parmadaily.it, 30 settembre 2025
È stato presentato in conferenza stampa lunedì 29 settembre, alle ore 11.00, presso la sede della Fondazione Cariparma a Palazzo Bossi Bocchi, il nuovo progetto dell’associazione Progetti & Teatro aps realizzato in collaborazione con Istituti Penitenziari di Parma - con il contributo di Comune di Parma, Fondazione Cariparma, il sostegno di Chiesi Farmaceutici, e con il patrocinio del Coordinamento Nazionale Teatro Carcere e di ANCT Associazione Nazionale Critici Teatrali, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Parma - che andrà a sviluppare e ad ampliare la proposta formativa teatrale portata avanti dagli artisti Carlo Ferrari e Franca Tragni in venti anni di attività all’interno degli Istituti Penitenziari di Parma.
di Costanza Oliva
Avvenire, 30 settembre 2025
Il Festival della Missione di Torino e Avvenire lanciano “Incontri. Strade di giustizia riparativa”, che può essere ascoltato da oggi sulle principali piattaforme di streaming. Quando la violenza spezza una vita, nessuna sentenza basta a colmare il vuoto. La giustizia riparativa nasce da qui: nel coraggio di attraversare il dolore e cercare parole che aprono invece di chiudere. È la via che prova a restituire responsabilità a chi ha ferito e voce a chi porta le ferite. Ed è il filo che tiene insieme Incontri. Strade di giustizia riparativa, il podcast in sei puntate realizzato dal Festival della Missione con Avvenire. La serie sarà presentata oggi pomeriggio nello spazio Urban Lab di Torino alle 17,30, con la vicesindaca Michela Favaro, la giudice Melania Cafiero, Antonella Baffoni, protagonista di una delle puntate, e Alessandro Galassi, co-direttore artistico del Festival della Missione.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 30 settembre 2025
Alla lunga cadiamo nel servilismo linguistico. Gli esempi più vigorosi e deleteri vengono purtroppo dalla politica, dai media, soprattutto dalla radio che è la più vicina al parlato quotidiano. A questo punto mi chiedo: perché ci meravigliamo se poi i nostri figli e nipoti pensano che ci si debba confrontare con gli insulti e la denigrazione dell’avversario, anziché affrontarlo con la ragione, le idee, la logica, il pensiero etico? Il linguaggio parlato può essere inteso come l’espressione dello stato d’animo di un particolare periodo storico? Per chi ha un rapporto di corpo a corpo col linguaggio come succede a me, la cosa è evidente. Prima osservazione: la semplificazione linguistica. Si tende a ridurre e contrarre il discorso, non per renderlo più chiaro ma per disfarsene al più presto e passare ad altro. La fretta consumistica è diventata parte delle comunicazioni cittadine.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2025
Un’ordinanza del Tribunale di Milano porta davanti alla Corte Costituzionale il sistema discriminatorio che ostacola l’accesso gratuito alle cure ai più fragili. Una recente ordinanza del Tribunale di Milano, firmata dalla dottoressa Paola Ghinoy, ha il sapore di quelle decisioni che segnano uno spartiacque nella storia del diritto. Non tanto per la sua complessità tecnica, quanto per la cruda verità che mette a nudo: nel nostro Paese esistono persone che, pur essendo regolarmente autorizzate a soggiornare, non usufruiscono dell’assistenza sanitaria gratuita. Sono gli stranieri con disabilità, titolari di permesso per “residenza elettiva”, che dal 2024 devono pagare 2mila euro l’anno per accedere al Servizio Sanitario Nazionale. La cifra non è casuale. È il risultato di una modifica legislativa che ha quintuplicato il contributo minimo richiesto, trasformando quello che era già un ostacolo in una vera e propria barriera invalicabile per chi sopravvive con una pensione di invalidità di poche migliaia di euro l’anno.
di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 30 settembre 2025
Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni pessimistiche. Il diritto è finito, morto, superato: lo si ripete da ogni parte, lo pensano in tanti. È lo spirito del tempo: pensare che non esista legge che tenga, che la forza e la violenza siano una necessità, accusare chi pensa il contrario di essere solo un’anima candida - come a dire: è la realtà, bellezza, è inutile sognare. E quindi concepirlo, il diritto, solo in senso autoritario: come se il diritto non fosse a sua volta altro che forza e violenza, come se questa fosse la sua stessa natura - intimidatoria, se non addirittura persecutoria. Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni di questo genere.
