di Alessandro Orlando*
L’Unità, 14 giugno 2025
Da quasi quattro decadi a questa parte, lo sviluppo e la potenza del modello mercantile competitivo si sono ormai incrementati indefinitamente, non soltanto in campo economico, ma anche nei settori sociali e della politica. La lenta ma inesorabile decostruzione del cittadino come “soggetto cooperativo” (attore sociale consapevole dei propri diritti e doveri, homo iuridicus) e la sua trasformazione in “individuo competitivo” (atomo produttore e consumatore, homo oeconomicus) ha accompagnato contestualmente la decostruzione dei soggetti pubblici, in particolar modo dello Stato come titolare di compiti “sociali” ed erogatore di “servizi”, restringendo, se non comprimendo del tutto, il principio di eguaglianza sostanziale, cardine e fondamento delle Costituzioni del dopoguerra, in particolare di quella italiana.
di Pietro Perone
L’Unità, 14 giugno 2025
Della sua morte non si smetterà di parlare, ma un po’ del suo coraggio ha contagiato chi resta? Nel suo caso la risposta è no. Negli stessi luoghi dove Giancarlo ha indagato al costo della vita, i mandanti del suo omicidio continuano a regnare. Per gentile concessione dell’autore e dell’editore, pubblichiamo qui di seguito ampi stralci del sedicesimo capitolo di “Giancarlo Siani. Terra nemica”, nuovo libro inchiesta edito da San Paolo che Pietro Perone, caporedattore centrale del Mattino, ha dedicato alla vicenda del giornalista scomodo, assassinato dalla camorra il 23 settembre del 1985 all’età di 26 anni.
di Mario Agostinelli
Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2025
Quel 13 giugno 2011, segnato da una grande mobilitazione, diede un avviso chiaro sui beni comuni. Oggi Meloni-Pichetto Fratin parlano un giorno sì ed uno no di ritorno del nucleare. Mi colpisce come dallo schieramento governativo si assuma l’esito dei referendum appena svolti come una definitiva sconfitta dei quesiti posti ed una conferma della loro inattualità solo perché sancita non da un dibattito franco sui contenuti, ma dalla indebita pressione esercitata per disertare le urne. Una prova - quest’ultima - più di debolezza che di capacità di stare in un confronto in campo aperto che segni una strategia su lavoro e cittadinanza come la Cgil ha proposto in auspicabile discontinuità con tutta la politica per i prossimi anni.
di Enrico Giovannini
Avvenire, 14 giugno 2025
Sempre più evidenze scientifiche documentano il crescente impatto dei cambiamenti climatici in atto sul nostro organismo e sulla sicurezza alimentare. E impongono scelte coraggiose. Ammetto di essere un po’ sotto choc, pur occupandomi di questi temi da tempo. Infatti, questa settimana, nel corso della prima riunione della Commissione internazionale costituita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Who) sul tema “Clima e salute” abbiamo ascoltato alcuni dei massimi esperti di cambiamento climatico e del suo impatto sulla salute umana, che hanno dipinto una situazione a tinte fosche, specialmente per il nostro continente.
Il Manifesto, 14 giugno 2025
La detenzione amministrativa presenta enormi criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso il diritto alla salute. La stessa World Health Organization (Who) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena e psicopatogena. Sempre maggiori evidenze descrivono i Cpr come contesti di degrado igienico-sanitario, sofferenza fisica e mentale ed abbandono sociale, caratterizzati da un continuum di violenza auto- ed etero-inflitta sui corpi delle persone recluse. Le stesse evidenze, a distanza di 25 anni dalla loro istituzione, confermano che questi luoghi sistematicamente, da sempre, dovunque e a prescindere dal singolo gestore, sono profondamente patogeni e mettono a rischio la salute e la vita delle persone che vi vengono detenute.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 giugno 2025
Immigrazione Si allarga il fronte contro la Corte di Strasburgo. “Dobbiamo creare la base giuridica affinché la Corte possa giudicare in modo diverso”. Il fronte contro la Corte europea dei diritti dell’uomo si allarga ogni giorno: ieri lo ha raggiunto il Commissario Ue per gli Affari interni Magnus Brunner, che ha lanciato il suo affondo durante il consiglio dei ministri dell’Interno Ue. Agli Stati e ora anche alle istituzioni comunitarie non piacciono le sentenze sui cittadini stranieri, ritenute troppo garantiste. A torto perché la Corte da tempo adotta orientamenti restrittivi sui diritti fondamentali dei migranti, come mostra anche la decisione che giovedì scorso ha escluso responsabilità italiane nei respingimenti subappaltati alle milizie libiche. Ma è troppo poco in una Ue in mano alle destre, estreme o moderate (a cui liberali e centro-sinistra si accodano volentieri).
