di Federico Rucco
contropiano.org, 29 novembre 2022
La scorsa settimana su incarico dell’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini, un medico - la dottoressa Milia - ha potuto visitare il detenuto e l’ha trovato “in condizioni discrete”, pur se sofferente per il freddo e dunque, per precauzione, non usufruisce dell’ora d’aria. Alfredo Cospito ha già perso oltre 20 kg di peso. Il primo dicembre è prevista la decisione relativa al reclamo presentato dai suoi legali in merito all’applicazione del regime di 41-bis.
di Giulia Galzigni
dinamopress.it, 29 novembre 2022
Alfredo Cospito, anarchico, è in sciopero della fame da un mese. Vuole denunciare le condizioni della pena di chi è condannato al 41bis, come lui. Soprattutto se il verdetto è emesso per opinioni politiche e come strumento di repressione
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 novembre 2022
Meno soldi per intercettazioni e polizia penitenziaria: agenti e pm furiosi, accuse da Pd, M5S e Italia viva. Nelle 310 pagine della bozza di legge di Bilancio ci sono capitoli dedicati alla giustizia. L’art. 150 prevede che il “Fondo per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa di cui all’articolo 67, comma 1, del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (il testo attuativo della riforma penale di Cartabia, ndr) è incrementato di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2023”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 novembre 2022
Per gli agenti 35 milioni in meno, altri 2,5 risparmiati sulla “refezione” e sul “minorile”. I sindacati: “Pronti a protestare”. Sul fronte razionalizzazione della spesa pubblica, in merito al carcere, si risparmia sul personale penitenziario e sul servizio mensa. Nel contempo si apre un piccolo spiraglio: per attuare la giustizia riparativa, contemplata dalla riforma Cartabia, si prevede un incremento di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2023.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 29 novembre 2022
Carceri, la scure del Bilancio. La manovra abbatte la spesa su agenti, mense e intercettazioni. Sindacati increduli. Il paradosso di un governo di estrema destra che taglia sul personale di Polizia penitenziaria è contenuto in poche righe, nelle Disposizioni finanziarie e finali (titolo XVI), delle 310 pagine in cui si sviluppa la legge di bilancio. L’ultima bozza circolata ieri sera prevede che dal 2023 il ministero della Giustizia debba assicurare “mediante la riorganizzazione e l’efficientamento dei servizi degli istituti penitenziari”, in particolare “con la ripianificazione dei posti di servizio e la razionalizzazione del personale”, il conseguimento di “risparmi di spesa non inferiori a 9.577.000 euro per l’anno 2023, 15.400.237 euro per l’anno 2024 e 10.968.518 euro annui a decorrere dall’anno 2025”.
di Angela Stella
Il Riformista, 29 novembre 2022
Nella bozza della manovra la sforbiciata alla spesa per il personale negli istituti di pena, i sindacati degli agenti annunciano battaglia: “Increduli”. Critiche dall’opposizione. Silenzio di Lega e FdI.
di Giulia Merlo
Il Domani, 29 novembre 2022
Gli emendamenti presentati dagli azzurri circoscrivono la norma, inserendo la parola “musicali” per specificare il tipo di raduni e anche “con spaccio di sostanze stupefacenti”. Inoltre abbassano la pena “da 2 a 4 anni” per gli organizzatori, eliminando la possibilità di intercettare.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 29 novembre 2022
Meno carcere e niente appello dopo l’assoluzione. Niente carcere, di fatto, per i corrotti e niente impugnazioni in appello per i pm. Forza Italia torna a rumoreggiare con i suoi cavalli di battaglia. In commissione Giustizia del Senato ha depositato, a firma del capogruppo Pierantonio Zanettin, 14 emendamenti: tra questi, uno punta a escludere i reati corruttivi dall’elenco degli ostativi ai benefici se un detenuto non collabora come, invece, prevede la legge spazzacorrotti dell’ex ministro M5S, Alfonso Bonafede. Un altro emendamento impedisce ai pm di ricorrere in appello in caso di assoluzione di un imputato. Si tratta di proposte care a Silvio Berlusconi, che vogliono modificare il primo decreto legge del governo, che contiene anche la riforma dell’ergastolo ostativo. Riforma, come noto, imposta dalla Corte costituzionale, che ha trasformato l’ostativo da assoluto a relativo. Solo che, per i permessi premio, ha stabilito da sola i paletti per accedervi, mentre per la libertà condizionata ha chiesto nel 2021 al Parlamento di varare una riforma. L’ha approvata, però, solo la Camera; il Senato, con la scusa dell’elezioni anticipate, ha dato buca. Così, il nuovo governo il 1º novembre è intervenuto per decreto, in modo da evitare che l’8 la Consulta potesse decidere in autonomia per detenuti, pure stragisti non collaboratori, le regole per ottenere la condizionale.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 novembre 2022
Depositati gli emendamenti al dl Meloni. Zanettin: reati contro la Pa via dalla lista di quelli ostativi. E spunta l’inappellabilità delle assoluzioni in appello. Il senatore Pierantonio Zanettin lo aveva detto in Commissione: “La linea di Forza Italia è più garantista” di quella degli alleati di governo.
di Felice Manti
Il Giornale, 29 novembre 2022
Il legale: “Processi mediatici e diritti calpestati. La riforma Cartabia? Non cambierà nulla”. “Dopo l’esito del processo di Avetrana celebrato nei confronti di Sabrina Misseri e della sua anziana madre Cosima, ho sentito assai forte la tentazione di abbandonare tutto ciò che fino a quel momento aveva costituito, con l’Università, la ragione della mia vita”. È un Franco Coppi durissimo a vergare queste parole nell’introduzione del libro Il delitto di Avetrana (Rino Casazza, Algama editore) in uscita in questi giorni. Al telefono con Il Giornale il legale che in passato ha difeso tra gli altri Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti rincara la dose. “La successione ininterrotta di errori, pregiudizi, falsità e di incomprensibili sentenze di condanna avevano generato uno sconforto, uno smarrimento e quasi la paura dell’inutilità e della vanità dell’opera della difesa, mai prima provati tanto intensi e così forti da spingermi all’abbandono”.
- Marche. Il Garante: “Carceri, situazione deficitaria per chi ha problemi psichiatrici”
- Reggio Calabria. Detenuto spogliato e massacrato di botte, sei agenti ai domiciliari per torture
- Bari. Violenze in carcere, la procura insiste: “È stato un crescendo”
- Milano. Luigi Pagano: “Il carcere di San Vittore rimanga in città, ma è urgente ridurre il numero dei detenuti”
- Porto Azzurro (Li). Presto un nuovo Garante dei diritti dei detenuti









