L’Eco di Bergamo, 22 novembre 2025
Una serie d’iniziative per offrire alla cittadinanza una possibilità d’incontro con le tante realtà che si occupano di formazione e reinserimento lavorativo dei detenuti. Nella prima settimana di dicembre, con l’obiettivo di rendere visibili alcune delle attività del carcere di Bergamo, nei locali del Teatro Donizetti sarà offerta alla cittadinanza la possibilità di incontrare le realtà che si occupano di formazione e inserimento lavorativo dei detenuti. E al Donizetti Studio sbarca la Bottega dell’economia carceraria.
cityrumorsabruzzo.it, 22 novembre 2025
Consentire ai detenuti di esprimersi attraverso la creazione di opere artistiche concrete che possono essere esposte anche al di fuori del carcere. È questo il nobile obiettivo di “Ivang & il fumetto d’evasione”, un progetto artistico ideato da Germano D’Aurelio (in arte ‘Nduccio) e Francesco Colafella e promosso dall’Associazione Big Match in collaborazione al Comune di Teramo, il Polo Museale, l’Associazione Pigro e la Casa Circondariale di Teramo. Il 24 novembre D’Aurelio consegnerà il materiale per la realizzazione delle illustrazioni e Colafella, curatore della Mostra Antologica su Ivan Graziani, terrà un incontro per mostrare praticamente ai detenuti come Ivan abbia realizzato tali opere. Le stampe fungeranno da riferimento per il Laboratorio Artistico all’interno del carcere.
livornotoday.it, 22 novembre 2025
Sarà possibile contribuire sia acquistando un volume che facendo una donazione volontaria. Dal 20 al 30 novembre, i clienti della libreria Feltrinelli di Livorno potranno partecipare a un’iniziativa speciale volta ad ampliare l’assortimento di libri nelle biblioteche delle strutture carcerarie di Livorno e Gorgona. È possibile contribuire acquistando un libro o facendo una donazione volontaria. In questo caso, l’importo raccolto sarà trasformato in un buono che i volontari della Croce rossa di Livorno utilizzeranno per selezionare e consegnare testi preziosi alle strutture penitenziarie. L’iniziativa, ispirata al concetto del “caffè sospeso”, invita i cittadini a lasciare un libro acquistato in dono ai detenuti, contribuendo così alla crescita della loro biblioteca e al percorso di rieducazione che passa anche attraverso la lettura. Basta un libro per accorciare le distanze, abbattere i muri tra chi è costretto a scontare una pena detentiva dentro le carceri e il mondo esterno, dove la vita fluisce naturalmente La lettura in carcere rappresenta un’importante opportunità di riflessione, crescita personale e apertura della mente a nuove idee e prospettive.
di Silvia Avallone
Sette - Corriere della Sera, 22 novembre 2025
Siamo il nostro linguaggio, e il nostro silenzio. Le parole che conosciamo ci permettono di sognare, amare e vivere con più o meno slancio. Quelle che ci mancano lasciano irrisolti i problemi, aperte le ferite. Se cambiamo vita, cambia anche il nostro vocabolario, e viceversa: imparando linguaggi nuovi abbiamo l’opportunità di modificarci. Perché le parole guariscono, quando si riesce a dare un nome ai propri traumi. Contengono un destino segnato, oppure: una libertà possibile.
di Anna Maria Lorusso*
Il Domani, 22 novembre 2025
C’è un aspetto dell’Ia su cui non si riflette abbastanza. Sappiamo tutti che la sua forza sta nella potenza di calcolo: processare una quantità enorme di informazioni in un segmento minimo di tempo. Ma non ha il senso della misura: intesa come modalità di calibrare il comportamento. Perché richiede una valutazione che non è calcolo, è giudizio, giudizio umano e critico, su limiti e condizioni delle cose. Mentre la giustizia guadagna il centro della scena, con la questione riforma che polarizza il dibattito, ho partecipato pochi giorni fa a una interessantissima tavola rotonda universitaria, organizzata per lo più da penalisti, sulla giustizia ai tempi dell’intelligenza artificiale. Poco tempo prima, con alcune delle stesse persone avevo avuto un dibattito sul rapporto fra verità giudiziaria e verità mediatica (e il tema continua ad appassionarmi; nel mio libro ne parlo nel capitolo dedicato ai true crime; anche in questi giorni, del resto, continuiamo ad avere nella nostra dose quotidiana di Garlasco…).
