di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 31 gennaio 2015
È la nona vittima tra i detenuti dall'inizio dell'anno, cinque si sarebbero tolti la vita. Rita Bernardini: "non è vero che l'emergenza è finita"
In carcere si continua a morire impiccati. Giovedì pomeriggio, gli agenti della polizia penitenziaria del carcere palermitano del Pagliarelli, hanno rinvenuto il corpo di un detenuto di 26 anni impiccato con un lenzuolo nella cella in cui era in isolamento.
Il ragazzo si chiamava Ciro Carrello ed era in attesa di giudizio. Era stato arrestato a novembre nell'ambito di una inchiesta sui favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro che coinvolse anche il marito della nipote del padrino latitante. Per lui l'accusa era di rapina, aggravata dall'avere favorito Cosa nostra. Insieme a un gruppo di complici derubò un deposito della Tnt di Campobello di Mazara di proprietà di una ditta riconducibile a Cesare Lupo, uomo d'onore fedelissimo dei boss Graviano.
Il suicidio di Ciro però non convince nessuno, e nemmeno gli inquirenti che lo avevano arrestato. Al pm Carlo Marzella, che lo ha arrestato a novembre, Carrello avrebbe cominciato a raccontare i particolari di una serie di colpi eseguiti da una banda che farebbe capo ai clan. E sembrerebbe che il ragazzo, proprio per questa sua decisione di collaborare, avrebbe ricevuto messaggi di avvertimento del tipo: "Pensa alla tua famiglia!". Come è da prassi, la magistratura ha disposto l'autopsia sul corpo del detenuto. Il sistema carcerario d'altronde è fatto su misura per poter simulare con tutta tranquillità una impiccagione.
Questo perché i suicidi oramai sono all'ordine del giorno e fino ad ora non c'è mai stata una verità processuale sulle morti sospette in carcere. Alla fine si archivia sempre tutto. Rimane comunque un giallo la morte di Ciro Carrello. E se risulterà un omicidio mascherato da suicidio, il sospetto di una talpa interna al carcere palermitano si farà sempre più concreto. Anche perché, ricordiamo, il ragazzo era in isolamento e quindi le uniche persone che possono stare in contatto con lui sono le guardie penitenziarie. E nel carcere palermitano aleggia tuttora il sospetto che alcune guardie possano essere corruttibili. Il 19 settembre scorso la procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati cinque agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Pagliarelli per la fuga - avvenuta a maggio - dell'ergastolano albanese Valentine Frokkaj, di 36 anni, di cui non si hanno più notizie.
Il reato ipotizzato è di procurata evasione. L'inchiesta è coordinata dai sostituti procuratori Daniele Paci e Caterina Malagoli. Bisogna capire se quel 7 maggio scorso la fuga dal carcere avvenne per un distrazione involontaria o per un accordo tra il detenuto e chi doveva vigilare. Il 7 maggio Frrokkaj era scappato dal Pagliarelli durante l'ora d'aria.
L'albanese, che stava scontando una condanna a vita per aver ucciso un suo connazionale nel 2007 a Brescia e non nuovo alle evasioni, aveva raggiunto il muro di cinta del penitenziario sul lato di viale Regione Siciliana e, con una corda fatta con dei lenzuoli, aveva agganciato un palo della luce e scavalcato la doppia recinzione. Poi è sparito nel nulla. Per acciuffarlo era partita una clamorosa caccia all'uomo con centinaia di agenti in strada ed elicotteri, ma non c'è stato nulla da fare.
In tutto questo - sempre nella regione Sicilia - si aggiunge anche il problema della mancata nomina del garante dei detenuti. A denunciare ciò sono stati i Radicali italiani - i quali parlano non solo di danno economico, ma anche di scarso senso civico -approfittando della recente inaugurazione dell'anno giudiziario a Catania.
"Abbiamo presentato una denuncia contro il presidente Crocetta alla Corte dei conti - aveva detto il segretario Bernardini - per danno erariale perché non solo si comporta in maniera illegale per non avere nominato il Garante dei detenuti, ma in più spende 500 mila euro l'anno per gli uffici di Catania e Palermo in cui i dipendenti si girano i pollici perché non hanno niente da fare". Poi la Bernardini aveva aggiunto: "In questi uffici addirittura, e questo è cosa gravissima, non aprono nemmeno le lettere di denuncia presentate dai detenuti. C'è un'omissione molto grave che va al di là del danno erariale".
