garantedetenutilazio.it, 23 dicembre 2025
“Ringrazio il Sindaco Marco Piendibene e l’Amministrazione comunale di Civitavecchia per la decisione di istituire e nominare il Garante comunale dei detenuti, peraltro nella persona di Corrado Lancia, che viene da un importante percorso di impegno civile e istituzionale a fianco delle persone detenute”. Così il Garante delle persone detenute della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla notizia della nomina di Corrado Lancia a garante comunale. “È importante - ha proseguito Anastasìa - che gli enti locali, i comuni o le province in forma aggregata, si dotino di autonome figure di garanzia delle persone private della libertà, che possano assicurare loro il pieno accesso ai servizi sociali e anagrafici e sensibilizzare le comunità locali sulle necessità degli istituti penitenziari, delle Rems e degli altri luoghi di privazione della libertà”.
vaticannews.va, 23 dicembre 2025
I dipendenti del noto organismo sociale di Padova rinunciano in questo Natale ai doni per inviare un importante contributo alla comunità della Sacra Famiglia e anche all’Opera della Provvidenza di S. Antonio di Sarmeola di Rubano, che da più di 60 anni accoglie persone di ogni età con gravi patologie e fragilità. Dalla cooperativa anche l’idea di un panettone che rilancia un messaggio di solidarietà e pace. In questo Natale i 650 dipendenti della Giotto, cooperativa sociale attiva da circa quarant’anni per i più fragili a Padova, non riceveranno un dono ma saranno loro a farlo. Quasi “una necessità interiore”, si legge in una nota dell’associazione, fare qualcosa di concreto per aiutare la popolazione in guerra a Gaza, ma anche donare qualcosa all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio di Sarmeola di Rubano, che da più di sessant’anni accoglie persone di ogni età con gravi disabilità, patologie e fragilità, prendendosi amorevolmente cura di loro. L’equivalente della spesa per i doni di Natale della Cooperativa, quasi 70 mila euro, sarà quindi donato a favore della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza e dell’OPSA.
di Alessia Cataudella
La Sicilia, 23 dicembre 2025
Anche nella casa circondariale di Ragusa il Natale ha acceso un’atmosfera diversa, trasformando per un giorno il carcere in uno spazio di incontro e condivisione tra genitori detenuti e figli. L’iniziativa si è svolta grazie al progetto Labirinti, che ha permesso a bambini e bambine di giocare nel cortile dell’istituto insieme ai propri genitori. Un’occasione significativa per rafforzare legami familiari fragili, creando contesti educativi protetti e a misura di bambino. Per qualche ora, il gioco e la fantasia hanno attenuato le barriere imposte dalla detenzione.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 23 dicembre 2025
Adolfo Ceretti è uno dei pionieri della giustizia riparativa. “Negli incontri tra il reo e la vittima aiutiamo a entrare nelle profondità dell’umano, attraversando la carne della vita”. “In questa società sempre più incattivita c’è bisogno di un nuovo paradigma della giustizia. Di fronte alla delinquenza e al crimine si deve reagire opponendosi al male, ma senza compiere altro male, come argomentava profeticamente il cardinale Martini nei tempi bui del terrorismo. I sistemi penali in fondo razionalizzano la crudeltà, ma nessuna sentenza riesce a saziare la sete di giustizia presente nelle vittime, che non sono “risarcite” dalla punizione perché dalla punizione non ricevono la riparazione della loro dignità infranta. È necessaria un’altra logica, è necessaria una vera rivoluzione culturale, di cui la giustizia riparativa è un utile strumento”.