di Raffaella Romagnolo
La Stampa, 14 giugno 2025
La prima cosa che ho pensato ieri mattina al risveglio, la reazione immediata del mio cervello quando, dal Medio Oriente, è arrivata sullo schermo del mio smartphone appena acceso la notizia di una nuova guerra, è stata: “Ovvio”. Intendiamoci: so poco di queste faccende, giusto quel che conosce una cittadina minimamente informata circa quanto che sta accadendo nel pezzo di mondo dove vive. So che Israele e Iran stanno su fronti contrapposti, hanno cioè interessi in conflitto. Che Iran e Hamas sono vicini. Che gli Stati Uniti c’entrano. Che l’Iran è sotto sanzioni. Che esiste una vicenda annosa, serissima, paurosissima, che ha a che fare con le armi nucleari. Che ci sono stati altri scontri lo scorso anno, l’eliminazione di un importante capo militare, il lancio di missili e droni. Ma non credo sia solo per questo sapere minimo che, appena sveglia e un po’ intontita come sempre prima del caffè, all’annuncio della nuova guerra ho pensato: “Ovvio”. Poi ho accantonato la questione, dato da mangiare ai gatti, lavato la faccia, fatto colazione e le solite cose di casa. Quindi mi sono messa al tavolo, ho acceso il computer, e solo a quel punto, a mente lucida, sono tornata sulla notizia e mi sono chiesta: “Ma ovvio cosa? La guerra?”.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 14 giugno 2025
Il leader israeliano, che ha ordinato l’attacco all’Iran nelle scorse ore, segue la linea di Begin: niente armi distruttive ai nemici. Il principio è chiaro: “Chi è più forte, sopravvive”. La “dottrina Begin” decolla il pomeriggio del 7 giugno di 44 anni fa, quando 14 jet volano verso la periferia di Bagdad e demoliscono il reattore nucleare voluto dal dittatore Saddam Hussein. Prende il nome dal politico combattente che per primo porta la destra al potere in Israele e per primo firma la pace con un Paese arabo, l’Egitto. La dottrina stabilisce che la nazione non permetterà a nessuno tra i nemici (i tanti in Medio Oriente) di ottenere armi per la distruzione di massa. Stabilisce, soprattutto, che lo Stato ebraico “agirà da solo”, senza aspettare il soccorso degli alleati, “quando l’esistenza del suo popolo è in pericolo”.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 13 giugno 2025
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, nella sua riflessione durante il convegno Diritto e Clemenza: che fare per il carcere? che si è tenuto mercoledì scorso presso la Biblioteca del Senato, ha citato le parole di Giacomo Spinelli, compagno di cella di Emanuele De Maria - suicidatosi a Milano subito dopo aver commesso il femminicidio di Chamila Wijesuriya e il ferimento di Hani Fouad Abdelghaffar Nasra. “La verità - scrive Spinelli sul manifesto - è che bisogna fare di più, non di meno, creare più normalità e curare; non chiudere e voltare la testa dall’altra parte. Emanuele andava verso il traguardo, poi qualcosa si è inceppato, qualcosa è andato storto, nessuno di noi è del tutto innocente per quello che è successo e sarebbe ora di capire che la salute mentale viene prima di ogni cosa, prima che altri uomini ed altre donne vengano uccise, o si uccidano da soli”.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 13 giugno 2025
Bongiorno: “Servono nuovi penitenziari”. Il Pd: occorrono fatti, non parole che illudono i detenuti. L’apertura di Ignazio La Russa sul sovraffollamento del le carceri italiane non trova grande seguito nella maggioranza e non illude le opposizioni. Il presidente del Senato, intervistato da questo giornale, ha rilanciato la necessità di una riflessione in Parlamento e dentro al centrodestra sull’obiettivo di “assicurare una condizione di vita civile ai detenuti”, perché “l’esigenza di alleggerire le carceri c’è”. Nessuna ipotesi di amnistia o indulto, ma il riferimento alla proposta di Roberto Giachetti di Italia viva sulla “liberazione anticipata speciale”, cioè aumentare la premialità per la buona condotta e garantire così una riduzione della pena più cospicua.
- Zanettin (FI): “Liberazione anticipata? Il centrodestra faccia una sua proposta”
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- Abbiamo tolto ai detenuti italiani anche il diritto a coltivare la speranza
- Quei “nonni” che vivono sepolti dietro le sbarre: il caso di Antonio Russo
- “Riportatemi in carcere, così almeno mi si spengono le voci”










