di Milena Gabanelli e Rita Querzè
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sull’evasione fiscale. Nel 2019 (ultimi dati completi disponibili) sono sfuggiti al fisco 99,24 miliardi di euro di tasse - il 18,5% del dovuto allo Stato - quanto basta per tre manovre di Bilancio. La novità è che se l’evasione non viene ridotta entro il 2024 di quasi 15 miliardi il Pnrr è a rischio. I buchi neri sono tre. Il primo: 32 miliardi di Irpef evasa da lavoratori autonomi e imprese che oggi non pagano il 68,3% del dovuto. Era il 65,1% nel 2015. Il secondo riguarda l’Iva: 27,7 miliardi persi nel 2019, siamo i primi in Europa per ammontare. Il terzo è il lavoro nero: 12,7 miliardi di contributi non versati. Anche questo dato è in continua crescita: nel 2015 erano 11,3 miliardi. Nel 70% delle aziende ispezionate sono riscontrate irregolarità.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 dicembre 2022
La direttrice della Dozza Rosa Alba Casella: “Dobbiamo migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Vorrei creare più posti di lavoro e aumentare la presenza dei medici”.
di Marta Gasparon
Il Gazzettino, 12 dicembre 2022
Torna anche quest’anno l’appuntamento con l’asta benefica a favore dell’associazione Il granello di senape, impegnata da 26 anni in attività di volontariato nei confronti dei detenuti, per favorirne il reinserimento sociale e per garantire - quando necessario - un sostegno non solo a loro, ma anche alle famiglie. L’iniziativa si svolgerà oggi, alle 17, al Teatrino di Palazzo Grassi (ingresso libero fino ad esaurimento posti) e sarà animata dal carisma travolgente dell’attore e regista Mattia Berto, ideatore del cosiddetto teatro di cittadinanza, che da anni propone performance in giro per la realtà d’acqua, coinvolgendo i veneziani di tutte le età.
L’Arbitro, 12 dicembre 2022
La partita “Lamonese - Polisportiva Pallalpiede”, valida per il Campionato di Terza Categoria, non si è disputata sulle montagne bellunesi, bensì in Via Due Palazzi a Padova. Non si trattava di una qualsiasi inversione di campo: com’è noto l’indirizzo corrisponde alla casa di reclusione della Provincia.
arteventinews.it, 12 dicembre 2022
Terzo incontro al Ridotto mercoledì 14 dicembre, alle 21. Dialogo fra la regista di Teatro Metropopolare e l’erede morale del mondo poetico di Scaldati. Parte l’iniziativa “Quaderno sospeso” a sostegno del laboratorio teatrale dentro la casa circondariale.
colibrimagazine.it, 12 dicembre 2022
Mercoledì 14 dicembre nella Casa circondariale del capoluogo si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso nazionale che ha coinvolto gli istituti carcerari di tutta Italia.
di Domenico Giuseppe Lipani
agenda17.it, 12 dicembre 2022
La rassegna Destini incrociati. Il teatro-carcere è ormai una realtà riconosciuta e diffusa, sia sul versante artistico che su quello istituzionale. In Italia nel 2021 su circa 230 istituti di pena ci sono state esperienze teatrali in almeno 127 di essi. Alcune di queste esperienze sono ormai radicate da molti anni, lavorano con continuità e vivono una situazione di riconoscimento formale da parte dell’istituzione carceraria, altre sono ancora estemporanee e vengono attivate di volta in volta sul singolo progetto.
di Corrado Ocone
Libero, 12 dicembre 2022
Chissà se i responsabili della casa editrice Liberilibri avevano considerato l’eventualità che Carlo Nordio diventasse Ministro quando gli hanno affidato il compito di inaugurare con il suo “Giustizia” (pag. 62, euro 13) una nuova collana (“Voltairiana”) di testi brevi dedicati ai concetti cardini del pensiero liberale?
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 dicembre 2022
Vittimizzazione secondaria e dominio di genere attraverso il linguaggio. Ne parla l’avvocato Iacopo Benevieri nel suo libro sulle parole nel processo penale.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
Si chiamava Majid Reza Rahnavard ed è stato impiccato nella città di Mashhad. Aveva 23 anni come Mohsen Shekari, il primo ragazzo giustiziato. L’Iran ha eseguito la sua seconda esecuzione legata all’ondata di proteste antigovernative durata quasi tre mesi. Majid Reza Rahnavard è stato impiccato nella città di Mashhad, ha detto la magistratura del paese. È stato condannato per aver accoltellato e ucciso due membri delle forze di sicurezza. La prima esecuzione legata alle proteste è avvenuta giovedì scorso, quando Mohsen Shekari è stato impiccato, scatenando una diffusa condanna. L’Iran esegue la prima esecuzione per le proteste Il ministro degli Esteri britannico James Cleverly ha avvertito all’epoca che il mondo non poteva “chiudere un occhio davanti all’aberrante violenza commessa dal regime iraniano contro il suo stesso popolo”. Le proteste in corso sono state innescate dalla morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni che è stata arrestata dalla polizia morale del paese a settembre ed è morta durante la detenzione. È stata trattenuta per aver presumibilmente indossato il suo hijab, o velo, “in modo improprio”. I disordini, iniziati nella capitale Teheran, dove è morta Amini, si sono estesi a circa 160 città in tutte le 31 province iraniane. Secondo il gruppo per i diritti HRANA, oltre 18.000 persone sono state arrestate e 488 persone sono state uccise durante i disordini. Le proteste sono una delle sfide più serie per la Repubblica islamica sin dal suo inizio dopo la rivoluzione del 1979.
- Libano. Cinque funzionari a giudizio: finalmente applicata la legge contro la tortura
- Georgia. Le carceri georgiane e i ladri per legge
- “Le criticità nelle carceri sono diverse. La principale è il vuoto”
- Nordio: “Cambia l’avviso di garanzia e chiedo giudici-manager. Civile, a giugno si accelera”
- Da Casarini a Gori, i supporter che non t’aspetti per Nordio “garantista”









