Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Domenica 30 novembre nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Brera. Il coro riunisce persone con un passato di detenzione o tuttora sottoposte a misure alternative e impegnate in un percorso di reinserimento. Le voci e la musica di chi è stato in carcere, di chi lotta per uscire dalla dipendenza, e magari ora cerca un lavoro, una casa, una nuova strada per la sua vita: ma intanto canta, con i volontari e le volontarie del Coro Amici della Nave, domenica 30 novembre alle 20.30 nella chiesa di Santa Maria del Carmine (piazza del Carmine, Brera) a favore di Medici con l’Africa Cuamm.
di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 28 novembre 2025
“Specchio insopportabile e maledetto. Volgevo lo sguardo altrove pur di non vedere quella faccia riflessa che ogni mattina mostravi, ma tu, impietoso, mi affliggevi, esibendo il volto di un detenuto”. Sono le parole dell’Amico riflesso, uno dei tre testi vincitori della diciottesima edizione del Premio Carlo Castelli, il principale concorso letterario per le persone ristrette nelle carceri del territorio nazionale, promosso dalla Federazione Nazionale Italiana Società San Vincenzo de’ Paoli, presieduta da Paola Da Ros, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, della Camera dei Deputati, e del Senato della Repubblica.
di Sofia Antonelli
L’Unità, 28 novembre 2025
Il governo usa il pugno di ferro. I media gridano all’allarme. Ma quando si parla di giustizia minorile, a restare in silenzio sono proprio i diretti interessati. Confinati dietro statistiche e slogan. Nasce così “Cattivi. Le carceri dei ragazzi viste da dentro”, il podcast che racconta il sistema penale minorile attraverso le storie, e la voce, di chi l’ha vissuto. Si parla molto, in questi tempi, di giustizia minorile. Ne parla il Governo, sostenendo politiche dal pugno duro, spingendo per una deriva sempre più punitiva. Ne parla la stampa, adottando toni allarmistici e semplificazioni, contribuendo a creare un clima di crescente insicurezza. Come spesso succede, a rimanere in silenzio sono i diretti interessati. I ragazzi e le ragazze coinvolti nei percorsi di giustizia penale, lasciati ai margini della conversazione, dietro statistiche e slogan, ridotti a categorie astratte. Coloro che più di tutti vivono le conseguenze delle scelte politiche e del racconto mediatico, raramente trovano spazio per esprimersi, per condividere ciò che significa davvero entrare in contatto con il sistema penale in giovane età.
di Benedetta Marchetti
triesteallnews.it, 28 novembre 2025
Le strutture carcerarie italiane sono notoriamente segnate da criticità storiche: sovraffollamento, infrastrutture obsolete e carenze nei percorsi trattamentali instaurano in molti casi un clima di disagio e tensione, che investe tanto i detenuti quanto il personale. Una situazione d’instabilità diffusa, che frequentemente degenera in episodi violenti o, nei casi peggiori, in tragedie quali suicidi e rivolte. Preoccupanti i dati emersi dal rapporto “Space I” del Consiglio d’Europa: nel 2024, la popolazione carceraria italiana è cresciuta del 7,8%, per una media di 118 detenuti a fronte di 100 posti disponibili. Ma il nostro Paese, oltre a registrare un tasso di crescita dei detenuti tra i più elevati in Europa, deve rendere conto di un altro allarmante fenomeno: l’incremento dei suicidi in carcere.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Violenza sulle donne e il rinvio della legge sul “consenso libero e attuale”. Perché il timore delle false denunce è solo un pretesto. L’argomento con cui si rifiuta il voto per il “consenso libero e attuale”, consiste nell’idea che questa legge comporterebbe abusi non riconoscibili. Salvini ha ipotizzato vendette su vendette di donne offese che denunciano stupri mai avvenuti per rivalersi di una offesa sentimentale. Intanto cominciamo col dire che una legge stabilisce un principio. Poi caso per caso, ci saranno i giudici, gli avvocati e chi per loro a decidere se la denuncia sia vera o falsa.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 28 novembre 2025
