di Lodovico Poletto
La Stampa, 21 dicembre 2022
Lo scrittore: “Ci sono reati per cui la reclusione è una reazione abnorme penso a un sistema penale minimo, con sanzioni alternative efficaci”.
di Elisabetta Aldrovandi
L’Identità, 21 dicembre 2022
Entrare in carcere è un’esperienza devastante, sotto ogni aspetto. Chi varca la soglia di una cella diventa un “ristretto”. Una parola che ben delinea il significato di una persona privata di tutto, a partire dal bene più prezioso: la libertà.
Il Messaggero, 21 dicembre 2022
I giudici ritengono che anche dal carcere l’uomo possa esercitare il suo ruolo di leader. Cospito deve rimanere in carcere, in regime di 41 bis. Alleggerire il regime vorrebbe dire permettere che eserciti il suo ruolo di leader dei gruppi anarchici. La detenzione ordinaria anche “in regime di alta sicurezza, non consente di contrastare adeguatamente l’elevato rischio di comportamenti orientati all’esercizio da parte di Alfredo Cospito del suo ruolo apicale nell’ambito dell’associazione di appartenenza”. È quanto scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma che hanno respinto il reclamo del difensore dell’anarchico in sciopero della fame da due mesi contro il 41 bis.
di Frank Cimini
Il Riformista, 21 dicembre 2022
Alfredo Cospito continuerà a essere torturato nel carcere di Sassari Bancali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma rigettando il reclamo contro l’applicazione dell’articolo 41bis del regolamento penitenziario presentato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini e discusso nell’udienza del primo dicembre scorso. Cospito, considerato l’ideologo della Federazione Anarchica Informale, continua lo sciopero della fame contro il carcere duro iniziato oltre due mesi fa.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 21 dicembre 2022
L’anarchico è in carcere: si dichiara una strage aggravata di fronte a un attentato dimostrativo che non voleva fare vittime e non ha scalfito una sola vittima. Il suo è uno sciopero della fame duro, contro il 41 bis, che l’ha già portato in una condizione allarmante.
di Valter Vecellio
L’Opinione, 21 dicembre 2022
Nel presentare la decina di tavole a fumetti che affrontano la questione di Alfredo Cospito, Zero Calcare va dritto al cuore della questione senza troppe perifrasi: Cospito, spiega, è un detenuto anarchico in sciopero della fame contro il regime di 41 bis; attualmente è in attesa di una sentenza che “pare costruita apposta per farlo morire in galera (ergastolo ostativo senza neanche un ferito)”. Assieme alla vicenda di Cospito, si affrontano “le questioni più generali su cosa significa il carcere in questo paese, a cosa serve e quali sono i confini con la tortura di Stato, aldilà di chi ci sta simpatico o antipatico”.
agensir.it, 21 dicembre 2022
Si è svolto oggi nella Casa circondariale femminile di Rebibbia a Roma, e contemporaneamente in altre 20 in tutta Italia, la nona edizione del pranzo di Natale “L’altra cucina… per un pranzo d’amore”, promossa da Prison Fellowship Italia, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS. Prima dell’inizio del pranzo la conferenza stampa moderata da Gabriele Corsi, alla quale hanno preso parte Salvatore Martinez, presidente di RnS, Alessia Rampazzi, direttrice della Casa circondariale femminile di Rebibbia, Lorella Cuccarini, lo chef Filippo La Mantia e, in collegamento video, Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia. “Un grande sforzo con tantissimi volontari che rendono possibile la realizzazione di questo evento”, le parole di Martinez che ha ricordato le parole di Papa Francesco in favore delle persone detenute e, partendo dall’esperienza del Covid, ha sottolineato come “sia ora più facilmente comprensibile quanto la persona sia bisognosa di strumenti di amore, proprio quando si è private della libertà”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 21 dicembre 2022
La grande riforma costituzionale della Giustizia non è materia dell’immediato, ma il ministro Carlo Nordio ci punta eccome. “La separazione delle carriere, su cui io credo fermamente e su cui non faccio un passo indietro, richiede una revisione costituzionale, quindi sarà lunga”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 dicembre 2022
L’avvertimento alle toghe (in rivolta): ispezioni rigorose sui ritardi della giustizia. Le captazioni “non siano più strumento di delegittimazione”. Sono un “terreno minato” le intercettazioni. Ne è consapevole il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nel suo intervento ieri in Commissione Giustizia al Senato ha voluto sgomberare il campo dalle polemiche delle ultime ore, smontando in particolare “gli equivoci” sorti dopo la modifica proposta dal governo nella legge di bilancio con riferimento alle attività dei servizi di intelligence.
di Liana Milella
La Repubblica, 21 dicembre 2022
Al Senato il Guardasigilli conferma di voler separare le carriere, riformare l’abuso d’ufficio e difende la riduzione dei poteri dell’Anac. Ma la sua priorità al momento sono i processi civili. Santalucia: “È colpa del ministero”.
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