di Andrea Camurani
varesenews.it, 20 dicembre 2025
Alla cerimonia presente anche monsignor Franco Gallivanone. Obiettivo: far emergere la condizione di difficoltà in cui vivono molti detenuti, ricordando che dietro le mura del carcere ci sono persone. Un gesto di attenzione e vicinanza verso chi vive una condizione di particolare fragilità. Venerdì 19, presso la Casa circondariale di Varese, l’Ordine degli Avvocati ha donato a tutti i detenuti un kit di igiene personale, nel corso di un’iniziativa legata alla benedizione natalizia officiata da monsignor Franco Gallivanone. A darne notizia è Carlo Battipede, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese, che ha sottolineato il valore umano dell’evento, nato da un confronto diretto con la direzione dell’istituto penitenziario. Durante il dialogo è emersa con chiarezza la situazione di difficoltà in cui versano numerosi detenuti, spesso privi di sostentamento personale e di familiari all’esterno, e quindi impossibilitati a far fronte anche alle esigenze più basilari della quotidianità.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 20 dicembre 2025
Il concerto è avvenuto a margine della messa di Natale presieduta dal vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto. Alla celebrazione hanno partecipato una trentina di detenuti provenienti dal circuito di alta sicurezza. Un concerto decisamente speciale quello andato in scena ieri mattina nel carcere di San Pio X, il Del Papa. Ad esibirsi davanti alla platea di detenuti è stata la cantante bassanese Francesca Michielin. Un’esibizione apprezzatissima dai presenti, che hanno applaudito e accompagnato le note della cantante, la quale ha deciso di proporre alcune delle sue hit, tra cui “L’amore esiste” e “Io non abito al mare”. Al termine del concerto, è stata lei stessa a ringraziare i detenuti, augurando loro un buon Natale, per quanto possibile.
manifestosardo.org, 20 dicembre 2025
Dopo oltre due mesi dalla richiesta presentata dall’Associazione Sandalia, dalla Prefettura di Nuoro ancora non arriva l’autorizzazione per la consegna dei beni raccolti in favore dei migranti detenuti nel CPR di Macomer, pubblichiamo la nota di Associazione Sandalia ODV e Assemblea NO CPR Macomer. Sono passati ormai più di due mesi, era esattamente il 07 ottobre quando l’Associazione Sandalia ha inviato alla Prefettura di Nuoro e, per conoscenza agli altri organi preposti, la richiesta di poter consegnare dei beni ai cittadini stranieri detenuti nel CPR di Macomer.
La Sicilia, 20 dicembre 2025
Conclusa con un corso di panificazione l’edizione 2025 di “Viaggiare su un filo d’olio”, promosso dalla Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”, dal Parco archeologico della Valle dei Templi e dal frantoio Val Paradiso di Naro. Il progetto, dedicato alle persone recluse nella struttura di contrada Petrusa, ha permesso ad alcuni di loro di effettuare delle attività di formazione e lavoro, acquisendo competenze sull’intera filiera olivicola. Sono seguite le operazioni di raccolta delle olive, la successiva molitura e un corso dedicato alla realizzazione del pane a Casa Diodoros. A chiudere le attività è stata una degustazione del prodotto del lavoro dei reclusi. L’olio prodotto sarà donato alla Caritas di Agrigento, alla comunità missionaria Porta aperta e all’Arcidiocesi per farne olio santo.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 20 dicembre 2025
“Ho voluto conoscere ogni detenuta e ho instaurato con ognuna un bel rapporto. A volte mi sento mamma, a volte sorella, ma l’importante è che chi è qui sappia che il dolore può essere condiviso”. Maurizia Campobasso, è direttrice da settembre del carcere femminile, presente ieri alla proiezione del documentario “Le farfalle della Giudecca” di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli con voce narrante di Ottavia Piccolo. Una occasione per stare insieme e per partecipare alla messa del patriarca Francesco Moraglia che, insieme a Piccolo, ha ricordato Alberto Trentin detenuto in Venezuela da oltre un anno. “Ho trovato una struttura accogliente e ringrazio il ministero e il provveditorato alla Giustizia che ci permettono di avviare iniziative come quella di oggi - precisa.
