di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 dicembre 2025
Le opposizioni hanno considerato inopportuna la scelta delle consigliere laiche Eccher e Bertolini di scendere in campo come fondatrici del comitato “Sì riforma”. La critica è legittima e più che fondata: si tratta di una sgrammaticatura istituzionale. E’ opportuno che dei membri del Consiglio superiore della magistratura si mettano a fare campagna elettorale referendaria? La critica viene mossa alle consigliere laiche Claudia Eccher, di area Lega, e Isabella Bertolini, di area FdI, che sono scese in campo come fondatrici del comitato “Sì riforma”, favorevole alla legge Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati. Per le opposizioni, si tratta di una scelta inopportuna per chi fa parte di un’istituzione di garanzia, com’è appunto il Csm, che rischia di non apparire più come un organo imparziale. La critica è legittima e più che fondata: la partecipazione attiva a una campagna elettorale così importante ad alta intensità di scontro politico è una sgrammaticatura istituzionale.
di Guido Camera
huffingtonpost.it, 23 dicembre 2025
C’è qualcosa di curioso, e ormai abituale, nel dibattito sulla riforma della giustizia: si discute come se si trattasse di una partita di calcio. Da una parte i favorevoli, dall’altra i contrari. In mezzo, poco spazio per le sfumature, per il ragionamento, per l’idea - decisamente meno eccitante - che le riforme istituzionali non servano a “vincere”, ma a far funzionare meglio il sistema. È forse anche per questo che la riforma viene spesso raccontata in modo caricaturale: come un attacco alla magistratura, come un cedimento alla politica, come una rivincita punitiva. Narrazioni semplici, rassicuranti per chi le usa, ma poco aderenti alla realtà. Se si prova ad abbandonare la logica delle tifoserie, emerge invece un dato più sobrio ma più interessante: questa riforma non riscrive la Costituzione, prova piuttosto a darle finalmente attuazione.
di Giorgio Costantino
Il Domani, 23 dicembre 2025
La proposta di riforma costituzionale esprime il rancore di chi è riuscito soccombente di fronte ad iniziative del pm e tenta di giustificare la sconfitta con l’appartenenza di questo al medesimo ordine del giudicante. Quanto ai due Csm, nessuna persona ragionevole affiderebbe a soggetti scelti per sorteggio la decisione di qualunque questione. Nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025 è stato pubblicato il testo della legge costituzionale approvato dal Parlamento in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi. Perché quel testo diventi legge occorre che sia approvato anche dalla maggioranza dei votanti al referendum costituzionale.
di Massimo Siclari*
Il Domani, 23 dicembre 2025
Una scelta anticipata rispetto allo scadere dei novanta giorni dalla pubblicazione del testo su cui si andrà a votare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (curiosamente avvenuta il giorno stesso dell’approvazione parlamentare) sarebbe inopportuna ed inevitabilmente destinata a turbare il clima in cui dovrebbe svolgersi la campagna referendaria. Stando alle dichiarazioni del ministro Carlo Nordio e del viceministro Francesco Paolo Sisto, il referendum costituzionale in tema di giustizia potrebbe tenersi nel mese di marzo, se non entro la metà del mese, secondo quest’ultimo. Più di recente, è apparsa notizia per cui in ambienti governativi sarebbe emersa la volontà di chiamare i cittadini al voto il 1 marzo, la prima domenica del mese.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 23 dicembre 2025
Per una riforma della giustizia che dovrà affrontare un referendum, ce n’è un’altra che sabato facilmente diventerà legge con un voto del Senato. Si tratta del ridisegno delle funzioni e dell’organizzazione della Corte dei conti, organo che ultimamente ha dato un paio di dispiaceri grossi al governo sul progetto per il ponte sullo Stretto di Messina, bollato come illegittimo per una lunga serie di motivi, dalla violazione delle direttive europee all’incertezza sui costi, dai problemi sui contratti alla mancanza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
di Marco Noce
L’Unione Sarda, 23 dicembre 2025
Parla Domenico Arena: “Siamo preoccupati. Il sistema isolano? Già in sofferenza”. I detenuti al 41 bis da trasferire in Sardegna? Quanti? E dove? A Uta? A Nuoro? Mistero: l’amministrazione penitenziaria regionale non sa cosa intenda fare quella nazionale. “Non siamo stati consultati né interpellati né informati”, alza le mani il provveditore per la Sardegna, Domenico Arena. Siciliano di nascita, poco meno di un anno fa è stato trasferito da Roma a Cagliari con l’incarico di sovrintendere al sistema carcerario isolano: un ritorno nell’isola, per Arena, che ha vissuto a Sassari gli anni dell’università.
