di Silvia M.C. Senette
Corriere dell’Alto Adige, 3 luglio 2022
Lo Stabile di Bolzano e il progetto Art of Freedom. Il Teatro Stabile di Bolzano è entrato in carcere con la compagnia Stivalaccio Teatro e gli attori Marco Brinzi e Caterina Simonelli. Lunedì, martedì e mercoledì Marco Zoppello e Michele Mori hanno coinvolto i detenuti in un workshop sulle basi della pratica teatrale partendo dall’uso del corpo e della voce per poi sondare la relazione con l’ambiente, l’espressività e la recitazione. Un’esperienza che si è conclusa con la messa in scena, negli spazi della cappella interna al carcere, di due spettacoli: Aspettando Risciò e Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 3 luglio 2022
Ieri l’anteprima nella Casa di Reclusione di Bollate. Verrà poi trasmesso su Discovery. È la storia di 4 carcerati che ritrovano la retta via grazie al progetto Cisco per l’istruzione informatica. Tutti blindati, smartphone sequestrati, silenzio stampa obbligato fino a fine incontro. La ministra Cartabia è in visita alla casa circondariale di Bollate: sono misure precauzionali che non riguardano lei, ma regole di quando si entra in un carcere.
di Elsa Fornero
La Stampa, 3 luglio 2022
C’era un tempo, nella seconda metà degli Anni Settanta, in cui quando, nel corso di macroeconomia, si arrivava a parlare di inflazione, gli studenti seguivano affascinati ed eri certa che ne avrebbero discusso la sera, a cena in famiglia. L’inflazione era allora esperienza comune di perdita di potere d’acquisto dei salari, dei rendimenti, e spesso anche del valore, dei “titoli” posseduti; dei profitti delle imprese più esposte alla concorrenza. Un’esperienza amara per la maggior parte delle famiglie a reddito fisso, occupate nel settore privato e con qualche risparmio e vissuta con difficoltà dalle imprese maggiormente esposte alla concorrenza estera. Il settore pubblico la guardava con minore preoccupazione, perché era più facile ai pubblici dipendenti chiedere, e agli enti pubblici concedere, aumenti compensativi dell’inflazione, finanziabili con tassazione o con debito. Era, infine, vantaggiosa per gli “sceicchi” e le “sette sorelle” del petrolio perché tutto aveva il suo centro nell’aumento dei prezzi dell’oro nero. Nell’ottobre 1973, a seguito della guerra tra Israele e i Paesi arabi, il prezzo del petrolio quadruplicò in poche settimane; con la rivoluzione iraniana del 1979, ebbe un nuovo balzo.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 luglio 2022
Detenzione amministrativa. Le visite dei parlamentari Nugnes, Sarli, Suriano e De Falco. Acqua non potabile, caldo soffocante, zero socialità, ma psicofarmaci.
di Adriana Police
Il Manifesto, 3 luglio 2022
La battaglia in Parlamento. Lega e FdI schierati contro, resistenze da Forza Italia. Monsignor Perego: “Ne parliamo da almeno 15 anni, la norma viene letta con parametri ideologici che non guardando alla realtà”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 3 luglio 2022
Dati alla mano i giovanissimi non italiani non delinquono più degli altri. Huffpost ne parla con Scandurra (Antigone), Ferri (ActionAid) e Tartaglione (Arimo).
di Rita Rapisardi
L’Espresso, 3 luglio 2022
Durante la discussione della legge per la legalizzazione e depenalizzazione della droga leggera (poi posticipata a metà luglio), meloniani e leghisti hanno usato il solito copione di allarmismi e balle smentite da anni. Ricostruiamole una a una.
di Emiliano Manfredonia*
Il Manifesto, 3 luglio 2022
Pace e guerra. Se qualche anno fa Emmanuel Macron constatava la “morte cerebrale” della Nato, ora, come effetto immediato dell’aggressione russa all’Ucraina, l’Alleanza atlantica riprende vita, accetta l’ingresso di nuovi soci un tempo neutrali e, soprattutto, ridefinisce i suoi modelli strategici aumentando il dislocamento di personale militare e di armi.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 3 luglio 2022
Le accuse dei superstiti. Sull’autobus che li portava ad Agadir, alcuni sono morti durante il viaggio. “La polizia marocchina ci ha portati ad Agadir in autobus. Eravamo feriti, ma non gli importava. Alcune persone sono morte durante il viaggio. Ci hanno abbandonati senza vestiti né cibo”. Lo racconta a El Español Yousef, un ragazzo sudanese che il 24 giugno ha partecipato al tentativo di penetrare a Melilla che si è saldato con la morte di 37 migranti.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 3 luglio 2022
L’impasse politica e gli scontri tra milizie bloccano la produzione di gas e petrolio. Un gruppo di manifestanti ha assaltato e dato fuoco alla sede distaccata del ministero delle Finanze di Sebah, a Misurata i cittadini hanno assaltato la sede del consiglio Municipale, a Tripoli i gruppi armati fedeli al governo hanno sciolto le manifestazioni colpendo la gente con colpi di arma da fuoco, a Sirte invece la gente è scesa in piazza con le bandiere verdi, quelle gheddafiane. A qualche centinaio di chilometri, a Bengasi, nell’est del Paese, sono state date alle fiamme le immagini di suo figlio Saif al Islam Gheddafi. Da ultimo venerdì gruppi di manifestanti hanno preso d’assalto e incendiato la sede del parlamento della Cirenaica a Tobruk.
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