di Bruno Mellano
La Stampa, 12 dicembre 2025
Spesso i fenomeni sociali più complessi e ampi sono anticipati dal loro presentarsi in un ambito territoriale o comunitario ristretto, definito, marginale. Analizzare e riflettere, ad esempio, sull’esecuzione penale, e su quella giovanile o minorile in particolare, non è solo un esercizio di cittadinanza attiva, ma può essere anche un’utile azione di governo, non solo in riferimento alla specifica problematica, bensì all’intero contesto della condizione giovanile contemporanea negli Stati evoluti. Per questi motivi appare interessante e feconda la presentazione, a cura della Biblioteca civica e dell’Informagiovani di Savigliano, del libro “18+1” di Monica Cristina Gallo, sui giovani detenuti nelle carceri italiane. Ragazzi che con 18 anni e un giorno sono collocati nei gironi, spesso infernali e sempre sovraffollatati, delle 189 carceri per adulti presenti nel Paese. Una popolazione detenuta “under 25” in forte crescita numerica: erano 3.274 al 30 giugno 2023, ma all’inizio del 2025 era già diventati 5.067.
di Giancarlo Visitilli
Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2025
“Quando ha detto: bisognerebbe gettare la chiave e lasciarli marcire, mi sono sentito una cacca. Mi sono sentito io marcire dentro, soprattutto perché l’ha pensato un mio professore”. Sono le parole di Massimo, studente di un istituto tecnico commerciale di Bari, che mi racconta la sua storia, “puoi parlarne e cercare di fare capire che i detenuti, in quel posto, che non è manco come l’Inferno di Dante, si lasciano morire, peggiorano, si abbruttiscono di più”. Massimo frequenta il quarto anno, vuole studiare economia, “per imparare a capirli e a restarmene lontano dai soldi”. Suo padre, sconta vent’anni, per aver ucciso durante una rapina.
di Gaetano Azzariti
MicroMega, 12 dicembre 2025
La riforma consegna un gran potere nelle mani del governo ed espropria il parlamento del potere di revisione costituzionale. Ancor prima del contenuto è già la forma che offende e che denuncia il carattere eversivo della riforma. La legge sull’ordinamento della giustizia è stata infatti approvata violando lo spirito, ma anche la lettera della nostra costituzione. L’articolo 138 prevede infatti una doppia lettura dei due rami del parlamento, una maggioranza qualificata in seconda lettura e un referendum eventuale di natura oppositiva qualora, pur se superata la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, non si sia però raggiunto il consenso dei due terzi dei nostri rappresentanti. Al di là di ogni tecnicismo mi sembra del tutto chiara la ragione di fondo che sostiene questo procedimento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 dicembre 2025
A differenza dell’anno scorso quando la platea del Circo Massimo contestò duramente l’ex presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, quest’anno quello stesso popolo di Atreju, riunito però nei giardini di Castel Sant’Angelo, ha scelto il fair play nei confronti di Silvia Albano. Neanche un accenno di applauso ma neppure un fischio da quando ieri è salita sul palco insieme al Ministro Nordio, ad Alberto Balboni, ad Antonio Di Pietro, a Sabino Cassese, a Debora Serracchiani e a Gaetano Azzariti per discutere della riforma della separazione delle carriere. Ad accogliere gentilmente la presidente di Magistratura Democratica c’era addirittura quel Giovanni Donzelli che solo l’anno scorso, nel periodo di grande scontro tra politica e magistratura per le decisioni sul protocollo Italia Albania, aveva dedicato alla giudice un articolo di “dossieraggio” sul suo blog dal titolo “Silvia Albano: ecco chi è il capo delle toghe rosse che ha deciso sui migranti in Albania”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 dicembre 2025
La presidente di Magistratura Democratica lancia l’allarme: “Senza stabilizzazioni i tribunali collassano”. Il ministro della Giustizia: “Faremo il possibile nei limiti del Pnrr”. Il futuro dei precari dell’Ufficio del processo irrompe nel dibattito sulla riforma della giustizia e accende il confronto tra magistratura e governo. È accaduto ad Atreju, sul finire dell’incontro dedicato alla separazione delle carriere, quando la presidente di Magistratura Democratica, Silvia Albano, ha rivolto un intervento diretto al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo garanzie sul destino di migliaia di lavoratori.
