di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 13 giugno 2025
Mentre gli uffici giudiziari sono in sofferenza e l’arretrato minaccia gli obiettivi del Pnrr l’ultima nomina riguarda una giudice in servizio alla Corte d’appello di Napoli. Ancora magistrati collocati fuori ruolo. A un ritmo ormai divenuto incessante, il Consiglio superiore della magistratura anche questa settimana ha disposto il collocamento fuori ruolo di una toga. Si tratta della giudice napoletana Allegra Migliorini, attualmente in servizio presso la Corte d’appello del capoluogo campano. La giudice nelle prossime settimane andrà a ricoprire l’incarico di direttore dell’Ufficio I della Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria del Dipartimento per gli affari di giustizia (Dag) di via Arenula.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 giugno 2025
Il pm di Torino Paolo Toso durante la requisitoria finale di un processo definisce “preoccupante” la riforma in discussione in Parlamento. Una palese esondazione nel campo della politica. Per Nordio e Csm tutto normale? Pur di contrastare la riforma della separazione delle carriere ora i magistrati usano persino le requisitorie. Ha dell’incredibile quanto avvenuto mercoledì al tribunale di Torino, durante il processo a carico di due agenti di polizia accusati di arresto illegale. Durante la requisitoria, il pubblico ministero Paolo Toso ha chiesto la condanna per i due imputati e poi ha attaccato la riforma costituzionale in esame al Parlamento: “Questo è un caso che rende preoccupante il progetto di separazione delle carriere dei magistrati. È stata l’autonomia del giudizio a permetterci di operare un vaglio critico degli elementi che ci sono stati forniti”, ha detto Toso. Una palese esondazione nel campo della politica, alla faccia del principio di separazione dei poteri e dei doveri di equilibrio e riserbo in capo ai magistrati.
di Vincenzo Scalia*
L’Unità, 13 giugno 2025
La liberazione di Giovanni Brusca, esponente di spicco di Cosa Nostra, reo confesso della strage di Capaci e della morte del magistrato Rocco Chinnici, oltre che dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, avvenuta il 5 giugno scorso, ha conquistato la ribalta mediatica. I soliti fautori del carcere come misura regolatrice dei conflitti sociali, hanno utilizzato la liberazione di Brusca per attizzare quella parte dell’opinione pubblica che ritiene troppo lassista il sistema penale italiano. In realtà, la liberazione di Giovanni Brusca, parla di noi, delle paure contemporanee regolate attraverso la domanda di sicurezza e la produzione di outputs repressivi da parte degli attori politici, oltre a evidenziare le contraddizioni del sistema penale. In particolare, sono tre gli aspetti che vale la pena di sottolineare.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 giugno 2025
Intervista a Raffaele Sollecito, che dice: “Servirebbe una maggiore attenzione prima di innamorarsi di una tesi accusatoria che poi si potrebbe rivelare fallace ma intanto avrebbe prodotto degli effetti devastanti sull’innocente”. Raffaele Sollecito sa bene cosa sia un processo mediatico violento e una ingiusta detenzione. Quattro anni di carcerazione preventiva, sei mesi in isolamento, dipinto come uno mostro sulla stampa. Ma era innocente. Non aveva ucciso lui Meredith Kercher nel 2007. Chi meglio di lui può affrontare le questioni di questa intervista?
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 13 giugno 2025
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sul decesso del detenuto: il malore improvviso, ma anche eventuali negligenze o circostanze esterne che possano aver influito sul tragico epilogo. Interviene il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso del detenuto napoletano, Ciro Pettirosso, trovato morto nel carcere di Avellino. Il guardasigilli ha risposto all’interrogazione del parlamentare Aboubakar Soumahoro. È stata “acquisita, tramite il Dipartimento degli Affari di Giustizia, la relazione dell’autorità giudiziaria competente, trasmessa con nota del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Avellino”, precisa Nordio. Il 36enne fu rinvenuto senza vita nella sua cella lo scorso 7 febbraio. “Le cause del decesso del detenuto sono in corso di accertamento”, sottolinea Nordio.