di Francesco Grignetti e Ilario Lombardo
La Stampa, 30 settembre 2025
Gli attivisti continuano verso Gaza, nonostante gli appelli, nonostante l’annuncio dell’accordo tra Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, e nonostante la minaccia sempre più concreta che un altro attacco per dissuaderli possa avvenire in queste ore, prima che si avvicinino alla zona rossa militarizzata da Israele. Il punto di contatto lungo il blocco navale imposto da Israele di fronte alla Striscia è previsto tra domani notte e giovedì. Una volta lì, può succedere di tutto. Nelle triangolazioni tra l’intelligence israeliana e gli 007 di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, emerge il timore che negli abbordaggi ci scappi il morto con effetti disastrosi. Questo è l’incubo dei servizi segreti dello Stato ebraico, rimbalzato da Bruxelles. Troppe le navi che compongono la Flotilla, una cinquantina, molte di più di tutte le altre missioni umanitarie sabotate da Israele in questi anni. In quella parola poi, “abbordaggio”, risuona tutto il terrore di rivivere la tragedia della nave Mavi Marmara, avvenuta nel 2010. Un’altra Freedom Flotilla diretta a Gaza, un altro stop israeliano inascoltato, un altro tentativo di forzare il blocco, un epilogo drammatico con dieci attivisti morti.
di Cecilia Perino
Il Domani, 30 settembre 2025
Crosetto: “Ci metto la firma se gli attivisti saranno solo arrestati”. Tajani: “Ho chiesto a Israele di garantire la sicurezza degli italiani a bordo”. La nave alpino si fermerà a 100 miglia dalla costa di Gaza. I parlamentari dem Scotto e Corrado: “Come abbiamo sempre detto, al primo alt dell’Idf ci fermiamo”. La proposta: creare un corridoio umanitario permanente. La missione umanitaria non si arresta, ma si moltiplicano gli incontri istituzionali nel tentativo di far deviare la rotta. La Global Sumud Flotilla continua a navigare in acque internazionali, ormai a poche centinaia di miglia dalle coste palestinesi. La flotta dovrebbe arrivare domani nella zona di intercettazione, ossia nella “zona critica”, e giovedì a Gaza. Per questo le prossime quarantotto ore saranno cruciali per determinare il destino della flotta.
di Marco Inghilleri
facebook.com, 30 settembre 2025
La politica estera non si misura soltanto nelle cancellerie, ma nei modi in cui viene raccontata, interpretata, metabolizzata dall’opinione pubblica. La vicenda della Flotilla lo dimostra in modo esemplare. Giorgia Meloni, anticipando possibili sviluppi tragici, costruisce una narrazione che serve a deresponsabilizzarla: se Netanyahu dovesse ordinare l’uccisione degli attivisti italiani, lei potrebbe giustificare l’assenza di una crisi diplomatica con Israele accusando le vittime stesse di imprudenza.
Il Dubbio, 30 settembre 2025
Il Procuratore generale della Libia, Sadiq al Sour, ha incontrato il nuovo capo della Polizia giudiziaria, Abdel Fattah Dabdub, per affrontare le criticità cruciali relative all’esecuzione delle sentenze e all’amministrazione degli istituti penitenziari. Al centro del colloquio si è posta la necessità di una revisione complessiva del sistema di correzione e riabilitazione, da attuare sia dal punto di vista istituzionale che del personale, in linea con gli standard nazionali e internazionali. Questa riforma sarà coordinata con il Centro di ricerca e formazione penale istituito dalla Procura generale, con l’obiettivo ultimo di rafforzare l’intera filiera della giustizia criminale.
di Vito Totire*
smips.org, 29 settembre 2025
Un giovane detenuto di 21 anni si è suicidato nel carcere di Pavia. Come ho scritto qualche giorno fa ormai le carceri non sono neanche carceri ma camere mortuarie; le scarne cronache diffuse dai media parlano di un giovane nordafricano che avrebbe manifestato “problemi psicologici” tanto da essere collocato nella sezione dei “fragili”; quanto questa collocazione sia stata effettivamente protettiva lo abbiamo visto; sorprendente che non sia ancora depositata una mozione di sfiducia in parlamento per chiedere le dimissioni del ministro Nordio.
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