Intanto con la morte di Ciro Carrello salgono così a 5 i detenuti che si sono tolti la vita nei primi giorni del 2015, per un totale di 9 decessi. Nove detenuti morti nel giro di 29 giorni, eppure per il ministro Orlando l'emergenza carceri è superata. Ed è sempre la segretaria radicale Rita Bernardini a smentire il guardasigilli: "Noi facciamo proprio il messaggio alle Camere dell'ex presidente della Repubblica fatto l'8 ottobre 2013 che è stato completamente ostracizzato. Il primo presidente della Cassazione Santacroce ha detto che l'emergenza carceri non è assolutamente finita e che occorre muoversi rapidamente e che non è possibile ulteriormente tergiversare. Esattamente il contrario di quello che ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo subito dopo.
Ha detto che l'emergenza era finita e che in Italia era tutto a posto. Ma c'è anche un'altra emergenza denunciata dal Presidente della Repubblica, ed è la debacle della giustizia italiana con l'irragionevole durata dei processi". E spiega: "Quest'anno è accaduto qualcosa di singolare perché non hanno fornito i dati dei procedimenti penali pendenti. Non l'ha fatto il ministro Orlando relazionando alla Camera, non lo ha fatto il primo presidente della Cassazione che ha parlato solo dell'incredibile contenzioso giacente presso la Suprema corte, ma non ci ha detto cosa succede nei tribunali".
Poi sempre la Bernardini conclude: "E adesso ecco perché è importante l'opera dei Radicali italiani! In un Paese, se non funziona la giustizia, allora non funziona nulla perché mancano le regole minime per la convivenza sociale. Abbiamo uno Stato criminale condannato in sede europea per due motivi: l'irragionevole durata dei processi e il trattamento inumano è degradante nelle carceri". Sui cinque suicidi di quest'anno, due sono avvenuti proprio nel carcere di Pagliarelli. L'ultimo è di Ciro, l'altro riguarda il detenuto Massimiliano Alessandri ritrovato morto nel giorno di Santo Stefano. Di anni ne aveva 44, e anche lui fu ritrovato impiccato con un lenzuolo.
9Colonne, 31 gennaio 2015
Questa mattina a Perugia, presso il Nuovo Complesso Penitenziario di Capanne, il Lions Club Perugia Concordia consegnerà due cuccioli di cane Labrador, Mirto e Margot, a quattro detenuti che si occuperanno della loro socializzazione. Gli istruttori cinofili della Scuola per Cani Guida Lions di Limbiate formeranno i detenuti. "Accudendo i cuccioli nella prima fase della loro vita, i detenuti si sentiranno utili per i non-vedenti di cui gli animali diventeranno successivamente guida" si legge in una nota.
Il programma Prison Puppy Raiser (Far crescere un cucciolo in prigione) si ispira al programma statunitense Leader Dogs for the Blind, lanciato nel 2002 e che interessa oggi 6 case circondariali con importanti risvolti umani e sociali "in quanto i reclusi selezionati per il programma, una volta liberi, sono meno inclini ad essere coinvolti in situazioni illegali e sono molto motivati nel loro nuovo compito di educatori/formatori, sapendo che il ruolo da loro svolto in qualità di Puppy Raiser sarà determinante per la crescita equilibrata del cane".
Askanews, 31 gennaio 2015
Il Comune di Firenze e il Centro di Giustizia Minorile stanno completando un protocollo che prevedrà la realizzazione di alcuni interventi di riqualificazione urbana in cui saranno impegnati ragazzi, generalmente con precedenti penali, seguiti dai servizi sociali, o anche detenuti. Ad annunciarlo l'assessore all'Ambiente Alessia Bettini, nel corso dell'inaugurazione del giardino verticale su una parte esterna della stazione Leopolda.