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 22 novembre 2025
Una linea che conferma un approccio sostanzialistico al concetto di legge e che lascia ampio spazio ai sistemi giuridici interni. La Corte di giustizia dell’Unione europea apre la strada alla possibilità, per le forze di polizia, di conservare nel tempo dati biometrici e genetici di persone condannate o anche solo sospettate di reati intenzionali. Una decisione che chiarisce un nodo delicatissimo posto tra sicurezza pubblica e tutela della privacy, stabilendo che il diritto nazionale può legittimare tali pratiche senza introdurre necessariamente un limite temporale alla conservazione, purché siano rispettati i rigorosi principi europei sul trattamento dei dati sensibili.
di Gabriele Segre
La Stampa, 22 novembre 2025
La politica fallisce quando pensa di poter contabilizzare le emozioni. È ciò che accade oggi nel dibattito europeo sui flussi migratori, dove una questione profondamente umana viene trattata come una delle tante pratiche amministrative che si risolvono con un timbro e una tabella, invece che con un’idea di società. Con il nuovo meccanismo di solidarietà introdotto dall’Unione, ogni Paese membro dovrà contribuire in uno dei due modi previsti: accogliendo una quota di richiedenti asilo oppure versando un contributo economico per ogni persona che decide di non ricollocare. La formula dell’”accogli o paga” appare come un rimedio ordinato e immediato, ma finisce per riproporre la stessa illusione di sempre: che dati, competenza e pragmatismo siano da soli sufficienti a governare la vita delle persone, trasformando un fenomeno di portata storica in una variabile contabile.
di Micaela Frulli e Triestino Mariniello
Il Manifesto, 22 novembre 2025
La risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza del 17 novembre 2025, letta dal punto di vista del diritto internazionale, rivela criticità profonde e contraddizioni che ne compromettono validità e legittimità. Il limite più grande consiste nell’implicita violazione del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese. La risoluzione subordina qualsiasi “percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese” al completamento di un programma di riforme dell’Autorità nazionale palestinese, ente che amministra la Cisgiordania, che nella risoluzione peraltro non è mai menzionata. Questa condizionalità trasforma un diritto inalienabile, riconosciuto dalla Carta dell’Onu, ribadito a più riprese dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e che ha valore di norma di carattere cogente, in una meta da raggiungere in un futuro indefinito: si sospende a tempo indeterminato la possibilità di costruire uno Stato palestinese.
di Andrea Molteni
caritasambrosiana.it, 21 novembre 2025
Una recente circolare del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, a firma di Ernesto Napolillo, Direttore generale dei detenuti e del trattamento, sta facendo molto discutere. Si tratta di un’indicazione relativa alle autorizzazioni “degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo” svolte negli istituti penitenziari italiani: attività proposte e realizzate, in gran parte, da organizzazioni e associazioni del terzo settore, molte cattoliche e legate alla Caritas e alla Diocesi ambrosiana, che danno forma e senso alla partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa prevista dall’articolo 17 dell’ordinamento penitenziario del 1975. Formazione, ascolto e accompagnamento socio-educativo, incontri culturali e con le scuole, musica, teatro, sport, laboratori artigianali e artistici: tutte attività che rendono viva e vitale la tensione rieducativa delle pene, scolpita nell’articolo 27 della Costituzione.
di Cesare Sposetti
aggiornamentisociali.it, 21 novembre 2025
La “controriforma” della giustizia minorile e i suoi possibili antidoti. “Mare fuori”, una serie televisiva lanciata nel 2020 e ambientata in un immaginario carcere minorile napoletano, ha incontrato una grande accoglienza in Italia e all’estero, specialmente tra i più giovani, e ha aperto una finestra su un mondo prima decisamente poco conosciuto e rappresentato, quello degli Istituti penali per minorenni (Ipm). Tale successo tuttavia stride con il modo in cui la società italiana si confronta con il disagio giovanile che sfocia in atti criminosi, che la narrazione mediatica spesso semplifica e riduce al fenomeno delle baby gang.
- Referendum al buio
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