Il potere comincia quando l’uomo (maschio e femmina: l’essere umano) dice: “È mio”. Il Signore degli Anelli, caro alla variopinta destra di governo, è la storia di uomini e mostriciattoli che, uno dopo l’altro, ammaliati dall’anello del potere che li fa sospirare e dire “è mio, il mio tesoro”, fanno guerre e scelleratezze solo per poterselo accaparrare, infilare al dito, e usarlo per fare qualunque cosa, illudendosi di esserne padroni, senza rendersi conto di esserne schiavi. Tolkien, per quasi mille pagine, non racconta che questo: lo sconquasso che succede quando qualcuno o qualcosa dice “è mio”.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
La missione di Brambilla a San Siro, Corvetto e Rogoredo. La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha incontrato i vertici delle istituzioni e visitato i quartieri più difficili: “Serve prevenzione, sport e cultura”. Gli sforzi in campo sono tanti ma “il disagio e il fenomeno della devianza giovanile sono talmente complessi, radicati e profondi, che quegli sforzi non bastano ancora”. La pressione si sente a maggior ragione nelle metropoli: “Milano è ormai un hub internazionale dell’accoglienza, del turismo e dell’istruzione, con nove università, oltre che dell’economia. L’attrattività fa lievitare i numeri e non possiamo che rallegrarcene. Ma i cittadini non devono pagare il costo sociale dello sviluppo, soprattutto in alcuni quartieri: degrado, mala movida, spaccio, criminalità. I minorenni risultano purtroppo sempre più nel ruolo di protagonisti”.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 28 novembre 2025
L’incarcerazione femminile cresce più degli uomini, nel mondo e in Italia. I dati dell’Onu mostrano un sistema che ignora le sue vulnerabilità. Il numero di donne incarcerate nel mondo sta correndo più veloce di qualunque previsione. Gli esperti parlano apertamente di una “crisi globale”: secondo le serie statistiche dell’Unodc e della World Female Imprisonment List dell’Icpr, le detenute crescono a un ritmo quasi triplo rispetto agli uomini. Se la curva resterà invariata, si supererà la soglia del milione. Dal 2000 a oggi la popolazione detenuta femminile è aumentata del 57%, contro il +22% di quella maschile, con un impatto enorme su violenze sessuali, salute, lavoro obbligato e condizioni materiali.
di Redazione Radio Rebibbia
Il Dubbio, 28 novembre 2025
Saranno gli algoritmi a decidere chi può uscire e chi no dopo, mentre si costruiscono nuove celle per far fronte al sovraffollamento. Quando le soluzioni sono ben altre. Oggi ce ne andiamo in giro, viaggiamo. Per provare a capire cosa potrà accadere qui da noi, dentro questo carcere. Partiamo - ovviamente non facciamo sul serio - ed arriviamo a Londra, esattamente in un quartiere a sud-ovest del centro: Wandsworth. Lì c’è un carcere. Grande, enorme. Non orrendo come Rebibbia ma anche lì c’è uno spaventoso sovraffollamento. Secondo i giornali inglesi, tre settimane fa, in quell’istituto sarebbe accaduto un fatto che loro definiscono gravissimo: “per sbaglio” due detenuti sono stati rilasciati anticipatamente. I media scrivono proprio così: per errore. Non ne avrebbero avuto diritto.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 28 novembre 2025
Tra Cisgiordania e Gaza le violenze di soldati e coloni. E l’Europa immobile chiede “stabilità”. I militari israeliani ripresi in un video mentre uccidono due palestinesi con le mani alzate. Una moschea data alle fiamme nel villaggio palestinese di Biddiya, città sotto assedio (Tulkarem, Tubas, Jenin), migliaia di sfollati e decine di arrestati, cento ulivi sradicati nella comunità di Kafr Malik e raid aerei: la giornata di ieri in Cisgiordania è specchio fedele delle politiche ufficiali e ufficiose con cui (da due anni con maggiore intensità) Israele avanza metro per metro nel territorio occupato. Un mix di azioni affidate ai due bracci esecutivi, l’esercito e il movimento dei coloni, e che ieri il ministro della difesa Israel Katz diceva necessarie a impedire un’escalation in Cisgiordania. Lo stesso ministro che due giorni fa definiva gli attacchi dei coloni “disturbo dell’ordine pubblico”, non atti di terrorismo quali sono.
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