di Marzia Piga
cagliaritoday.it, 23 dicembre 2025
Il senatore dem Marco Meloni: “Norma del 2009 con il centrodestra”. Ticca (Riformatori): “Scelte fatte nel 2020 dall’esecutivo Conte”. Comandini: “Dal Governo ci attendiamo e pretendiamo lealtà e correttezza istituzionale”. Il dibattito sul possibile rafforzamento della presenza di detenuti in regime di 41 bis in Sardegna (ne abbiamo scritto qui) non è destinato a placarsi e ora si sposta sulle responsabilità politiche della scelta di inviare i detenuti speciali nelle zone insulari. A intervenire è il senatore sardo del Partito Democratico Marco Meloni, che in una nota chiama direttamente in causa Fratelli d’Italia e il deputato Salvatore Deidda, chiedendo un fronte comune per evitare che l’isola diventi la destinazione privilegiata dei detenuti di massima sicurezza.
vrsicilia.it, 23 dicembre 2025
Un corpo senza vita in una cella. La corsa contro il tempo degli agenti della polizia penitenziaria, i tentativi di rianimazione, poi la constatazione del decesso. È quanto accaduto nel carcere di Balate, a Gela, dove un detenuto di 37 anni si è tolto la vita impiccandosi. L’allarme è scattato durante un controllo di routine. I funerali si sono svolti ieri. L’uomo era detenuto per reati legati alla droga ed era rientrato da poco in istituto dopo la revoca degli arresti domiciliari. Un rientro improvviso che riporta l’attenzione sulle condizioni psicologiche dei detenuti nelle fasi più delicate della detenzione e sui percorsi di supporto disponibili all’interno delle strutture penitenziarie.
di Angela Nicoletti
frosinonetoday.it, 23 dicembre 2025
Il detenuto era assistito dagli avvocati Persichini e Bartolomucci. La Procura ha disposto l’esame autoptico per accertare le cause della morte. Sono ore di dolore e interrogativi per la famiglia di Francesco Morra, il detenuto di 47 anni deceduto nel carcere di Cassino nella notte tra sabato e domenica. L’uomo è stato trovato privo di vita all’interno della cella dopo un improvviso malore, segnalato dai compagni di detenzione. L’allarme ha fatto scattare l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria e dei sanitari del 118, ma all’arrivo dei soccorsi la situazione appariva già compromessa.
paesenews.it, 23 dicembre 2025
È stato trovato cadavere all’interno della sua cella Salustri Marco, di 38 anni, originario di Roma, sposato a Napoli, e da qualche tempo detenuto nella struttura carceraria di Carinola dove stava scontando una pena definitiva per reati minori. Avrebbe terminato la sua pena fra circa un anno. Il decesso è avvenuto ieri, le circostanze restano ancora tutte da chiarire, come restano da chiarire le cause. Per fare luce sulla vicenda, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato il sequestro della salma e il suo trasferimento presso l’Istituto di medicina legale di Caserta, dove saranno svolti gli esami necessari a stabilire le cause del decesso.
- Civitavecchia (Rm). È Corrado Lancia il primo Garante cittadino delle persone detenute
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