palermotoday.it, 1 ottobre 2025
Mille paia di occhiali sono state donate ai detenuti degli istituti penitenziari Pagliarelli e Ucciardone di Palermo e Piazza Lanza di Catania. L’iniziativa è della Fondazione OneSight Essilor Luxottica Italia, nell’ambito del progetto “Rivedere la vita”, elaborato dalla fondazione Myra con il patrocinio dell’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali e la partecipazione delle associazioni “Un nuovo giorno” e “Koinè”.
di Sveva Scocco
lurlo.news, 1 ottobre 2025
La giornalista e scrittrice, Katya Maugeri ha scelto di occuparsi di un tema scomodo e spesso lasciato a sé stesso: il carcere. Con libri come “Liberaci dai nostri mali” e “Storie dal silenzio”, ha raccontato le vite di uomini e donne reclusi, trasformando le loro testimonianze in una lente sociologica capace di mostrare non solo la condizione dei detenuti, ma anche le fragilità della società che li giudica. Il suo lavoro nasce dall’esigenza di comprendere: “Quando entrai per la prima volta nel carcere di Augusta, durante uno spettacolo teatrale dei reclusi mi chiesi che tipo di padre potesse essere quell’uomo sul palco. Da lì è iniziata la mia ricerca: capire cosa c’è dietro una vita segnata dal reato”.
gnewsonline.it, 1 ottobre 2025
Carcere e musica, l’arte per costruirsi una nuova vita. È la storia di Alex Simbana, in arte El Simba, che dopo anni passati nel carcere minorile Beccaria è tornato per il videoclip della sua canzone rap. “Una speranza, mille sentimenti” è stato girato nel penitenziario milanese grazie al progetto “La Statale al Bekka”, il laboratorio teatrale nato dalla collaborazione tra l’Università Statale di Milano, la compagnia teatrale Puntozero e l’istituto Cesare Beccaria. “Una speranza, mille sentimenti che è stato girato dentro l’Istituto e che spero diventi spunto di riflessione per raccontare anche in altri modi il mondo carcerario”, afferma il rapper venticinquenne nato in Ecuador. “La sala del teatro del Beccaria ha una porta verso l’esterno e una verso l’interno. E’ il punto d’incontro fra “dentro” e “fuori” dove si svolgono gli spettacoli e i laboratori dove sono cresciuto artisticamente”, sottolinea El Simba.
di Lucio Caracciolo
La Repubblica, 1 ottobre 2025
Il piano di Trump per la pace in Medio Oriente era appena stato annunciato dall’autore con la sobria retorica che lo distingue e già cominciava il festival delle interpretazioni. Ognuno vi legge quel che preferisce. Normale. Ovvio che il testo, frutto di centinaia di consultazioni, revisioni ed emendamenti necessari a ottenere il via libera di Israele e della pletora di Stati arabi e islamici chiamati a rinverdire la prospettiva degli accordi di Abramo, sia assai raffazzonato. Ridotto, fra l’altro, da 21 a 20 punti con l’esclusione della promessa israeliana di non ribombardare il Qatar dopo la fallita strage del politburo di Hamas riunito il 9 settembre a Doha. Netanyahu se l’è cavata con una telefonata di scuse al leader qatarino, testimone Trump.
di Flavia Amabile
La Stampa, 1 ottobre 2025
Gravi disagi per la popolazione: voli cancellati, servizi fermi, aree del terremoto irraggiungibili, diritti a rischio. L’Onu chiede una ripresa immediata delle comunicazioni. L’Afghanistan è totalmente isolato. Dopo giorni di interruzioni parziali in diverse province, lunedì l’Emirato Islamico ha bloccato Internet e ogni comunicazione a livello nazionale. Decine di milioni di persone che vivono nel Paese non hanno più contatti con il resto del mondo, privi di accesso ai social, della possibilità di comunicare con mail, applicazioni di messaggistica e anche alcune linee fisse. L’isolamento sta creando enormi problemi. Le famiglie colpite dal terremoto del 31 agosto non possono comunicare con le organizzazioni che hanno il compito di coordinare gli aiuti. I voli internazionali per l’Afghanistan sono stati cancellati, secondo il sito web Flightradar24, che monitora il traffico aereo globale. Gli afghani non riescono a contattarsi tra loro, i sistemi bancari e di shopping online sono paralizzati e la diaspora non può più inviare le rimesse di cui alle famiglie rendendo ancora più difficile la situazione in cui vivono.
