Ansa, 16 gennaio 2015
Due detenuti sono stati giustiziati nelle carceri americane dell'Oklahoma e della Florida: Charles Warner, 47 anni, è stato ucciso con un'iniezione letale alle 19,28 ora locale. Era stata giudicato colpevole dello stupro e dell'omicidio della figlia di 11 anni della sua compagna.
In Florida è stato giustiziato Johnny Kormondy, 42 anni, per l'omicidio di un padre di famiglia nel corso di un furto. La sua morte è stata pronunciata alle 20,16 ora locale. Le esecuzioni della Florida e dell'Oklahoma sono state eseguite nel giorno del ricordo di Martin Luther King, che si era a suo tempo pronunciato contro la pena capitale. Sono la seconda e la terza esecuzione dell'anno negli Stati Uniti.
Askanews, 16 gennaio 2015
Gli Stati uniti hanno trasferito quattro prigionieri di Guantanamo in Oman e un altro detenuto in Estonia. Il trasferimento è stato "approvato all'unanimità" dalle autorità competenti, ha riferito il Pentagono. I quattro uomini trasferiti verso il sultanato d'Oman sono Al Khadr Abdallah Muhammad Al Yafi, Fadel Hussein Saleh Hentif, Abd Al-Rahman Abdullah Au Shabati e Mohammed Ahmed Salam. Il quinto detenuto trasferito in Estonia è Akhmed Abdul Qadir.
Altri 28 prigionieri del carcere americano di massima sicurezza a Cuba erano già stati trasferiti nel 2014. Nel centro di detenzione militare restano ancora 122 persone.
Aki, 16 gennaio 2015
In occasione della visita del Papa, le autorità srilankesi hanno ordinato la liberazione di 612 detenuti, 575 uomini e 37 donne. Lo ha annunciato il portavoce dell'Amministrazione penitenziaria Thushara Upuldeniya, citato dal Daily Mirror di Colombo. A beneficiare della grazia presidenziale, anziani di più di 75 anni e detenuti per reati minori. La liberazione è stata salutata ieri mattina con una cerimonia presso il Welikada Prison.
Redattore Sociale, 16 gennaio 2015
In Francia cala il tasso di suicidi nelle carceri: è la cifra più bassa dal 1991. Diverse le misure messe in atto negli anni per scoraggiare e prevenire: celle di protezione d'emergenza, tessuti non resistenti per le tenute dei detenuti ma anche videosorveglianza e sostegno psicologico.
In Francia le cifre riguardo i suicidi in carcere nel 2014 sono le più basse dal 1991, con 93 casi verificatisi: questi i dati riportati da Libération. La diminuzione dei casi è dovuta ad una politica di prevenzione iniziata nel 2009, che prevedeva un rafforzamento della formazione del personale penitenziario, l'applicazione di misure di sicurezza in caso di crisi suicide, come l'utilizzo di tessuti non resistenti per gli abiti dei detenuti e le celle di protezione d'urgenza - ossia stanze prive di appigli - per prevenire l'impiccagione, la lotta contro l'isolamento e la depressione; inoltre nel 2010 è stata creata all'interno dell'amministrazione penitenziaria la Missione di prevenzione e di lotta contro il suicidio in carcere.
Tra le nuove misure di prevenzione è stata anche creata in sette istituti la figura del compagno di cella di sostegno, che beneficia di una formazione per ascoltare, intercettare ed eventualmente soccorrere i detenuti con stress psicologico. E a fine dicembre il ministero della Giustizia francese ha definito un quadro giuridico che permette alle carceri che lo volessero di installare una telecamera nelle celle di protezione d'urgenza. Un'iniziativa che ha fatto discutere e suscitato polemiche. "Abbiamo invertito una tendenza" dichiara Julien Morel d'Arleux, responsabile di una sezione dell'amministrazione giudiziaria, che ammette però che "ci sono ancora dei margini di miglioramento".
Aki, 16 gennaio 2015
Jason Rezaian, giornalista del Washington Post detenuto in Iran da quasi sei mesi, è stato rinviato a giudizio presso un Tribunale della Rivoluzione di Teheran. Lo ha annunciato il procuratore capo di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, all'agenzia ufficiale Irna.
Il procuratore non ha precisato quali siano le accuse rivolte al giornalista, ma i Tribunali della Rivoluzione si occupano in genere di reati connessi alla sicurezza. Commentando questo sviluppo, la direzione del Washington Post ha affermato di sperare che si tratti di "un passo verso il rilascio" di Rezaian. Il giornalista, che ha la doppia cittadinanza iraniana e statunitense, è stato arrestato insieme alla moglie e a due altre persone lo scorso luglio. Queste ultime due sono state rilasciate dopo poche settimane, mentre la moglie, Yeganeh Salehi, è stata rilasciata su cauzione a ottobre.
A dicembre Rezaian è stato portato per la prima volta davanti a un giudice, per l'ufficializzazione delle accuse, che non sono state rese note. In quell'occasione, gli è stata negata la libertà su cauzione. Il Tribunale della Rivoluzione a cui il caso è stato assegnato probabilmente dovrà decidere se fissare una data per la prima udienza o continuare a tenere il caso in sospeso.
