di Federica Angeli
La Repubblica, 17 novembre 2022
Da Nord a Sud lo stupefacente a base di cocaina, bicarbonato o ammoniaca, che si assume inalandolo sta dilagando tra gli adolescenti, con effetti irreversibili su corpo e mente. Ma i dati ufficiali raccontano tutt’altro.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 17 novembre 2022
Ogni volta che durante questo conflitto sanguinoso è apparso un timido, oppure un forte spiraglio di mediazione, come in questi giorni, capace di aprire una trattativa per porre fine alla guerra cominciando da un cessate il fuoco, ecco che proprio in questi rari ma preziosi momenti è sempre accaduto qualcosa che ha rimesso in discussione ogni tentativo.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 17 novembre 2022
Mancanza di cure mediche e condizioni di vita disumane portano a nuovi decessi. Nel 2022 sono stati 35 i detenuti a morire in cella, nel 2021 almeno sessanta. Due prigionieri politici egiziani sono morti in cella nel giro di 24 ore a causa della carenza di cure mediche, una mancanza strutturale nelle prigioni del regime, più volte denunciata dalle organizzazioni per i diritti umani e dagli stessi detenuti.
Il Dubbio, 16 novembre 2022
77 morti in poco più di 10 mesi. È il numero di suicidi in carcere registrati fino ad oggi. Un record lugubre, terribile, inaccettabile. Mai prima d’ora era stato raggiunto questo abisso. Sappiamo bene cosa si dovrebbe fare per evitare o contenere questo massacro quotidiano: depenalizzare e considerare il carcere solo come extrema ratio, moltiplicare le pene alternative, dare la possibilità al cittadino detenuto di iniziare un vero percorso di inclusione nella comunità. Chi è in custodia nelle mani dello Stato dovrebbe vivere in spazi e contesti umani che rispettino la sua dignità e i suoi diritti. Chi è in custodia dello Stato non dovrebbe togliersi la vita!
di Elisa Benzoni
diogeneonline.info, 16 novembre 2022
Intervista a Luigi Manconi. “C’è un motivo profondo di natura psicologica, per cui il carcere è rimosso dalle coscienze individuali e collettive, perché è il luogo dove sono reclusi quelli che hanno compiuto il male e nutriamo l’idea inconscia che con loro sia recluso il male stesso”.
di Maurizio Ermisino
retisolidali.it, 16 novembre 2022
Nei suoi 10 anni il manifesto No Prison ha proposto una prospettiva alternativa alla detenzione. La convention “Basta parole: superare il carcere”.
di Carmelo Musumeci
Il Dubbio, 16 novembre 2022
Leggendo gli articoli di Damiano Aliprandi qui su Il Dubbio ho saputo che nel regime di tortura democratico per i mafiosi c’è un anarchico che sta facendo lo sciopero della fame. Mi sono chiesto com’è possibile, perché per più di un quarto di secolo di carcere, di cui buona parte in 41 bis, non ho mai trovato un mafioso anarchico.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 16 novembre 2022
Il filosofo Massimo Cacciari, a partire dal caso di Cospito, mette in guardia dai rischi di un crescente ricorso alla prigione e del regime duro. Il pg del Processo Trattativa Roberto Scarpinato difende l’ergastolo ostativo. Due mondi diversi, entrambi sbarcati in politica in momenti diversi della loro vita. Ma in parlamento, purtroppo, c’è il magistrato.
di Marco Grasso
Il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2022
Aumentati negli anni i mafiosi in redazione: da Avarello, che uccise Livatino, a Ganci, attentatore di Capaci. Gian Marco Avarello è in carcere per sette ergastoli. Ex capo della Stidda di Canicattì, era alla guida del commando che nel 1990 uccise Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”. Agostino Lentini, detenuto a Padova, prestò la casa in cui fu tenuto il piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido a 12 anni, per impedire che il padre Santino collaborasse. Domenico Ganci faceva parte del gruppo di fuoco di Capaci. I fratelli Domenico e Antonio Papalia, capi dell’omonimo clan di ‘ndrangheta di Platì, sono accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Umberto Mormile, educatore carcerario colpevole di aver rifiutato loro una relazione favorevole. Nessuno di questi boss si è mai pentito.
di Giorgio Spangher
Il Dubbio, 16 novembre 2022
1. La “forza di gravità” delle convinzioni. Si era detto, durante la campagna elettorale, che nessuno parla di giustizia. Invero, la giustizia non ha bisogno di molte anticipazioni perché si presenta da sola, con i problemi che la vita prospetta nella sua evoluzione. A conferma di quanto detto, il primo provvedimento del nuovo governo è stato un decreto legge proprio in materia di giustizia (penale), con il suo corredo di contrapposizioni.
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