La parete vegetale è alta circa quattro metri e larga venti. A realizzarla sono stati cinque ragazzi, con precedenti penali, seguiti dal Centro di Giustizia Minorile, per il progetto InThree sviluppato da Cgm, Comune di Firenze l'istituto di formazione Apab. Rispetto a quanto già realizzato, ad esempio, con le grandi aiuole di piazza Beccaria, la riqualificazione del giardino di via Maragliano, gli interventi alla scuola La Pira e il Bugs Hotel de Le Cascine, la novità odierna è introdotta proprio dal Comune di Firenze, che si appresta a siglare un protocollo col Centro di Giustizia Minorile.
Così l'assessore all'Ambiente del Comune di Firenze, Alessia Bettini: "Stiamo perseguendo con opere come questa una triplica funzione: dare a questi ragazzi la possibilità di una riqualificazione anche professionale, una risposta importante al decoro della città perché su una parte di cemento andiamo a mettere delle piante ornamentali, nonché una risposta seppur piccola all'inquinamento atmosferico perché questi rampicanti assorbono anche le polveri sottili. È una bellal opera di riqualificazione. Questo è il primo atto di altre iniziative che faremo sempre nel quartiere della Leopolda."
Quanto al protocollo di intesa, ha aggiunto Bettini, "lo stiamo scrivendo insieme al Cgm, fa parte di altre attività come a piazza Beccaria e al giardino di via Maragliano perché crediamo in questa duplice funzione di recupero sociale e recupero ambientale." In occasione dell'evento, alla presenza di Serena Aglietti, è stato consegnato un assegno (1000 cm x 50 cm) di 1.000,00 euro da spendere, come borsa lavoro della durata di un mese e mezzo, presso l'azienda Aglietti che si prenderà a carico il ragazzo che si è distinto per capacità e impegno.
Enrica Pini, funzionario del Centro Giustizia Minorile di Firenze, competente per la Toscana e l'Umbria, ha sottolineato:: "al momento abbiamo ragazzi affidati al servizio sociale minorenni della giustizia, in altre occasioni abbiamo avuto anche detenuti dell'istituto penale di Firenze. L'obiettivo della collaborazione con Apab e ora anche col Comune di Firenze è quello di dare la possibilità ai ragazzi di un riscatto rispetto al reato, e poi dal punto di vista pedagogico si può dare loro la possibilità di far vedere comunque che attraverso l'apprendimento di una professione si può avere una posizione dignitosa all'interno della società.
Sono per lo più extracomunitari coi quali stiamo facendo un lavoro a tutto tondo per il loro inserimento della collettività. In questo progetto sono stati cinque, in altri ne abbiamo avuto dieci." All'inaugurazione erano presenti anche Anna Mendolea, direttrice dell'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, Fiorenzo Cerruto direttore dell'Istituto penale per minorenni di Firenze e alcuni cittadini dei comitati del quartiere Leopolda-Paisiello.
www.siracusanews.it, 31 gennaio 2015
È stato presentato stamane al carcere di Augusta il primo corso per pizzaiolo, a cui parteciperanno detenuti che a breve termineranno di scontare la pena. La direzione del carcere ha accolto di buon grado la proposta del Rotary club di offrire un corso di quaranta ore, tenuto da grandi maestri pizzaioli Giuseppe Paolini, Vincenzo Perez, Daniele Ucciardo e Giorgio Sortino.
Quello del rapporto con la società civile, i club service, l'associazionismo è un must della casa di reclusione che attraverso i contributi di queste realtà cerca di sopperire alla scarsità di risorse pubbliche; l'iniziativa si aggiunge quindi a quelle già avviate con l'associazione del Buon Samaritano , con l'Inner Whell di Augusta ed a quelle che in un prossimo futuro ci si auspica di poter avviare con la fondazione Siracusa È Giustizia alla quale sono stati chiesti finanziamenti per attività oltre che in favore dei detenuti, anche del personale .
Nel presentare il corso, Paolini non ha nascosto l'emozione per l'ambientazione particolare in cui si svolge e ha auspicato che i dodici detenuti allievi possano trovare lavoro uscendo nei prossimi mesi dal carcere. L'esame finale consisterà nella preparazione di una pizza per tutti e cinquecento i detenuti della casa di reclusione.
www.campanianotizie.com, 31 gennaio 2015
Due internati dell'Opg "Filippo Saporito" hanno tinteggiato le stanze aperte al pubblico della locale stazione dei Carabinieri. Il progetto, nato da un protocollo d'intesa sottoscritto tra il Comune di Aversa e l'Opg, vuole consentire di svolgere ad alcuni internati un'attività lavorativa di pubblica utilità a favore della collettività come strumento rieducativo.