"Non sappiamo ancora quali accuse le autorità iraniane abbiano rivolto al nostro corrispondente Jason Rezaian, ma speriamo che l'assegnazione del caso al Tribunale della Rivoluzione rappresenti un passo verso il suo rilascio", ha commentato Martin Baron, direttore esecutivo del Washington Post, in un comunicato.
"Questo passo dà alla magistratura iraniana l'opportunità di dimostrare la sua correttezza e indipendenza, affermando che le accuse sono infondate - ha aggiunto - Chiediamo all'Iran di rendere pubbliche le accuse, di permettere a Jason di avere un avvocato e di risolvere in modo rapido un incubo che si trascina da sei mesi".
Ieri, prima di incontrare a Ginevra il segretario di Stato Usa John Kerry, il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha spiegato di sperare che la vicenda si risolva. "Dobbiamo aspettare - ha detto - che la magistratura vada avanti, ma intanto cercheremo di assicurare tutta l'assistenza umanitaria che possiamo".
Ansa, 16 gennaio 2015
Il giovane, nonostante fosse ammanettato, ha chiamato i soccorsi e il pronto intervento è stato fondamentale perché l'ufficiale sopravvivesse. Siamo all'ufficio di polizia di Fort Lauderdale, Florida. L'agente Franklin Foulks è impegnato con le procedure nel suo ufficio contro Jamal Rutledge, un giovane detenuto, quando all'improvviso si sente male. I due sono soli nel locale, ma Jamal, pur ammanettato, subito comincia a picchiare con i pugni contro la porta per attirare l'attenzione della security e avvisare gli altri ufficiali che si trovano nei paraggi.
È il sergente Todd Bunin il primo a intervenire: si rende conto della situazione, vede Foulks steso a terra in preda a forti dolori al petto e chiama subito i soccorsi, che arrivano e trasportano il poliziotto all'ospedale di Broward. Sono i medici del centro a sottolineare che l'immediata richiesta d'aiuto di Rutledge e il pronto intervento degli ufficiali presenti sono stati fondamentali per la sopravvivenza di Foulks. E adesso Jamal è stato pubblicamente lodato: il giovane riceverà un premio per il suo comportamento. Ad assegnarglielo saranno le autorità cittadine in una cerimonia alla City Hall mercoledì 21 gennaio.
www.giustizia.it, 15 gennaio 2015
Ridurre ad un anno la durata massima delle cause civili commerciali e a meno di tre anni le altre cause di primo grado dimezzando al contempo l'arretrato e dando priorità processuale alle cause di imprese e famiglie. Sono gli obiettivi del progetto "Arretrato civile ultra-triennale - Programma Strasburgo 2.0", il piano straordinario varato dal Ministero della Giustizia per rimediare alla situazione della giustizia civile ed affiancare, sul piano organizzativo, le riforme legislative promosse dal Governo.
di Alessandro De Rossi
L'Opinione, 15 gennaio 2015
Filippo Turati, nel suo discorso sulla questione penitenziaria alla Camera dei Deputati il 18 marzo 1904 iniziava così: "Noi ci gonfiamo le gote a parlare di emenda dei colpevoli, e le nostre carceri sono fabbriche di delinquenti, o scuole di perfezionamento dei malfattori".
di Errico Novi
Il Garantista, 15 gennaio 2015
Dal capo dell'organizzazione di Via Arenula, Mario Barbuto, il metodo per smaltire le cause: "è soltanto un invito". Mario Barbuto ha un'aria soave. La sua storia ruota tutta intorno a Torino, al Tribunale di cui è stato presidente per più di 10 anni, a partire dal 2001, eppure l'esempio che gli viene meglio è ambientato nel Tavoliere: "Non so se avete presenti le complanari, quelle strade che girano attorno alle città pugliesi e vanno in parallelo alle superstrade... ecco, il programma Strasburgo 2 per lo smaltimento dell'arretrato civile è come la complanare che viaggia in parallelo alla superstrada della Grande Riforma".
www.giornalettismo.com, 15 gennaio 2015
Tra condanne sbagliate e ingiuste detenzioni il conto è salato. Lo scorso anno mille "innocenti" arrestati. 580 milioni più altri 31,8. Questo il conto che la malagiustizia ha presentato fin qui allo Stato italiano: dal 1991, ossia da quando per legge sono stati statuiti i risarcimenti, le ingiuste detenzioni e gli errori giudiziari sono costati più di 600 milioni di euro.
- Giustizia: il 41% in più di innocenti in carcere, aumentati i risarcimenti dal 2013 al 2014
- Giustizia: Cassazione; svuota-carceri, il reclamo va proposto al tribunale di sorveglianza
- Giustizia: dalle carceri arrivano buone (ma sopratutto pessime) notizie
- Giustizia: il caso delle mense carcerarie; ministro Orlando... se ci sei batti un colpo
- Giustizia: lavoro nelle carceri, i calcoli sbagliati del Governo