di Marco Birolini
Avvenire, 23 dicembre 2025
L’ultimo caso ad Avezzano, in una cascina usata come riparo notturno. Dal 2020 si sono contati oltre 1.200 decessi tra i clochard. Nel 2026 l’Istat quantificherà (finalmente) il fenomeno. Sono storie tanto minime quanto tragiche, confinate ai margini della cronaca. Le morti dei senza dimora non fanno notizia, ma continuano senza sosta. L’hanno chiamata “la strage invisibile”, perché in strada si muore di freddo ma non solo, d’inverno ma anche d’estate, eppure nessuno sembra accorgersene. I clochard vivono sotto un portico, dormono in un letto fatto di stracci e cartoni, ma in pochi si curano di loro.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 23 dicembre 2025
Una clemenza parziale che cancella oltre metà della pena residua. L’uomo, in prigione dal 2015 come “scafista”, si professa innocente. La sua avvocata, Cinzia Pecoraro, afferma: “Chiederemo comunque un’altra revisione del processo. Il nostro obiettivo è ottenere giustizia attraverso l’assoluzione da tutte le accuse”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato una grazia parziale per Abdelkarim Alla F. Hamad: ha cancellato undici anni e quattro mesi dai venti che gli restano ancora da scontare in carcere. Il cittadino libico, conosciuto come Alaa Faraji, si trova all’Ucciardone di Palermo con una condanna definitiva per concorso in omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È in prigione dal 2015, quando ad appena 19 anni sbarcò in Italia.
di Gea Scolavino Vella
napolimonitor.it, 23 dicembre 2025
Dopo diciassette mesi di detenzione il Tribunale di Napoli ha assolto quattro giovani migranti dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le storie di S., A., K. e I. si intrecciano nel luglio 2024, quando la nave dell’Ong Ocean Viking recupera due imbarcazioni partite dalle coste libiche, in area Sar (ricerca e soccorso) e le conduce al porto di Napoli. Appena sbarcato il gruppo, prende avvio la consueta ricerca dello “scafista”. Bastano poche ore e qualche testimonianza raccolta in modo raffazzonato per individuare i nomi di quattro ragazzi.
di Annalisa Camilli
Internazionale, 23 dicembre 2025
Ricorderemo il 2025 per il suo impatto sulla libertà e sui diritti umani nel mondo, in primo luogo perché l’arrivo al potere di Donald Trump negli Stati Uniti ha avuto delle immediate conseguenze sul diritto di asilo e sul diritto internazionale umanitario. Infatti tra le prime decisioni prese da Trump il giorno del suo insediamento, il 20 gennaio 2025, c’è stata la firma dei decreti esecutivi che prevedevano quelle che poi sono diventate delle vere e proprie deportazioni di massa dagli Stati Uniti ad altri paesi come il Salvador o Cuba, cioè dei trasferimenti forzati di cittadini stranieri in paesi terzi che non sono il loro paese di origine, sulla base di valutazioni sommarie del loro status legale.
Corriere del Veneto, 23 dicembre 2025
La nuova speranza per Alberto Trentini si chiama Alberto Rafael López Moreno. Venezuelano di origine e trapiantato a Vienna, di professione ambasciatore presso l’Onu, López da qualche giorno ha raggiunto il Paese sudamericano con l’obiettivo di spalancare le porte del carcere El Rodeo in cui si trova il cooperante del Lido da 403 giorni. La missione, promossa con il sostegno dell’Onu, dell’Organizzazione per lo sviluppo delle relazioni diplomatiche, dell’Organizzazione internazionale per i diritti umani e della Santa Sede, è facilitata dalla rete di relazioni dello stesso López nel Paese d’origine.
di Giovanni Federico
ildomaniditalia.eu, 22 dicembre 2025
La dignità della pena nel tempo del Natale: il Giubileo dei detenuti richiama la responsabilità civile, costituzionale e umana di non voltarsi dall’altra parte. A volte, anche in un tempo di festa, si deve parlare di ciò che è scomodo e che scatena reazioni opposte, impulsi di consenso o di rigetto in chi si confronta con il tema della condizione carceraria nel nostro Paese. Anche Leone XIV con il Giubileo dei detenuti ha voluto ricordare agli uomini liberi che non si può restare indifferenti a quanti stanno pagando una pena dietro le sbarre a cui non va mai sottratta la dignità della persona e la speranza di un positivo futuro.
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- Gela (Cl). Un detenuto di 37 anni si è tolto la vita nel carcere
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- Ancona. Un pensiero per Marco