Questa mattina alla 'consegna dei lavorì presso la stazione dei Carabinieri ha partecipato il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco, la direttrice della struttura penitenziaria Elisabetta Palmieri, il comandate della Polizia Penitenziaria dell'Opg Luigi Mosca, il direttore sanitario Angelo Russo e il ten. Col. Vittorio Carrara, comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Aversa.
"Con l'utilizzo di internati in lavori di pubblica utilità - ha detto il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco - abbiamo dato vita una cultura di accettazione reciproca nella quale gli interessi dei singoli e della collettività possano coesistere non solo in maniera armonica, ma diano la possibilità di una soluzione positiva ed innovativa condivisa al bisogno di giustizia espresso dalla collettività e a quella di riscatto espresso dal singolo, nell'ottica della cosiddetta giustizia riparativa".
Gli internati che sono stati impiegati in lavori di pubblica utilità all'esterno, individuati secondo presupposti per i quali sussistano le condizioni per l'ammissione alle licenze per prestare attività di pubblica utilità, hanno lavorato con gioia all'imbiancamento delle sale. Soddisfatta dell'iniziativa la direttrice dell'Opg Elisabetta Palmieri che ha sottolineato come "questo progetto si inserisce nel più ampio programma di recupero, anche terapeutico, degli internati. Recupero dal punto di vista educativo e terapeutico che consente agli internati di avere un contatto con il mondo esterno anche in vista della loro uscita dalla struttura penitenziaria".
Entusiasta del lavoro svolto anche il Ten. Col. Vittorio Carrara, comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Aversa che ha espresso "soddisfazione per quest'esperienza che ha permesso di avvalerci della capacità di persone che stanno effettuando un percorso riabilitativo, e nel contempo fare qualcosa di utile perché sono stati tinteggiati i locali della Stazione dei Carabinieri aperti al pubblico". All'ingresso della stazione dei Carabinieri, inoltre, sono stati posizionati dei lavori degli alunni del Liceo artistico Giordano di Aversa realizzati nell'ambito del bicentenario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri.
www.a-zeta.it, 31 gennaio 2015
Circa 150 studenti milanesi incontreranno mercoledì 4 febbraio i corsisti del carcere di Opera del progetto "Leggere Libera-Mente", che si occupa di biblioterapia con le persone detenute attraverso la lettura, la scrittura creativa, poetica, autobiografica e giornalistica.
Grazie all'associazione Cisproject-Leggere Libera-Mente, nell'ambito degli eventi di BookCity per le scuole organizzati dal Comune di Milano, l'incontro offrirà un'opportunità di confronto sul tema della lettura quale finestra aperta all'ascolto dell'altro, al confronto con storie diverse e uguali alla propria, che offre soluzioni nuove. In occasione dell'iniziativa sarà proiettato il film documentario "Levarsi la cispa dagli occhi", che narra la nascita e lo sviluppo di un progetto formativo e di recupero, attivato all'interno del carcere di Milano-Opera, a cui seguirà un dibattito.
"Siamo molto felici di poter discutere con i giovani il risultato del lavoro svolto a Opera con le persone detenute - dichiara Barbara Rossi di Cisproject - Leggere-Libera-Mente. In quest'ambito, la proiezione del film, dai forti contenuti emotivi, oltre che educativi, sarà importante per far capire come la lettura sia per tutti, e forse soprattutto per chi vive in una condizione di privazione della libertà, un'occasione di crescita personale e talvolta anche di riscatto, che permette di superare i propri errori per immaginare un futuro migliore. Con questa premessa il confronto con i giovani, che hanno proprio il difficile compito di costruire questo futuro, credo possa essere molto molto importante e stimolante".