Corriere Salentino, 12 dicembre 2025
Un detenuto di origini baresi è morto dopo essersi impiccato con un lenzuolo nel carcere di Lecce. L’episodio è avvenuto mentre il compagno di cella dormiva, durante una delle ore notturne, quando in servizio vi era un solo agente di polizia penitenziaria assegnato all’intera sezione. Una situazione non conforme a quanto previsto dai protocolli di sicurezza per la gestione dei detenuti considerati “particolari”, per i quali dovrebbe essere presente almeno un secondo operatore.
ansa.it, 12 dicembre 2025
Nella sezione femminile del carcere di Rebibbia è morta questa notte una detenuta, in circostanze ancora da chiarire. Rinviati a data da destinarsi i “Giochi della Speranza”, iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dal Dap - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità” per la promozione dello sport in carcere. All’interno del penitenziario si terrà un momento di raccoglimento alla presenza dei partecipanti previsti per l’iniziativa. Presente, tra gli altri, la deputata del Partito Democratico, Michela Di Biase.
di Beatrice Tominic
fanpage.it, 12 dicembre 2025
È morto nelle scorse ore Francesco Valeriano, l’uomo di 45 anni massacrato di botte in carcere da ignoti lo scorso giugno. Il quarantacinquenne era detenuto nel carcere di Rebibbia, stava scontando una pena di due anni e mezzo. Originario di Fondi, era arrivato nel penitenziario romano da circa un mese e mezzo dopo un periodo detentivo nell’istituto di Cassino. Dopo il ritrovamento il detenuto, rinvenuto agonizzante in cella, è stato trasferito d’urgenza al policlinico Umberto I, con lesioni cerebrali gravi ed è stato sottoposto a una tracheotomia.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 dicembre 2025
L’ex ministro ed ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è detenuto nel carcere romano dal 31 dicembre 2024. In questo dialogo a tutto tondo racconta la vita in carcere, ma anche il rapporto con la sua famiglia, la recente pubblicazione di un libro e la sua speranza per l’imminente Giubileo dei detenuti. Con un messaggio per la premier e per il ministro Salvini. “Quando ho visto la situazione di degrado in cui si vive dentro le carceri italiane, ho pensato che fosse mio dovere fare qualcosa”, dice Gianni Alemanno, che dal 31 dicembre 2024 è detenuto nel carcere Rebibbia di Roma e scrive, sulla sua pagina Facebook, un “diario di cella”.
di Silvia Ronco
Gazzetta di Mantova, 12 dicembre 2025
Una strage di vite e di diritti, quella delle carceri italiane, che necessita di una risposta urgente ed efficace guidata da sentimenti di speranza, ma soprattutto umanità. L’assemblea nazionale dei garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà ha presentato oggi (giovedì 11 dicembre) al Senato un documento per ribadire la necessità di un’azione concreta e responsabile da parte della politica, che incida sul sovraffollamento nelle carceri, una delle problematiche di maggiore rilevanza che affligge il sistema penitenziario italiano.
- Venezia. Dopo il carcere: entro Pasqua 2026 la Caritas metterà a disposizione 30 posti
- Roma. Giubileo dei detenuti, attesi oltre seimila pellegrini da circa 90 Paesi
- Torino. A Natale dona libri e “La Voce e Il Tempo” ai detenuti
- Parma. Progetto “Liberamente Teatro”: rassegna di spettacoli per i detenuti
- Venezia. Lo spettacolo teatrale “voci di dentro” con le donne detenute della Giudecca










