di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
Corrispondente di guerra della Cnn, 43 anni e due figli piccoli in Inghilterra, ha mostrato il profilo del suo pancione di cinque mesi da Kharkiv, dov’è andata per servizio.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
Le due alte esponenti della magistratura si oppongono al progetto di riforma della giustizia del nuovo governo: democrazia a rischio. L’acqua che scroscia su teste, cappucci e ombrelli non è quella degli idranti minacciati da Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza Nazionale. Qualcuno scherza che ci vuole più coraggio per uscire sotto la tempesta in un sabato sera che per affrontare le cariche della polizia invocate dal leader dell’estrema destra per ragioni di “parità”: i getti gelati sono stati usati in passato per disperdere gli ultranazionalisti che lo sostengono.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 16 gennaio 2023
Vietare lo sport è solo l’ultimo atto del regime talebano che le ha recluse definitivamente in casa. Niente scuola, lavoro e parchi. È la prova che gli intransigenti del movimento hanno trionfato.
di Vittorio Feltri
Libero, 15 gennaio 2023
Il caso Cospito e il 41 bis. Non ne avrà per molto Alfredo Cospito che sta digiunando per protesta, in carcere, recluso da anni col regime cosiddetto 41 bis che prevede un isolamento assoluto. Egli è privato di tutto, anche della libertà di andare al cesso senza essere spiato.
di Grazia Longo
La Stampa, 15 gennaio 2023
Sul ricorso di un detenuto di Spoleto deciderà la Corte costituzionale. Contrari i sindacati di polizia penitenziaria. C’è chi è favorevole, convinto che “la limitazione della libertà personale non debba limitare il diritto alla sessualità”. Ma c’è anche chi è contrario “perché l’istituto penitenziario non può diventare un postribolo di Stato e le reali emergenze da risolvere sono altre”. Due punti di vista agli antipodi sull’ipotesi di consentire ai detenuti di fare sesso con i partner dietro le sbarre.
di Grazia Longo
La Stampa, 15 gennaio 2023
L’intervento del ministro dopo la segnalazione di “criticità” emerse dall’applicazione della recente riforma. Riconsiderare alcune scelte, quali quella di rendere procedibili a querela reati contro il patrimonio in contesti mafiosi. È il lavoro che il ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, ha intrapreso per studiare ed elaborare “interventi urgenti” anche di carattere normativo, dopo la segnalazione di “criticità” emerse dall’applicazione della recente riforma Cartabia. “Sono in corso - rende noto via Arenula - le valutazioni necessarie a riconsiderare alcune scelte di rendere procedibili a querela reati contro il patrimonio in contesti mafiosi e altre ipotesi di reato che, per il contesto in cui maturano, rendono indispensabili provvedimenti cautelari di urgenza”.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 15 gennaio 2023
Il ministro annuncia modifiche sulla procedibilità a querela per “i reati contro il patrimonio in contesti mafiosi”. Che però la riforma Cartabia non aveva modificato. L’assalto allarmistico alla timida pseudo depenalizzazione introdotta dalla riforma Cartabia ha ottenuto un primo risultato. Ieri pomeriggio una nota di via Arenula ha informato che “Il ministero della giustizia è già al lavoro per studiare ed elaborare gli interventi urgenti, anche di carattere normativo, che la recentissima segnalazione di talune criticità sembra rendere senz’altro opportuni”.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2023
Su pressione di FdI, il ministro annuncia modifiche urgenti: i reati di mafia e altri più gravi tornano procedibili d’ufficio. La pressione politica della sua maggioranza e delle procure di mezza Italia era troppo forte. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio a metà pomeriggio annuncia il dietrofront: il governo cambierà la riforma Cartabia. Se c’è l’aggravante mafiosa si procederà d’ufficio. La norma che rendeva procedibili molti reati solo a querela e non più d’ufficio, tra cui alcuni legati alla mafia, stava creando allarme in molte procure d’Italia e anche nel governo che in un report riservato, rivelato ieri dal Fatto, paventava “pericoli per l’ordine pubblico”. Un altro passo indietro del ministro che si piega a Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni che da giorni lo pressava per modifiche immediate: è stata la premier a chiederlo direttamente al Guardasigilli, dicono due esponenti di governo.
di Mario Chiavario
Avvenire, 15 gennaio 2023
Il diavolo - dice un proverbio molto diffuso, ma nato da un equivoco - si nasconde spesso nei dettagli. Anche in quelli delle leggi? Può capitare, ma non c’è Belzebù dietro ciò che sta mettendo in allarme le Procure della Repubblica, le quali lamentano di essere costrette a impegnare la polizia giudiziaria in un’affannosa rincorsa di vittime di reati per perseguire i quali è divenuta necessaria la querela.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 gennaio 2023
Il 17 gennaio primo tentativo di elezione. Ma sulle candidature dei partiti spunta il mistero di un presunto intervento del Quirinale alimentato da un retroscena del Fatto quotidiano. L’elezione dei dieci membri laici del Csm si tinge di giallo. Con l’indiscrezione, lanciata dal Fatto Quotidiano, di una presunta moral suasion del Quirinale per escludere la candidatura di parlamentari in carica e di quelli della legislatura appena conclusa. Un “suggerimento” ai partiti, attualmente impegnati a decidere i nomi da proporre, che è lo stesso Quirinale ad escludere: “Nessun input di Mattarella sulle candidature del Csm”, fanno sapere dal Colle.