Non da ultimo, il film e la possibilità di confronto tra persone libere di esprimersi, offre un'occasione importante per rivedere eventuali propri pregiudizi. Se il carcere è nell'immaginario comune il luogo del buio, del moderno "bau bau", se per la società è rassicurante pensare che "tutti i cattivi e tutto il male sia lì custodito", allora lanciare uno sguardo oltre il muro e farci i conti diventa un'importante occasione di crescita per tutti.
Chi volesse prenotarsi può scrivere a:
di Antonio Iapichino
www.sibarinet.it, 31 gennaio 2015
È stato un vero e proprio successo l'evento "Note di libertà", realizzato nella Casa circondariale di Rossano. Un susseguirsi di emozioni. Rappresentazioni teatrali, scenette, brani musicali e una serie di riflessioni. Protagonisti della manifestazione, realizzata nell'ambito di un progetto portato avanti dall'Istituto musicale "Donizetti" di Mirto Crosia, sono stati i detenuti del circuito Alta sicurezza del carcere rossanese. Sono stati lanciati input forti. Il bisogno di un comportamento più consono da parte degli uomini.
"Perdonare ed essere più altruisti. Imparare a essere più buoni per 365 giorni l'anno. La porta del Signore è sempre aperta. Siamo ancora in tempo per affidarci a Lui". I detenuti, attraverso le loro esibizioni, hanno raccontato il Santo Natale, la commemorazione dei defunti, la vita quotidiana, la Shoah.
Tanta l'emotività proveniente dalla folta e interessata platea del teatro situato all'interno del penitenziario. Non sono mancate le sorprese: Giuseppe Greco, direttore del "Donizetti", che ha avuto il compito di presentare la manifestazione, dopo la lettura di un missiva da parte di un papà detenuto al proprio figlio, ha cantato, in maniera magistrale, il noto pezzo di Mario Merola "Cent'anni".
In occasione della manifestazione sono giunti nella struttura carceraria numerosi alunni e docenti di varie scuole della città bizantina, giornalisti, sociologi, rappresentanti di associazioni, amministratori comunali. Un commento unanime: una manifestazione benfatta. Curata sotto ogni punto di vista. I detenuti, grazie al suddetto progetto, vengono preparati durante l'anno, attraverso lezioni settimanali, di circa due ore, dedicate allo studio della teoria musicale e alla pratica di uno strumento.
Un impegno costante da parte del direttore artistico del "Donizetti", Giuseppe Greco, del M° Giuseppe Fusaro (pianoforte), del M° Salvatore Mazzei, (teoria e solfeggio), e della prof.ssa Letizia Guagliardi (docente di inglese presso l'Itis di Rossano) con il supporto della dott.ssa Angela Greco (educatrice). La buona riuscita della manifestazione, arricchita dalla voce soave della giovane cantante Valentina, è dovuta alla collaborazione concreta da parte di tutti. Ognuno ha dato del suo.
Giuseppe Greco ha messo in risalto che il lavoro egregio della Polizia penitenziaria consente che progetti di questa natura possano servire per una reale rieducazione. Lo stesso Greco ha evidenziato che il direttore del penitenziario, Giuseppe Carrà si impegna affinché tutti i detenuti possano partecipare a questi lavori. Ha spiegato che è stato realizzato un marchio: "Manufatti in carcere", con la produzione, fra l'altro, di clarinetti in ceramica. Dunque, la possibilità di fare cultura, anche in una casa di detenzione. Proprio questo carcere di Rossano, anche quest'anno, sarà fra le eccellenze della Calabria a Casa Sanremo.
Il direttore della Casa circondariale, Giuseppe Carrà, ha considerato eccellente il lavoro realizzato. Ha spiegato che la manifestazione è stata preparata in 10-15 giorni (2 ore al giorno). Persone che devono scontare pene lunghe, ma che hanno lanciato messaggi forti e positivi. Il dottore Carrà, poi, ha fatto un parallelismo fra la Shoah avvenuta 70 anni addietro e i fenomeni aberranti di oggi: quella che viviamo è una "Shoah quotidiana".
Don Pino Straface, ha portato il saluto dell'Arcivescovo di Rossano, Mons. Satriano, impegnato fuori regione: "Possediamo un tesoro", ha detto il sacerdote, "si tratta della Parola di Dio. Un Padre che ha sempre le braccia aperte per accogliere i propri figli".
