di Cesare Battisti
L’Unità, 20 dicembre 2025
Gli è stato requisito ed è scoppiata la bagarre. Per evitare le botte si è tagliato con la Gillette. Se fosse successo un giorno qualsiasi, chissà, avrebbe reagito con più tatto. Ma era giorno di colloquio, di barba fatta a contropelo e spruzzate di profumo. Certe volte, quando di notte non scalcio i muri e mi sveglio apposta per pensare, il ronfo del mostro che mi accompagna piano piano, mi faccio passare per la testa cose astruse. Pensieri di rassegnazione, dei quali dovrei vergognarmi, già che un prigioniero che si rispetti dovrebbe odiare le catene per dovere, invece di inventarsi iperboli da scrittore, nel volersi convincere che il male basta accettarlo per ricavarne il bene. Come se il carcere, invece di essere castigo, ci potesse liberare dal peso del superfluo, dal sovraccarico dei preconcetti, dalle idee prefabbricate e dai pregiudizi.
di Ennio Chiodi
ilpopolotortona.it, 20 dicembre 2025
76 detenuti si sono finora suicidati nelle carceri italiane nel corso dell’anno che sta per finire. Di almeno altri 130 non conosciamo le vere cause della morte dietro le sbarre. Non servono sofisticate analisi sociologiche per comprendere le ragioni di questo dramma umano e sociale. Leone XIV ce lo ha spiegato con poche e semplici parole nel chiudere il Giubileo dei detenuti domenica scorsa in San Pietro. Il Papa pensa soprattutto a problemi come il sovraffollamento, l’impegno ancora molto insufficiente nel garantire programmi educativi stabili di recupero e opportunità di lavoro, che possano offrire speranza e futuro a chi ha sbagliato, se ne sia reso conto, e speri in una qualche forma di vita, “là fuori”.
di Miriam Perini
rossetorri.it, 20 dicembre 2025
La salute non è una prestazione da “portare dentro”, è una condizione che dipende prima di tutto da come si vive. La prevenzione che ignora le condizioni di vita non è prevenzione: è compensazione simbolica. Ai primi di novembre Paola Severino, già ministra della Giustizia e oggi presidente della Fondazione che porta il suo nome, ha firmato con l’attuale ministro della Giustizia Carlo Nordio, con il ministro della Salute Orazio Schillaci e con Alba Di Leone, chirurga senologa del Policlinico Gemelli e rappresentante dell’associazione Think Pink Italy, la Convenzione per la Promozione della Prevenzione e della Tutela della Salute della Donna detenuta. L’accordo prevede un programma pluriennale di prevenzione oncologica negli istituti penitenziari. “La salute è un diritto che deve arrivare ovunque”, ha commentato Severino.
ansa.it, 20 dicembre 2025
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha pubblicato il documento “I 10 principi essenziali che un’assistenza sanitaria penitenziaria adeguata deve garantire”, ricordando che “le persone private della libertà hanno il diritto fondamentale di vivere in condizioni di sicurezza, dignità e salute”. Tra i principi enunciati - frutto di 35 anni di lavoro del Comitato - figura quello dell’equivalenza delle cure e della gratuità delle prestazioni sanitarie: i detenuti devono poter beneficiare di standard di assistenza almeno pari a quelli garantiti al resto della popolazione. Un altro punto centrale è la visita medica all’ingresso in carcere, che deve avvenire il prima possibile e, salvo circostanze eccezionali, entro 24 ore dall’arrivo del detenuto.
di Francesco Di Turo
prisonfellowshipitalia.it, 20 dicembre 2025
Per un giorno, le sbarre hanno smesso di essere confine. Le mense si sono trasformate in tavole imbandite, i corridoi in luoghi di incontro, i silenzi in dialogo. È accaduto giovedì 18 dicembre, quando 56 istituti penitenziari italiani, dal Nord al Sud del Paese, hanno vissuto un Natale diverso grazie a “L’Altra Cucina… per un Pranzo d’Amore”, il più grande evento natalizio mai realizzato nel sistema carcerario italiano.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 dicembre 2025
“Probabile” un consiglio dei ministri a dicembre per andare alle urne il primo marzo. “È più che probabile”, fanno sapere fonti di via Arenula, che entro la fine dell’anno ci sarà un Consiglio dei ministri per fissare la data del referendum sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere. La riunione a Palazzo Chigi potrebbe tenersi il 22 o il 29 dicembre. Dunque, in base anche a quanto previsto dall’articolo 15 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (“il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo abbia ammesso”, e “la data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione”), la data di convocazione dei cittadini alle urne potrebbe essere quella del 1° marzo, come ipotizzato qualche giorno fa pure dal vicepremier Matteo Salvini.
