di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Se uno studente volesse sperimentare in modo evidente il significato del concetto fisico di “gradiente termico” dovrebbe venire qui a Rebibbia e spostarsi dal piano terra fino al secondo e ultimo piano. Al piano terra, grazie all’umidità che viene dal suolo, il caldo estivo è ancora sopportabile, ma salendo per le scale che portano al secondo piano, la temperatura aumenta progressivamente di almeno un paio di gradi per ognuna delle quattro rampe che compongono queste scale. Per cui, quando si arriva in cima, ci sono quasi dieci gradi di temperatura in più. Se poi, come il sottoscritto, si abita nell’ultima cella del corridoio, quella esposta al sole non solo sul soffitto ma anche su due lati, “l’effetto forno” è una realtà.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2025
In Commissione, alla Camera, l’esponente di Forza Italia contro il sottosegretario di Fdi: “Paga solo lo Stato. Da Nordio solo tre azioni disciplinari”. “Non c’è correlazione tra errori e responsabilità disciplinare dei magistrati”. Uno super garantista. L’altro super giustizialista. Il primo deputato di Forza Italia. E da un paio di settimane anche vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. L’altro non solo sottosegretario alla Giustizia, ma sempre super protetto da Giorgia Meloni. L’uno di fronte all’altro, Enrico Costa e Andrea Delmastro Delle Vedove. Che alla Camera, in commissione, si scontrano a brutto muso sulla sostanza e sui numeri dell’ingiusta detenzione. Quando, cioè, un pm mette in galera un suo inquisito senza che ci siano prove ed effettiva necessità.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Il riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione non può “essere ritenuto, di per sé, indice di sussistenza di responsabilità disciplinare a carico dei magistrati che abbiano richiesto, applicato e confermato il provvedimento restrittivo risultato ingiusto”. Risponde così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, interrogato dal deputato di Forza Italia Enrico Costa e dal collega Davide Bellomo. I due parlamentari avevano chiesto conto al ministero del reale impatto del monitoraggio sui procedimenti per ingiusta detenzione, in particolare rispetto alla responsabilità per danno erariale. Che non sarebbe correlato ai soldi versati dallo Stato a chi ha subito ingiustamente una misura cautelare.
di Lorenza Pleuteri
osservatoriodiritti.it, 3 luglio 2025
Le storie di Stefano, Jonella, Ezio e gli altri. Il dossier trasmesso al Parlamento fa il punto sulle richieste di indennizzo presentate da centinaia di uomini e donne tenuti in cella e poi scagionati. La somma complessiva che grava sulle casse dello Stato sfiora i 27 milioni di euro solo per il 2024. Ogni anno centinaia di persone chiedono allo Stato di essere indennizzate perché incarcerate ingiustamente, prosciolte al termine delle indagini preliminari o assolte nei processi.
di Antonella Mariani
Avvenire, 3 luglio 2025
Due arresti e la lotta tenace per ripristinare la giustizia. E ora per la figlia del finanziere Salvatore, un presente da designer e di impegno nelle missioni all’estero. Il volto sorridente di Giulia Ligresti spunta tra rotoli di tessuti e macchine per cucire, tra manichini e pile di scampoli. Nella Sartoria sociale dove lavorano rifugiati politici, che è parte dei tanti progetti dell’associazione Realmonte, di cui è volontaria e responsabile dei progetti internazionali, racconta di sé, della sua odissea giudiziaria, dei due periodi trascorsi in carcere con l’accusa di reati finanziari, dell’assoluzione definitiva “perché il fatto non sussiste”, della sua carriera di designer e, più di tutto, dei progetti umanitari che da anni la portano in Palestina e in Afghanistan, in India e in Siria, prima come presidente della Fondazione Fondiaria Sai e poi come volontaria dell’associazione milanese Francesco Realmonte. Nel 2007, tra le altre cose, contribuì a portare in Italia un gruppo di giovani giornaliste afghane, due delle quali svolsero un tirocinio ad Avvenire.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Contro le relazioni dell’Ufficio della Cassazione il guardasigilli tira in ballo il Colle. Il Consiglio chiede la tutela dei magistrati. A sottoscrivere il documento promosso da Area anche i togati di Mi, la corrente di centrodestra. Se il ministro della Giustizia Carlo Nordio voleva “trascinare Mattarella in una polemica politica”, come sostiene il deputato di Italia viva Davide Faraone, ha ottenuto l’effetto opposto: scatenare l’opposizione e far schierare un organo di rilievo costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura (Csm).
di Alice Oliverio
Il Manifesto, 3 luglio 2025
Solo martedì verrà stabilita la data del voto. E il calendario si infittisce. Va a rilento la discussione al Senato sulla riforma della giustizia: era cominciata ieri mattina dopo l’approvazione dei primi due articoli (su otto) e riprenderà stamattina dallo stesso identico punto. Il canguro - l’accorpamento degli emendamenti simili - ha funzionato fino a un certo punto e dunque l’aula, una dopo l’altra, sta votando le 1.300 modifiche proposte dalle opposizioni. La situazione non si scioglierà prima di martedì prossimo, quando è prevista una conferenza dei capigruppo che, tra le altre cose, avrà il compito di fissare un termine per il voto finale. “Per ora si va avanti senza forzature.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 luglio 2025
Nessun contingentamento dei tempi fino a martedì. Slitta dopo l’estate il secondo voto alla Camera. Un parziale disgelo tra le forze politiche è arrivato ieri sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Infatti per il momento non ci sarà alcuna compressione dell’esame nell’Aula del Senato: la discussione sugli emendamenti è proseguita ieri con l’utilizzo del “canguro” per tagliare il voto sugli emendamenti, ma senza contingentamento dei tempi. Questo andrà avanti almeno fino a martedì prossimo, quando alle 13 ci sarà una nuova conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che deciderà il calendario dei lavori e l’eventuale accorciamento dei tempi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 luglio 2025
La nota del magistrato che dirige l’ufficio inquirente di Pavia: nessuna violazione del segreto. Il ministro esclude irregolarità. Il processo mediatico sull’inchiesta Garlasco bis? Tutta colpa degli avvocati e dei giornalisti. A sostenerlo il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, attraverso una relazione messa a disposizione del ministro della Giustizia Carlo Nordio per rispondere ad una interrogazione parlamentare del capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia della Camera, Tommaso Calderone.
di Lorenza Pleuteri
giustiziami.it, 3 luglio 2025
La foto segnaletica con lei di fronte e di profilo, i dati personali, l’ultimo domicilio conosciuto, una sintesi dei fatti, l’attribuzione certa di un reato. Mancano solo la scritta wanted e la taglia. Nel far west di Facebook e di Instagram sta girando un appello indirizzato a iscritti e simpatizzanti. Un gruppo che si chiama “poliziottinoi”, pieno di immagini di persone con le divise dello Stato, ha pubblicato una sorta di avviso di ricerca della donna ritenuta responsabile di aver provocato l’incidente stradale costato la vita all’allievo vice ispettore Enzo Spagnuolo.
- “Ci sono oltre 90 processi aperti per le nostre azioni, rischiamo anni di carcere”
- Detenzione domiciliare al padre per cura dei figli se la moglie non può sacrificare la professione
- Continuazione tra i reati, no alla pena base del più grave se è inferiore agli altri
- Mandato d’arresto Ue, no alla consegna se mette a rischio la salute mentale del condannato
- Espulsa nonostante la richiesta d’asilo, la Cassazione censura Questore e Giudice di pace