di Marina Lomunno
vocetempo.it, 13 giugno 2025
Martedì 10 giugno a Palazzo Barolo un convegno promosso dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, legata alla diocesi torinese, ha affrontato il tema “Tras-Formare la Pena, formazione per la rieducazione e il reinserimento lavorativo”. La testimonianza di un ex detenuto avviato al lavoro. Atef, 48 anni tunisino, è un esempio di come la formazione professionale sia indispensabile per la rieducazione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Atef, avviato al lavoro in un’impresa di pulizie, grazie ad un corso di formazione professionale erogato dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri nella Casa Circondariale di Biella, ha raccontato la sua storia di “ritorno” alla vita (ora è assunto con contratto a tempo indeterminato) martedì 10 giugno a Palazzo Barolo, durante il convegno promosso dalla Fondazione, ente di formazione professionale legato alla Diocesi di Torino, sul tema “Tras Formare la Pena, formazione per la rieducazione e il reinserimento lavorativo”.
di Aurelio Biassoni
lombardiaquotidiano.com, 13 giugno 2025
Iniziativa promossa dal Difensore regionale che riveste anche il ruolo di Garante dei detenuti, insieme al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Una iniziativa per evidenziare e promuovere il lavoro delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria sia all’interno degli istituti penitenziari sia all’esterno, con particolare attenzione alle possibili sinergie tra il mondo carcerario, imprese e terzo settore, in un’ottica di inclusione, responsabilità sociale e prevenzione della recidiva.
cataniatoday.it, 13 giugno 2025
La collaborazione si concentra su individui selezionati dalle direzioni carcerarie, valutati come pienamente riabilitati e in linea con i requisiti indicati dalle aziende. Confindustria Catania ha deciso di supportare la Fondazione Seconda Chance, organizzazione nata nel 2022 per promuovere opportunità lavorative per detenuti ed ex detenuti. L’obiettivo è duplice: fornire alle aziende strumenti concreti per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone che, dopo aver scontato una pena, sono pronte a ripartire, e sensibilizzare gli imprenditori sui benefici previsti dalla Legge Smuraglia, che offre incentivi economici e fiscali per le aziende che assumono queste persone.
di Serena Curci e Carlo Coi
The Post Internazionale, 13 giugno 2025
Il contrabbando di sigarette. Lo spaccio di droga. Poi la galera e la redenzione. Oggi Gennaro Speria, noto a Rozzano come “Genny Lo Zio”, è l’anima di Area 51, onlus in cui ex detenuti aiutano gli indigenti del quartiere. “Questo è Area 51 per me: un passato di errori e un futuro per riscattarsi”. Così Gennaro Speria, conosciuto a Rozzano come “Genny Lo Zio”, racconta la storia della sua associazione, nata nel 2016 con l’obiettivo di supportare gli abitanti del quartiere dell’hinterland milanese. Ogni giorno centinaia di persone si recano nella sua struttura per ottenere forniture alimentari e beni di prima necessità che sono offerti da associazioni e volontari presenti sul territorio: molti cittadini in coda sono i cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero lavoratori precari, disoccupati o immigrati messi in ginocchio dalla crisi economica acutizzata dalla pandemia di Covid-19.
viveremarche.it, 13 giugno 2025
L’impegno di collaborazione tra il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Territoriale Emilia-Romagna e Marche, formalizzato con il Protocollo d’Intesa firmato congiuntamente l’1 aprile scorso, trova già una prima concreta attuazione nell’attivazione di un laboratorio presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Bologna. Nel laboratorio alcune detenute saranno incaricate di togliere il marchio contraffatto da 15 mila paia di scarpe sportive sequestrate dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli - Ufficio Adm Marche 1 sede di Ancona. Parte delle scarpe saranno quindi distribuite tra la popolazione detenuta degli Istituti penitenziari del distretto Emilia-Romagna e Marche.
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