di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 dicembre 2022
In un convegno le incredibili affermazioni di Santalucia, presidente del sindacato delle toghe, e di Lorusso, a capo del sindacato dei giornalisti. Lo sconcerto del viceministro della Giustizia Sisto: “Durante le indagini il segreto è la regola”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 dicembre 2022
Da un lato il Ministro Carlo Nordio che tiene il punto sulle sue possibili riforme a partire da quella delle intercettazioni, dall’altra il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia che in questa intervista chiede invece che il Ministero sia vicino alla magistratura impegnata in grandi sforzi riformatori. “Il Ministro deve essere solidale con noi, non attaccarci ingiustamente e genericamente”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 dicembre 2022
Il Guardasigilli vuole limitare l’uso dei captatori informatici: “Ok solo per reati di mafia e terrorismo”. Al Senato già pronto un ddl di Zanettin (FI): “Il trojan si è dimostrato un modo per invadere la privacy del cittadino”.
di Emiliano Fittipaldi
Il Domani, 23 dicembre 2022
Nordio due giorni fa, in una bizzarra audizione alla commissione al Senato, ha protestato di nuovo contro l’uso osceno che viene fatto delle captazioni in Italia. Nordio, come un novello Orsini, non sembra conoscere bene la materia di cui discetta: come spiega il decreto legge del 30 aprile 2020 e il codice penale, l’entrata in vigore della legge Orlando si applica “ai procedimenti penali iscritti successivamente successive al 31 agosto 2020”. Peccato che le investigazioni su Palamara siano del lontano maggio 2019, e che la gestione delle intercettazioni sia stata dunque regolata dalla normativa precedente.
di Davide Mattiello
Il Fatto Quotidiano, 23 dicembre 2022
Ma la presidente Giorgia Meloni lo sa? Lo sa che troppi cittadini onesti che hanno deciso di denunciare il crimine, affidandosi allo Stato, sono in grave sofferenza, al punto da maledire il giorno in cui anziché accettare un disonorevole compromesso con la mafia o girarsi dall’altra parte hanno imboccato la strada di una Procura?
di Luigi Manconi
La Stampa, 23 dicembre 2022
Solo la pressione mediatica ha spinto il collega dell’agente a ritrattare: serve una campagna di formazione ai valori della Costituzione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 dicembre 2022
“Il muro di omertà che pareva esserci dentro la polizia sembra ora essersi rotto”. Tira un sospiro di sollievo, Carlo Stasolla, portavoce dell’associazione 21 Luglio che fin da subito ha scortato la famiglia di Hasib Omerovic e l’ha sostenuta nella difficile battaglia per ottenere la verità su quanto avvenuto quel 25 luglio nel loro appartamento di Primavalle, in via Gerolamo Aleandri. La sorella di Hasib, Sonita, l’unica testimone oculare, ancora non è stata ascoltata dalla procura di Roma perché la fragilità della ragazza, affetta da un ritardo cognitivo, richiede un incidente probatorio, con tanto di psicologo e interprete dal romanè. E anche lo stesso Hasib non è ancora in grado di affrontare il ricordo di quelle ore, malgrado sia uscito dal coma, abbia ricominciato a respirare autonomamente, riesca a masticare e abbia perfino compiuto i primi passi. È accudito con amore e carezze ma i gesti con i quali si esprime indicano solo bisogni momentanei.
di Paola Rossi
Il Sole 24 ore, 23 dicembre 2022
La stipula di una transazione con la parte offesa non rileva senza adempimento integrale ai fini del riconoscimento della diminuente. Non basta la stipula di una transazione tra imputato e vittima del reato perché scatti l’attenuante comune prevista all’articolo 62, n. 6, del Codice penale. Il presupposto dell’attenuante è che il pagamento del risarcimento sia avvenuto in maniera integrale e “prima del giudizio”. E in tutti i casi di rito abbreviato il limite temporale- entro cui l’adempimento corretto può dirsi eseguito prima del giudizio - è la pronuncia dell’ordinanza di ammissione al rito non ordinario. Esattamente il pagamento deve precedere tale pronuncia affinché il risarcimento integrale faccia scattare la diminuente per il riconoscimento dell’attenuante.
Il Riformista, 23 dicembre 2022
I detenuti del reparto “Minorati fisici” del carcere di Parma scrivono al Tribunale di Sorveglianza di Reggio Emilia, al Ministro della Giustizia e al Garante Nazionale delle persone private della libertà.
quicosenza.it, 23 dicembre 2022
“Guardiamo al nuovo anno con speranza” ha detto il garante Luca Muglia dopo aver visitato gli istituti penitenziari di Paola, Vibo Valentia e Palmi. Nell’ambito delle visite istituzionali, il Garante regionale dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, Luca Muglia, si è recato nei giorni scorsi presso gli istituti penitenziari di Paola, Vibo Valentia e Palmi. Di indubbio valenza la sezione a custodia attenuata della Casa circondariale di Paola, modello di riferimento certamente utile nell’ottica del regime “aperto” cui dovrebbero tendere le strutture detentive, specie quelle di dimensioni ridotte. In precedenza, il Garante aveva visitato le due Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) presenti sul territorio regionale a Santa Sofia d’Epiro e Girifalco, nonché la Comunità Ministeriale per Minori di Reggio Calabria. Per quanto riguarda la sanità penitenziaria, il Garante ha avuto di recente un incontro con i referenti del tavolo tecnico del Dipartimento della Salute della Regione Calabria, ai quali ha rappresentato le gravi criticità riscontrate a seguito degli accessi effettuati nelle carceri calabresi.
- Liguria. Il nuovo Garante: “Natale giorno più duro per i detenuti”
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