di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2022
Semilibertà e detenzione domiciliare al posto della reclusione fino a 4 anni. Le novità, se più favorevoli all’interessato, si applicano anche ai giudizi in corso. Debuttano le nuove pene sostitutive delle pene detentive brevi, che prendono il posto delle sanzioni sostitutive, per renderle più effettive e di pronta esecuzione, ma anche meno afflittive e più attente alla rieducazione. A prevederle è la riforma del processo penale voluta della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, contenuta nel decreto legislativo che attua la legge 134/2021, approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri il 28 settembre.
di Claudia Diaconale
L’Opinione, 17 ottobre 2022
L’Associazione “Gruppo Idee” nasce nel 2007, all’interno del carcere romano di Rebibbia - Nuovo Complesso, dalla volontà di un gruppo di detenuti di dimostrare alla società che gli sbagli e la privazione della libertà non impediscono la capacità di rinnovarsi. Seguendo questo principio l’associazione opera ogni giorno, con i suoi volontari, all’interno degli Istituti Penitenziari per aiutare chi ha voglia di rimettersi in gioco, cercando di recuperare un suo ruolo all’interno della società civile. E lo fa concretamente attraverso la realizzazione di corsi di formazione, attività di sostegno a detenuti in permesso premio e familiari, attività di reinserimento per detenuti in misura alternativa, attività culturali e sportive, di sostegno alla persona e alle categorie svantaggiate. L’associazione “Gruppo idee” è apolitica, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e non ha scopo di lucro.
di Emiliano Moccia
vita.it, 17 ottobre 2022
È la “chiamata alle parole” promossa da Fondazione Vincenzo Casillo e Liberi dentro - Eduradio & Tv, che invitano cittadini e cittadine a scrivere lettere ai detenuti entro l’11 dicembre. Un modo per creare connessioni, per mettere in circolo narrativa di resistenza e far sentire un po’ meno sole le persone in carcere.
di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
L’Opinione, 17 ottobre 2022
Con uno stato di diritto italiano, sia civile che penale, che arranca in un’anomica stagnazione sconcertante, dove la sua certezza è sempre più latitante, il legislatore continua a reiterare diversi tentativi di riforma per rendere più efficiente l’attività giudiziaria, anche e soprattutto per non venire meno agli impegni prefissati con il Pnrr e per non perderne i relativi fondi europei. Verso questo indirizzo si rivolge il Decreto legislativo di attuazione della legge delega n. 134 del 2021 per la riforma della giustizia penale nell’ambito processuale e sostanziale e lo sviluppo della giustizia riparativa, tutto questo affinché venga velocizzata la definizione dei procedimenti giudiziari. Nello specifico, il succitato decreto legislativo (cosiddetta riforma Cartabia), che consta di 99 articoli, tramite i quali si attua un significativo intervento di riforma tanto del Codice penale quanto delle leggi complementari, anche allo scopo di creare una disciplina organica della giustizia ripartiva, si fonda su determinati principi e criteri direttivi, come quelli della accelerazione, della deflazione e della digitalizzazione, finalizzati a rendere più celere e di conseguenza più efficiente la giustizia penale, come stabilito dallo stesso Pnrr.
di Giorgio Spangher*
Il Dubbio, 17 ottobre 2022
Credo sia difficile delineare - anche solo parzialmente - la direttrice lungo la quale si è venuto evolvendo il sistema della giustizia penale, anche se lo si volesse limitare al processo penale. Ciò non significa che, seppure con i riferiti limiti, qualche riflessione non possa essere sviluppata. È dato acquisito che la bonifica del codice di procedura penale avviata dalla Corte costituzionale si sia in qualche modo arenata con il dispiegarsi del fenomeno terroristico di matrice domestica.
di Bianca Mazzei
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2022
Terrorismo, diffamazione, rapimenti molestie, pedo-pornografia. È lungo l’elenco dei reati per i quali le autorità giudiziarie e investigative, nel corso di indagini e processi, chiedono dati ai social network e provider.
di Bianca Mazzei
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2022
Campo d’azione più largo per i giudici di pace. Il decreto legislativo di riforma del processo civile, approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri, ha innalzato le soglie di valore per le liti di loro competenza, portando da 5 a 10mila euro il limite per le cause relative a beni mobili e da 20 a 25mila quello per le controversie che riguardano il risarcimento dei danni da incidenti stradali o nautici. L’obiettivo è alleggerire il numero dei fascicoli che pesano sui giudici ordinari e velocizzare i tempi di definizione dei procedimenti, in modo da raggiungere entro il 2026 il taglio del 40% della durata dei processi civili previsto dal Pnrr.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 17 ottobre 2022
La donna è morta dopo una lunga malattia. Nel chiedere di sapere la verità sull’omicidio del figlio è sempre stata in prima fila, minuta e determinata come sanno essere le mamme che hanno imparato da giovani ad affrontare le asperità della vita.
di Fabrizio Guerrini
La Provincia Pavese, 17 ottobre 2022
La senatrice: “La vicenda mostra come la legge non sia uguale per tutti. A parti invertite lo sparatore sarebbe in cella”. “L’ex assessore Adriatici avrebbe ucciso Youns per eccesso di legittima difesa? Significa che la legge non è uguale per tutti”. Ilaria Cucchi, neo senatrice (eletta come indipendente nella lista Alleanza verdi e sinistra) commenta, così, la chiusura, per ora, della vicenda legata alla morte di Youns El Boussettaoui ucciso, in piazza Meardi, il 20 luglio del 2021 da un colpo di pistola sparato dall’allora assessore leghista, Massimo Adriatici.
di Sonia Gioia
soluzionilavoro.it, 17 ottobre 2022
Il detenuto che presti attività lavorativa alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria ha diritto, in occasione della cessazione del rapporto di impiego, all’indennità di NASpI, al pari degli altri lavoratori subordinati. Nota a Trib. Siena 1 giugno 2022, n. 216.
- Molise. Lo sport nelle Case circondariali
- Lecce. Giovane detenuto si toglie la vita nel carcere di Borgo San Nicola
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