito per un visita in carcere. Incapace di una postura consona al ruolo di partito di maggioranza al governo del Paese, Fratelli d’Italia decide di far deragliare il delicato dibattito che si è aperto nel Paese sul regime carcerario cui è sottoposto l’anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito e sulla risposta da dare alla sfida violenta posta dalla galassia anarchica, trasformando la faccenda in una miserabile quanto sgangherata corrida. Accusando il Pd - e segnatamente tre suoi parlamentari - di contiguità con il terrorismo e la mafia, perché “responsabili” di una visita in carcere all’anarchico il 12 gennaio scorso. Un’enormità pronunciata nell’aula di Montecitorio in disprezzo non solo delle più elementari regole istituzionali, ma anche della verità. E, verrebbe da aggiungere, del ruolo cruciale che, storicamente, e con costi drammatici (anche di vite umane), la sinistra parlamentare ha svolto nella lotta al terrorismo politico e a quello mafioso nella vicenda repubblicana del Paese.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 1 febbraio 2023
Accade che il potere possa inebriare, confondere, dare alla testa. Accade quindi che un deputato di maggioranza, capo dell’organizzazione del proprio partito, vicepresidente del Copasir, uomo di fiducia della presidente del Consiglio, possa pensare che a questo punto - arrivati fin qui - tutto sia lecito. Che sia lecito alzarsi nell’aula della Camera mentre si vota - in modo unitario - l’istituzione di una commissione delicatissima come la commissione antimafia e alludere a presunti intrallazzi tra il principale partito di opposizione e le organizzazioni criminali. Senza vergognarsene, senza chiedere scusa, senza tentare di riparare, anzi, rivendicando la domanda: “Da che parte sta il Pd? Dalla parte dello Stato o dalla parte della mafia e del terrorismo?”. E tutto questo, solo perché alcuni parlamentari di opposizione hanno esercitato uno dei loro doveri: andare a trovare un detenuto accertandosi del suo stato di salute. Andare a trovare Alfredo Cospito, che da oltre 100 giorni fa lo sciopero della fame, mentre era ancora nel carcere di Sassari, un istituto inadeguato alle cure di cui ha ora bisogno.
di Liana Milella
La Repubblica, 1 febbraio 2023
Intervista al deputato dem che ha incontrato l’anarchico nel penitenziario di Sassari. “Donzelli? Un personaggio inquietante col senso dello Stato sotto zero”. Il senatore dem Walter Verini, che con Orlando e Serracchiani ha visitato Cospito a Sassari, si precipita alla Camera appena gli riferiscono le parole di Donzelli. Sono le 11.30, e da quel momento condivide coi suoi colleghi “lo sdegno per le affermazioni ignobili di questo personaggio”.
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