di Giampaolo Di Marco*
Il Domani, 20 dicembre 2025
L’Associazione Nazionale Forense, dopo una lunga e appassionata discussione nel corso del Consiglio Nazionale, svoltosi a Padova il 29 e 30 novembre, ha confermato la propria posizione relativamente al tema della separazione delle carriere già da tempo assunta. In particolare, l’Associazione ha ritenuto condivisibile la necessità di separare le carriere dei magistrati in linea con quanto previsto dall’insieme di norme costituzionali in tema di giusto processo e difesa. Si sottolinea come la separazione costituisca il necessario corollario alla adozione nel nostro ordinamento del processo di tipo accusatorio, con il Codice di Procedura Penale del 1988, che esige una distinzione netta tra accusa e difesa da una parte e il giudicante terzo rispetto alle parti dall’altra.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 20 dicembre 2025
La disposizione che tiene conto del diritto del minore a permanere in Italia non è de plano inapplicabile solo in ragione della tenera età ritenendo assente qualsiasi forma di radicamento o di tutela per sola tale circostanza. L’autorizzazione dei genitori stranieri a permanere sul territorio nazionale può essere concessa anche in nome dell’interesse del figlio ancora in tenera età. Così la Corte di cassazione che - con la sentenza n. 33146/2025 - ha annullato per difetto di motivazione la sentenza di merito che al contrario - ma in maniera apodittica - aveva affermato che pur a fronte di una relazione del Servizio sociale senz’altro positiva in ordine alla complessiva situazione del nucleo familiare dell’assenza di precedenti, pendenze penali o segnali di polizia a carico dei genitori, non sussisteva un effettivo radicamento del minore sul territorio in ragione del fatto che avesse solo due anni di età con la conseguenza che non era ravvisabile un concreto e grave pregiudizio derivante dall’allontanamento dal territorio italiano del minore con i suoi genitori.
di Luca De Carolis
Il Fatto Quotidiano, 20 dicembre 2025
Questa volta Carlo Nordio ha fatto arrabbiare anche i suoi alleati. È insorta anche Forza Italia, contro il trasferimento in Sardegna di 92 detenuti al regime del 41-bis - il carcere duro per mafiosi e terroristi - e la trasformazione di tre carceri sarde (Cagliari Uta, Sassari e Nuoro) in strutture dedicate solo a questa tipologia di reclusi. Progetto non ancora ufficiale, ma descritto come ormai certo dalla maggioranza che sostiene la presidente 5Stelle Alessandra Todde e da varie fonti. Di certo sospetta più di qualcosa anche il forzista Pietro Pittalis, durissimo: “L’ipotesi mi sembra impensabile. Ma allora perché non ipotizzare questo piano a Venezia o Cuneo, le città del ministro della Giustizia Nordio e del suo sottosegretario, Andrea Delmastro?”.
Sardegna. I parlamentari FdI: “Nessun pericolo dai detenuti al 41bis, la giunta Todde fa allarmismo”
di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2025
I boss mafiosi nelle carceri sarde, i parlamentari FdI confermano: “Nessun pericolo, la giunta Todde fa allarmismo”. “È stupefacente la leggerezza con cui gli esponenti della Giunta Todde facciano trapelare pubblicamente personali interpretazioni riguardo a riunioni operative su materie delicate come la gestione delle carceri e la detenzione dei soggetti sottoposti al regime di 41-bis”. Lo dichiarano in una nota Salvatore Deidda, Francesco Mura, Barbara Polo, Gianni Lampis, Giovanni Satta deputati e senatori di Fratelli d’Italia. Secondo gli esponenti di FdI, l’atteggiamento della Regione rischia di generare un clima di tensione sociale ingiustificato: “Chi riveste ruoli istituzionali dovrebbe esprimere le proprie posizioni con senso di responsabilità, senza scaricare paure infondate sui cittadini. Quanto sta accadendo dimostra solo una profonda inadeguatezza nel gestire dossier complessi”.










