di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 novembre 2025
“Questo nucleo di circolari trova legittimazione in un clima di depauperamento della considerazione della condizione di privazione della libertà, dai Cpr alla Rems passando per le carceri. Il clima lascia prevalere l’atteggiamento retributivo, talvolta anche vendicativo. Questo è autentico concime per alcuni interventi che hanno preso forma”. A dirlo il professore Mario Serio, membro del Collegio del garante dei diritti delle persone private della libertà personale, intervenuto sabato al Comitato direttivo centrale dell’Anm, su invito del presidente della “Commissione diritto penitenziario”, il pm Andrea Vacca.
di Angela Stella
L’Unità, 11 novembre 2025
Fioccano le proteste per la circolare del Dap che centralizza l’autorizzazione delle attività esterne. I familiari delle vittime di mafia e terrorismo scrivono a Nordio: “Perplessità e sofferenza per le restrizioni”. “Questo nucleo di circolari trova legittimazione in un clima di depauperamento della considerazione della condizione di privazione della libertà, dai Cpr alla Rems passando per le carceri. Il clima lascia prevalere l’atteggiamento retributivo, talvolta anche vendicativo. Questo è autentico concime per alcuni interventi che hanno preso forma”.
di Annapaola Laldi
aduc.it, 11 novembre 2025
Ho appena finito di leggere Ogni carcere è un’isola di Daria Bignardi, in cui l’autrice, che dal 1997 frequenta le carceri per partecipare alle attività culturali che vi si svolgono, sostiene e sottolinea l’importanza di appoggiare i detenuti che vogliono imparare un lavoro, prendere un diploma o una laurea, oppure desiderano svolgere altre attività culturali (giornalismo, arti, teatro), perché solo in questo modo, una volta scontata la pena, queste persone potranno sottrarsi al rischio di una recidiva. Non sono solo speranze; le statistiche parlano chiaro.
di Luca Sofri
ilpost.it, 11 novembre 2025
Quattro anni fa la riforma Cartabia istituzionalizzò il percorso per favorire la mediazione tra autori e vittime di reato: ora ci sono un po’ di novità. Nelle ultime settimane ci sono stati un po’ di sviluppi sulla realizzazione di un sistema di giustizia riparativa in Italia: è un tipo di percorso previsto per chi ha compiuto un reato, complementare alla pena da scontare, che prevede di incontrare la vittima del reato o le persone a lei vicine e avviare un dialogo per superare il conflitto, trovando una forma di compensazione concreta o simbolica.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 novembre 2025
Figlio di Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura assassinato dalle Brigate Rosse nel 1980, Giovanni Bachelet è da sempre una voce limpida nel dibattito pubblico sui temi della giustizia, della memoria e del perdono. Fisico e docente universitario, già parlamentare, ha scelto di proseguire la lezione morale del padre non con parole di vendetta ma con un impegno civile fondato sulla Costituzione. Una lezione che ha ricordato pochi giorni fa, in occasione della morte di Anna Laura Braghetti, la brigatista che colpì a morte suo padre: “Invocare soluzioni facili - dice - non è solo contrario al Vangelo o all’Illuminismo, ma anche alla sicurezza dei cittadini. La giustizia non è vendetta: è civiltà”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 novembre 2025
Le toghe di Magistratura indipendente si schierano contro le iniziative comuni con i partiti e i sindacati. Alla fine passa la mediazione: nessun simbolo accanto a quelli della politica. Evitare “l’abbraccio mortale delle opposizioni”: ormai questo consiglio del Ministro Nordio all’Anm è ben saldo nella testa dei magistrati che hanno capito che un eccessivo collateralismo con la politica potrebbe svantaggiarli nella campagna referendaria contro la riforma sulla separazione delle carriere.
di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 11 novembre 2025
La legge sulla “separazione delle carriere” è nata dal timore che i pubblici ministeri abbiano sui giudici, nel processo penale, un’influenza maggiore degli avvocati difensori. In vista del referendum su questa legge è ovviamente necessario che tutti i cittadini, anche quelli privi di competenze giuridiche, siano a conoscenza di ciò su cui daranno il loro voto. Cerchiamo dunque, sommessamente, di chiarire i punti fondamentali della legge, che sono tre.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 11 novembre 2025
L’ex procuratore di Milano: “L’obiettivo è cambiare gli equilibri tra i poteri. Attenzione a rivedere la Costituzione: gli effetti si vedranno sul lungo periodo”. Che un italiano su tre non abbia ancora deciso come votare al referendum, in fondo lo considera un bene. Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore capo di Milano ed ex presidente dell’associazione nazionale magistrati, è convinto che a spiegare bene le cose, gli indecisi si convinceranno che questa riforma del governo Meloni non s’ha da fare. “Perché le riforme costituzionali vanno ponderate bene e fino in fondo. Hanno effetti di lungo periodo. Oggi con questa riforma si innesca una tendenza, che non avrà effetto immediato, ma inevitabilmente, non domani, forse non dopodomani, ma alla fine porterà al controllo del governo sui pubblici ministeri”.
di Gloria Bertasi
Corriere del Veneto, 11 novembre 2025
Claudia Brunino è la presidente dell’Anm del Veneto: “Il governo promette assunzioni nel 2027? Vediamo se ci arriviamo”. Il 27 febbraio hanno scioperato compatti e, prima, il 25 gennaio a Venezia, l’Anm (Associazione nazionale magistrati) del Veneto ha manifestato all’inaugurazione dell’anno giudiziario contro una riforma, quella della giustizia del ministro Carlo Nordio con la separazione delle carriere e le nomine del Csm a sorteggio, che, per pm e giudici, andrebbe fermata. Ora che è stata approvata in Parlamento, in vista del referendum l’Anm sosterrà il “no”. “Questa riforma non rende più efficiente il lavoro, non migliora il servizio erogato ai cittadini e non viene incontro agli interessi di coloro che hanno bisogno di giustizia”, dice Claudia Brunino, pm e presidente dell’Anm del Veneto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 11 novembre 2025
La Cassazione, ordinanza n. 29593 depositata oggi, ha chiarito che la rivisitazione della “protezione complementare” non cancella la tutela dei diritti garantiti dalla Cedu. Il “Dl Cutro”, approvato nel marzo 2023 a ridosso dell’omonima strage di migranti in mare, non impedisce di accordare allo straniero irregolare la cd “protezione complementare” in caso di un effettivo radicamento sul territorio tale da far ritenere che un uso allontanamento possa integrare una violazione del suo diritto alla vita familiare o privata. Lo ha stabilito la Prima sezione civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 29593 depositata oggi, affermando un importante principio di diritto al termine di una motivazione lunga 43 pagine.
- Palermo. La fattoria, la biblioteca e il caffè: se il carcere sa “Dare” al quartiere
- Monza. Formazione in carcere con il progetto “Seminare opportunità”
- Busto Arsizio. Una serata per parlare di reinserimento lavorativo dei detenuti
- Siracusa. “Carcere e Lavoro, gli strumenti disponili”: convegno il 12 novembre
- Venezia. Le detenute fanno da guide di una mostra sulla libertà