di Arzu Geybullayeva
balcanicaucaso.org, 1 ottobre 2025
A partire dal novembre 2023 in Azerbaijan sono stati arrestati una trentina di giornalisti. Da dietro le sbarre, questi hanno rivelato le pessime condizioni del sistema penitenziario, cosa prima impossibile per lo scarso accesso alle informazioni sul sistema penitenziario. Un tempo, la corruzione nelle carceri azere era quasi impossibile da denunciare per i giornalisti, poiché l’accesso alle informazioni era severamente limitato. La situazione è cambiata dopo che le autorità hanno incarcerato circa 30 giornalisti indipendenti a partire da novembre 2023. Da dietro le sbarre, questi giornalisti hanno rivelato le condizioni del sistema penitenziario: per un governo così preoccupato della propria immagine, il quadro che emerge da queste storie è tutt’altro che lusinghiero.
di Angela Stella
L’Unità, 30 settembre 2025
Resa totale sulle carceri. Nei giorni in cui i suicidi dei detenuti dietro le sbarre arrivano a sessantadue, dalla politica giunge la conferma di uno stallo completo per provare ad affrontare l’emergenza sovraffollamento e autolesionismo. Infatti, venerdì scorso, il presidente del Senato Ignazio La Russa, a margine del suo intervento al Congresso dell’Unione Camere Penali, ha dichiarato che non si è trovato un accordo tra i partiti su un provvedimento deflattivo della popolazione detentiva: “Ho affidato alla vicepresidente Rossomando” il compito “di vagliare le possibilità, ma non è riuscita a trovare un’intesa per un testo comune”.
di Ilaria Cucchi
facebook.com, 30 settembre 2025
Sono le parole dell’agente che mi ha accolto, questa mattina, al carcere di Prato. Le avevo chiesto di spiegarmi le condizioni della struttura. Senza rispondermi, mi ha risposto. Negli occhi le ho letto tristezza, frustrazione. Senso di impotenza. Sono questi i sentimenti che si respirano in un “contenitore complesso”, come l’hanno definito altri agenti. L’acqua scende dal soffitto in ogni reparto. La struttura cade a pezzi. Le celle sono piene. E di chi, se non degli ultimi della nostra società. Un detenuto su tre ha problemi con la tossicodipendenza. Le patologie psichiatriche, ugualmente, abbondano. E badate bene, non è solo Ilaria Cucchi, a dire che non possono essere curate in carcere.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 30 settembre 2025
L’Anm si oppone per sua natura alle svolte che limitano il potere dell’autorità, avvenne col codice Vassalli e il nuovo articolo 111: la storia si ripete anche oggi. Il progetto di San Giorgio, avviato con il convegno del marzo scorso da Ucpi unitamente al Centro Studi Marongiu e a qualificati esponenti dell’accademia, si pone l’ambizioso obiettivo di rifondare un processo penale accusatorio. Il percorso, in parallelo con la riforma costituzionale della separazione delle carriere, non sarà certamente semplice. Sono, infatti, di straordinaria attualità le parole pronunciate da Francesco Carrara nella prolusione pisana del 1873: “Gravissimo scoglio incontrerebbero e incontreranno tutti coloro che daranno opera ad una riforma delle nostre procedure penali, in un ostacolo che è potentissimo e soverchiante. E l’ostacolo è questo; che il codice procedurale e l’ordinamento giudiziario del 1865 sono due colonne sulle quali è edificato il trono del più effrenato arbitrio dei pubblici ufficiali.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 settembre 2025
Nazareno indebolito dagli interventi di venerdì scorso al congresso dei penalisti: stavolta sarà difficile evocare la guerra santa che animò le battaglie contro il Cav. Goffredo Bettini non è un capocorrente. Eppure ha un rilievo, nel Pd, perché è una figura del tutto autonoma al pari di poche altre: viene in mente Luciano Violante, per citarne una culturalmente assai diversa. Come Bettini, anche Enrico Morando, al congresso dei penalisti, si è espresso per il sì alla separazione delle carriere. Non si può escludere che a breve altri esponenti di spessore del mondo dem, come Stefano Ceccanti, ribadiscano pubblicamente il loro disincanto rispetto all’anatema anti-Nordio. In termini strettamente politici potrà non sconvolgere il quadro: il Pd farà comunque una campagna referendaria a testa bassa per il No alla riforma.
- Ma se quel processo resta aperto, è perché la cultura delle garanzie è al collasso
- Alaa, scambiato per scafista, esce per la prima volta dal carcere dopo 10 anni
- Prescrizione, sì al ricorso se incide sul risarcimento
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Sylla Mamadou Khadialy, morto in custodia dello Stato
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Muore in carcere, il giallo dei farmaci somministrati al 35enne