di Mario Serio*
Il Dubbio, 19 dicembre 2025
A chi dubitasse della possibilità di ricondurre la speranza - intesa come aspirazione individuale alla verificazione di circostanze materiali e psicologiche capaci di determinare un miglioramento delle proprie condizioni di vita - alla ampia e generale categoria dei diritti soggettivi potrebbe utilmente venire in soccorso l’esperienza dei diritti dell’antichità. Ed infatti, sin dal diritto romano, la spes costituiva apprezzabile oggetto di diritti, sia in termini di semplice attesa di un evento aleatoriamente (emptio spei) preso in considerazione, sia in termini di concretizzazione di una ragionevole speranza (emptio rei speratae): distinzione sostanzialmente trapassata nell’odierno codice civile, che distingue tra vendita di cosa sperata e vendita di cosa futura. Questa reviviscenza di istituti millenari serve qui lo scopo di munire di un solido fondamento positivo lo stato psicologico di chi nutre, appunto, una speranza.
di Renato Balduzzi
Avvenire, 19 dicembre 2025
Un pessimo tic della scena pubblica italiana è l’attacco alla magistratura quando un suo verdetto viene ritenuto come prodotto “contro” qualche attore della politica. Una lettura che deforma la stessa democrazia. Mi perdoneranno gli abituali lettori, ma la rubrica quindicinale di oggi risente di un crescente disagio: ogni decisione di una qualunque magistratura sgradita a chi sta al potere diventa il pretesto non per (legittime) critiche nel merito ma per attacchi scomposti e smodati alla magistratura nel suo insieme, o ai giudici, siano essi ordinari o amministrativi (ma il problema, ci era stato detto e ripetuto, non erano i pubblici ministeri?). Questi atteggiamenti e comportamenti del mondo politico o di suoi segmenti non sono compatibili con la nostra Costituzione.
di Angela Stella
L’Unità, 19 dicembre 2025
Ha preso il via ufficialmente due giorni fa la campagna di comunicazione per il no al referendum sulla riforma della giustizia, promossa dal Comitato “Giusto Dire No”, quello dell’Anm. La campagna ha esordito sui canali social del Comitato con un contenuto visivo che pone al centro una domanda: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?” A rispondere alla domanda, una cittadina, che esibisce un grande fumetto con la scritta “No” a caratteri cubitali. Messaggio sicuramente performante quello adottato. Tuttavia nel ddl costituzionale su cui saremo chiamati ad esprimerci la prossima primavera non c’è scritto da nessuna parte che i giudici saranno asserviti al Governo di turno. Si tratta di una deduzione da parte dei contrari alla riforma che potremmo annoverare nella categoria della fallacia del pendio scivoloso.
di Quirino Camerlengo
Il Domani, 19 dicembre 2025
Avremo un Csm che diventerà lo spazio in cui i pm saranno ancora di più corporazione, avendo come interlocutori solo i membri laici. Quanto alle derive correntizie e partitocratiche, non cambierà nulla, neanche con il sorteggio, sia per i togati che per i laici. Se fossi un elettore davvero interessato alla separazione delle carriere, mi sentirei molto deluso da questa riforma. Parliamoci chiaro. Tutto nasce dalla volontà di arginare lo strapotere dei pubblici ministeri. Inchieste ad orologeria, fuga di notizie dalle procure, iniziative avventate che sistematicamente coinvolgono esponenti di uno schieramento politico di centrodestra. E, poi, casi giudiziari che mettono in evidenza errori e incompetenze: dal caso Tortora sino a Garlasco.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 19 dicembre 2025
Dopo la decisione del Governo scoppia la polemica, l’assessora Laconi: “Stanno trasformando la Sardegna in un’isola-carcere”. La riorganizzazione nazionale del regime di 41-bis accende la polemica in Sardegna, con l’isola che assumerà “un ruolo sproporzionato” nella gestione del cosiddetto carcere duro. Il tema è emerso con forza nella seduta straordinaria della Conferenza Unificata del 18 dicembre, durante la quale il Governo ha illustrato il piano di razionalizzazione degli spazi detentivi destinati ai detenuti sottoposti al regime speciale.
- Sardegna. Caso 41-bis, l’isola come braccio duro dello Stato: la storia si ripete
- Emilia Romagna. Formazione digitale in carcere: creare una seconda opportunità per i reclusi
- Reggio Emilia. Suicida nella Rems a 24 anni. Il Garante: “Questo evento ci faccia riflettere”
- Milano. Cosa sta succedendo al carcere di Bollate e perché il suo modello è a rischio
- Palermo. Housing sociale per detenuti a rischio chiusura: appello per la proroga










