di Barbara Uglietti
Avvenire, 21 novembre 2025
Reportage dalla Casa di reclusione di Milano: i minuti nella “cella vuota” dove i più fragili vengono sorvegliati, poi il ritorno nei reparti dove ogni giorno si rinasce. Per capire come il “sistema” può funzionare. Il nome tecnico è “Cella Sav” - “Sorveglianza a vista” - ma la chiamano “Cella dei suicidi”. Ci sono arrivata perché un amico che lavora come volontario al carcere di Bollate mi ha detto dai, viene a vederla, l’abbiamo decorata. Ci sono andata. È in fondo a un corridoio, sulla sinistra, passate due rampe di scale, una decina di cancelli e una cinquantina di sguardi lenti o curiosi o infastiditi o attenti di detenuti e operatori e agenti che vedono, pesano e valutano in mezzo secondo ogni visitatore.
di Mauro Favaro
Il Gazzettino, 21 novembre 2025
Lorenzo Gazzola, Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà del comune di Treviso, non usa giri di parole. “Il recupero dei detenuti passa anche e soprattutto per il lavoro. Ma questo territorio ad oggi non è troppo sensibile all’argomento. A Treviso su 250 detenuti sono solo 50 quelli che lavorano, tra l’altro 40 nella gestione del carcere stesso. È un grosso problema. La maggior parte passa la giornata sulle brande. E poi si va in infermeria a chiedere psicofarmaci per dormire, che tra l’altro rischiano di creare dipendenza. Questo non è affatto un percorso di recupero. Ma proprio per niente”.
di Laura Perina
L’Arena di Verona, 21 novembre 2025
Sono una sessantina, cioè il 10 per cento dei carcerati. Sono in cella mescolati agli adulti. Don Vinco: “Qui peggiorano invece di migliorare”. Sono 5.067, all’inizio del 2025, i giovani tra i 18 e i 25 anni detenuti nelle carceri italiane per adulti, 1.800 in più rispetto al primo semestre del 2023. Un detenuto su otto appartiene a questa fascia di età, con una crescita del 35 per cento. La popolazione reclusa under 25 cresce progressivamente anche nella casa circondariale di Montorio, dove il sovraffollamento cronico spinge al limite le condizioni di detenzione.
di Guendalina Ferro
lapiazzaweb.it, 21 novembre 2025
Dal laboratorio di panificazione ai percorsi formativi, il convegno di Rovigo mostra come investire nel lavoro penitenziario significhi sicurezza per la comunità e opportunità per chi ha sbagliato. Nel cuore della Casa Circondariale di Rovigo si è svolto un convegno che ha messo al centro un tema tanto delicato quanto decisivo: il lavoro come leva di cambiamento per chi sta scontando una pena. Il titolo - “Il lavoro in carcere e i suoi impatti: persone, imprese, istituzioni” - ha trovato piena coerenza nei contenuti di una mattinata che ha riunito rappresentanti del sistema penitenziario, del terzo settore, dell’impresa sociale e del mondo accademico. Un appuntamento che ha mostrato con chiarezza una visione condivisa: la reclusione non spegne il futuro; può, se accompagnata, riaccenderlo.
di Martina Capovin
Il Dolomiti, 21 novembre 2025
A gennaio parte il progetto che punta a favorire la rieducazione e il reinserimento. Sarà la casa Circondariale a scegliere i detenuti che prenderanno parte al programma e ne curerà la formazione. Il sistema penitenziario si trova costantemente in bilico tra la necessità di applicare la pena e l’obiettivo, sancito dalla Costituzione, della rieducazione del condannato. Quando un individuo completa il periodo di detenzione, il suo ritorno nella società innesca una serie di dinamiche complesse che influenzano direttamente il tasso di recidiva e la sicurezza della comunità. L’efficacia delle misure di reinserimento sociale dei detenuti - che spaziano dall’istruzione al supporto lavorativo e abitativo - è al centro del dibattito sulle politiche carcerarie. E Bolzano, in questo senso, vuole fare la sua parte.
bresciatoday.it, 21 novembre 2025
Quindici giorni e quindici notti di permanenza in carcere per i magistrati, come percorso obbligatorio di formazione. È la proposta di legge “Sciascia-Tortora”, che sarà presentata venerdì 21 novembre a Brescia nell’aula polifunzionale della Corte d’appello. La proposta di legge prevede per i magistrati in tirocinio un’esperienza per comprendere dove e come vivono le persone che verranno giudicate: il testo include anche lo studio di opere letterarie e giuridiche dedicate al tema della giustizia e del diritto penitenziario. La proposta è stata presentata alla Camera nel maggio di un anno fa e attualmente è in fase di calendarizzazione presso la commissione Giustizia.
di Massimiliano Castellani
Avvenire, 21 novembre 2025
La seconda edizione si svolgerà dal 12 dicembre e coinvolgerà le detenute, la prima a giugno aveva chiamato in causa gli uomini. Pasquini (Fondazione Giovanni Paolo II): lo sport parla un linguaggio universale. Calcio a 5, pallavolo e atletica leggera tra le competizioni proposte alle partecipanti. Se c’è un luogo dove la speranza può tornare a mettersi in gioco, quello è proprio il carcere. Per questo la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, in collaborazione con il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità, ha deciso di concedere il bis organizzando la seconda edizione dei “Giochi della speranza”.
di Sabrina Giangrande
laquilablog.it, 21 novembre 2025
Anche quest’anno il Premio Letterario Internazionale “L’Aquila - Bper Banca”, intitolato a Laudomia Bonanni, è entrato nella Casa Circondariale delle Costarelle grazie alla sua sezione dedicata ai detenuti, trasformando per qualche ora il carcere in un luogo di ascolto, di condivisione e di emozione intensa. La Cerimonia di Premiazione della XIV edizione, che si è svolta oggi, ha visto la presenza dell’ospite d’onore Somaia Ramish, accompagnata dall’interprete e curatrice Giorgia Pietropaoli, la poetessa afgana in esilio, che con la sua voce ha offerto ai presenti uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata.
di Natalia Distefano
Corriere della Sera, 21 novembre 2025
“Al carcere minorile si impasta la speranza”. Il laboratorio artigianale, diretto da Alberto Mochi Onori, è un modello di economia sociale e rieducativa di successo che produce una tonnellata di pasta a settimana e dà lavoro a sei giovani detenuti. La storia del Pastificio Futuro nasce da un abbraccio. Quello tra padre Gaetano Greco, a lungo cappellano del carcere minorile di Casal del Marmo, e papa Francesco. “Era il 2013, il Pontefice venne all’istituto penale nel giorno del giovedì santo e lavò i piedi ai giovani detenuti. Poi disse: “Non lasciatevi rubare la speranza”.
milanopost.info, 21 novembre 2025
Oggi, venerdì 21 novembre, alle ore 17.30, presso la libreria San Paolo di via Pattari, Pagano illustrerà le motivazioni per cui basterebbe l’applicazione coerente delle leggi per fare una “Rivoluzione normale”. A parlarne con lui: Daria Bignardi, giornalista e scrittrice; Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e Pino Cantatore, direttore generale della coop. sociale “Bee.4 Altre Menti”. Per l’autore, le leggi già esistenti applicherebbero alla pena il dettato dell’art. 27 della Costituzione (che definisce che essa deve mirare al recupero e al reinserimento del detenuto nella società), ma non vengono rispettate e applicate.
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