di Ernesto Menicucci
Il Mattino, 12 dicembre 2022
Il leader di Iv: “Interventi disciplinari per chi viola il segreto istruttorio”. Presidente Renzi, avrà letto l’intervista di Nordio al Messaggero. Quanta parte ne condivide?
di Angela Stella
Il Riformista, 12 dicembre 2022
Non si placano le polemiche in merito alle linee programmatiche illustrate dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio alle Commissioni giustizia di Senato e Camera. Come ha scritto ironicamente - ma non tanto - Filippo Facci, “la nazionale magistrati ha dimostrato di avere la panchina lunghissima: ieri allo stadio Giornaloni (Corriere-Repubblica-Stampa) è stata schierata la formazione Rebibbia, composta da giornalisti e forcaioli che indossavano la maglietta ‘Black Toga Matters’”. Aveva poi precisato: “Informazione di servizio: si avvisa che la prevista disamina degli articoli del Fatto Quotidiano è rinviata a data da destinarsi”.
di David Allegranti
publicpolicy.it, 12 dicembre 2022
Riforma delle intercettazioni, della carcerazione preventiva, dell’obbligatorietà dell’azione penale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato, la settimana scorsa, un’autentica rivoluzione. Tant’è che da opposizione e magistrati sono arrivate molte critiche e risposte stizzite, compreso il grande classico: così si aiutano le mafie, così si attacca la democrazia, così si vogliono colpire i magistrati.
di Claudio Martelli
Gazzetta del Mezzogiorno, 12 dicembre 2022
Per chi non lo sapesse l’attuale ministro della giustizia, Carlo Nordio, è un magistrato oggi in pensione che ha esercitato il ruolo di pubblico ministero per circa quarant’anni. All’esperienza istituzionale è venuto poi accompagnando una pregevole attività pubblicistica affidata a libri, saggi, relazioni a convegni con i quali ha espresso la sua ben argomentata e impietosa critica alla progressiva degenerazione dell’amministrazione della giustizia in Italia. In particolare il suo ultimo libro, “Giustizia, ultimo atto”, compendia in una ricostruzione storica accurata le cause e le responsabilità del dissesto e del terribile discredito in cui è precipitata. Con un approccio liberale e in una prosa elegante impreziosita da rimandi letterari che ne rendono piacevole la lettura anche ai non esperti, Nordio non si limita a passare in rassegna fatti e misfatti che da quarant’anni - dal caso Tortora, all’inchiesta Mani Pulite al caso Palamara - hanno via via corroso la giustizia italiana e azzerato la sua credibilità, ma è risalito all’origine di molti dei mali che l’affliggono e che ci affliggono.
di Pietro Di Muccio de Quattro
L’Opinione, 12 dicembre 2022
Il nuovo ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha esordito con un encomiabile atto di riguardo verso il Parlamento. Ha comunicato in dettaglio al Senato ed alla Camera le riforme che il Governo intende apportare all’ordinamento giudiziario e ai codici. Contrariamente a certi suoi predecessori, i quali o esponevano fumisterie generali o proponevano minute variazioni, egli ha argomentato un corposo programma di modifiche idonee a raddrizzare le principali storture del sistema italiano.
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 12 dicembre 2022
Presentato un ddl in cui si cita un’intervista di Di Pietro: “Ho fatto una politica sulla paura delle manette”. Un’altra manina della maggioranza schiaccia sul tasto rewind. Forza Italia vuole una commissione d’inchiesta su Tangentopoli. Il nastro scorre veloce a vent’anni fa, allo scontro fra politica e magistratura. Cavallo di battaglia del berlusconismo rampante tra gli ultimi anni ‘90 e i primi 2000. Rieccoci. Dopo le picconate del Guardasigilli Carlo Nordio sulla separazione delle carriere, le intercettazioni “inutili”, l’obbligatorietà dell’azione penale bollata come “intollerabile arbitrio”, ecco un altro tassello del puzzle: la commissione parlamentare su Mani pulite.
di Miguel Gotor
La Repubblica, 12 dicembre 2022
Fermo restando il diritto di un singolo deputato a chiedere l’istituzione di qualsivoglia commissione d’inchiesta sarebbe saggio che il Parlamento non desse seguito a questa istanza per due buone ragioni.
di Milena Gabanelli e Rita Querzè
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sull’evasione fiscale. Nel 2019 (ultimi dati completi disponibili) sono sfuggiti al fisco 99,24 miliardi di euro di tasse - il 18,5% del dovuto allo Stato - quanto basta per tre manovre di Bilancio. La novità è che se l’evasione non viene ridotta entro il 2024 di quasi 15 miliardi il Pnrr è a rischio. I buchi neri sono tre. Il primo: 32 miliardi di Irpef evasa da lavoratori autonomi e imprese che oggi non pagano il 68,3% del dovuto. Era il 65,1% nel 2015. Il secondo riguarda l’Iva: 27,7 miliardi persi nel 2019, siamo i primi in Europa per ammontare. Il terzo è il lavoro nero: 12,7 miliardi di contributi non versati. Anche questo dato è in continua crescita: nel 2015 erano 11,3 miliardi. Nel 70% delle aziende ispezionate sono riscontrate irregolarità.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 dicembre 2022
La direttrice della Dozza Rosa Alba Casella: “Dobbiamo migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Vorrei creare più posti di lavoro e aumentare la presenza dei medici”.
di Marta Gasparon
Il Gazzettino, 12 dicembre 2022
Torna anche quest’anno l’appuntamento con l’asta benefica a favore dell’associazione Il granello di senape, impegnata da 26 anni in attività di volontariato nei confronti dei detenuti, per favorirne il reinserimento sociale e per garantire - quando necessario - un sostegno non solo a loro, ma anche alle famiglie. L’iniziativa si svolgerà oggi, alle 17, al Teatrino di Palazzo Grassi (ingresso libero fino ad esaurimento posti) e sarà animata dal carisma travolgente dell’attore e regista Mattia Berto, ideatore del cosiddetto teatro di cittadinanza, che da anni propone performance in giro per la realtà d’acqua, coinvolgendo i veneziani di tutte le età.
- Padova. Una curiosa designazione: l’esperienza di una Terza Categoria in carcere
- Prato. Poesie fra carcere e teatro. Torna “La farmacia delle parole”
- Campobasso. “Scrittodicuore”, nel carcere un premio per le lettere d’amore più belle
- Venezia. Teatro-carcere e Università. Una proficua collaborazione
- Come e quando la giustizia è diventata ingiusta