La professoressa Letizia Gagliardi, ha messo in risalto l'azione sinergica che si è creata con il personale interno del penitenziario. Ha spiegato che la scenografia è stata realizzata con il materiale consentito ai detenuti. Prevalentemente cartoni e carta da imballaggio. Tutto, ha detto, in un ambiente sereno.
L'assessore alla Cultura del Comune di Rossano, Stella Pizzuti, ha fatto notare l'entusiasmo e la bravura di chi si è esibito. "Ogni volta nel carcere di Rossano, ha commentato, mi arricchisco e porto con me dei ricordi impregnati di amore, entusiasmo e bravura". Ha sottolineato, inoltre, l'impegno dell'Amministrazione comunale nel sostenere lo studio universitario di alcuni detenuti.
Corriere Adriatico, 31 gennaio 2015
Continua l'impegno di Bracciaperte volontariato Pesaro all'interno degli istituti penitenziari. Domani infatti, l'associazione di volontariato donerà alla sezione femminile del carcere di Pesaro alcune attrezzature per parrucchieria, per l'allestimento di uno spazio ad hoc all'interno dell'istituto di pena, con cui la Onlus collabora da tempo.
Le attrezzature, che erano in dismissione da parte di un negozio, sono state acquisite dall'associazione che le ha revisionate ed ora sono pronte per essere consegnate al nuovo utilizzo: un circuito virtuoso reso possibile grazie alla collaborazione della ditta Mdp elettrodomestici e alla disponibilità della direzione della casa circondariale di Pesaro. Le attrezzature comprendono due caschi professionali con basamento, una postazione di lavaggio testa con relativo divano in pelle e raccordi vari per consentirne l'installazione. Grazie a questa donazione la sezione femminile potrà avere uno spazio dedicato a servizio parrucchieria, con l'auspicio che in futuro si possano ideare anche corsi di formazione per parrucchiera.
Adnkronos, 31 gennaio 2015
Nascosto nella cella avevano un cellulare. A trovarlo nel carcere di Ivrea (Torino), sono stati gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo. Il telefonino era nascosto all'interno del water della cella di due detenuti romeni in carcere per la violazione della legge sugli stupefacenti. Uno dei due stava per essere ammesso alla misura alternativa della semilibertà. Nessuna traccia per ora della scheda sim mentre da quanto accertato per ricaricare la batteria usavano dei cavi per collegare il telefonino all'alimentatore del computer regolarmente detenuto in cella. Il computer è stato ritirato al fine di verificare eventuali connessioni a internet.
A dare notizia dell'episodio è il Segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia penitenziaria) Leo Beneduci: "per l'ennesima volta - commenta - gli agenti della polizia penitenziaria hanno dimostrato le proprie capacità professionali nonostante siano costretti a lavorare in condizione disumane senza quei mezzi che invece, come dimostra l'episodio di Ivrea, vengono concessi ai detenuti".
www.agensir.it, 31 gennaio 2015
Giovani e carcere, è il percorso di formazione organizzato dalla Caritas Ambrosiana in collaborazione con il Servizio Giovani e con i cappellani delle carceri presenti sul territorio dell'arcidiocesi di Milano, che prenderà il via il 14 febbraio presso il Centro pastorale ambrosiano. Il percorso è rivolto "a tutti quei giovani (dai 18 ai 30 anni) interessati a fare una prima conoscenza della realtà carceraria.
Questa esperienza permette di visitare una delle carceri del territorio diocesano come momento di conoscenza e riflessione rispetto al mondo della detenzione". Lo scopo è quello di promuovere un pensiero alternativo sulla "sicurezza sociale", basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, attraverso lo scambio di parole e di esperienze.
Il percorso prevede un primo momento di formazione in forma laboratoriale sul tema "Pane, parola e libertà", tenuto da monsignor Pierantonio Tremolada, vicario episcopale per l'evangelizzazione e i sacramenti, unito a una rappresentazione teatrale: "Undici ore d'amore di un uomo ombra", dall'omonimo libro di Carmelo Musumeci. Ogni giovane iscritto al percorso incontrerà inoltre il cappellano del carcere presso il quale si recherà successivamente per fare visita ai detenuti, fissata per il 28 febbraio.
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