di Giorgio Spangher*
Il Dubbio, 2 giugno 2025
Il passaggio da un modello processuale a un altro implica inevitabilmente, al di là di altre variabili minori, una ridistribuzione del potere processuale. Per convincersi di questo fatto, basti pensare dove si collocava il pubblico ministero nel sistema inquisitorio: a fianco al giudice. Addirittura nel processo pretorile, la figura del giudice accorpava dentro in sé la figura del pubblico ministero. In dibattimento si era costretti a fare una specie di fictio per cui c’era l’avvocato che faceva le sue conclusioni e poi tanto il pretore decideva. Oggi l’Aula di udienza rappresenta la nuova distribuzione del potere processuale, come previsto dalla disposizione di attuazione del Cpp (art. 143), almeno nella fase dibattimentale, nella quale sostanzialmente si forma la prova durante la cross examination. Quindi il passaggio da un sistema inquisitorio a un sistema accusatorio ha toccato i poteri: quelli del giudice, del pm e ha ampliato le garanzie difensive.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 giugno 2025
Se si volesse davvero misurare lo stato di salute della giustizia in Italia bisognerebbe guardare gli ostacoli che incontrano gli avvocati nel fare il proprio lavoro. E pensare all’insegnamento di Piero Calamandrei: “Dove si scredita l’avvocatura, colpita per prima è la dignità dei magistrati, e resa assai più difficile ed angosciosa la loro missione di giustizia”. Il caso che ha coinvolto Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, la madre condannata all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di soli 18 mesi, è solo uno dei tanti cortocircuiti giudiziari che impattano sul diritto di difesa. Secondo il pm Francesco De Tommasi, quello ordito da Pontenani e altre cinque persone sarebbe stato in “piano precostituito” per indurre la giustizia a credere che Pifferi fosse affetta da un grave deficit mentale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 giugno 2025
Da Roma a Crotone, passando per Milano, sempre più frequenti i casi in cui gli avvocati vengono interrotti in udienza. “L’invadenza del giudice è certo la prima ragione della fisionomia anomala che l’esame condotto dalle parti assume nella prassi italiana” scriveva il professore avvocato Ennio Amodio nella sua presentazione al libro di Francis Wellmann “L’Arte della cross examination”, a cura di Giuseppe Frigo (Giuffrè, Milano, 2009). Si tratta di un tema a cui abbiamo dedicato negli anni molta attenzione. “Difesa interrotta”: è sotto questa espressione, infatti, che abbiamo raccolto le tante segnalazioni arrivate dagli avvocati su esami e controesami indebitamente interrotti dai giudici.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 2 giugno 2025
Un protocollo per promuovere l’inclusione sociale e migliorare l’accesso ai servizi previdenziali e assistenziali per le persone detenute nelle strutture penitenziarie delle Marche. È stato siglato giovedì negli uffici regionali dell’Inps, ad Ancona. A sottoscrivere l’accordo c’erano più parti: Emanuela Zambataro, direttrice Inps Marche, Silvio Di Gregorio, provveditore interregionale dell’Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna-Marche, Ernesto Napolillo, direttore generale Detenuti e Trattamento Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Simone Breccia, direttore Caritas Ancona-Osimo e Giorgio Magnanelli della Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia.
trevisotoday.it, 2 giugno 2025
I ragazzi sono entrati in Casa circondariale, dove hanno potuto confrontarsi con i detenuti che frequentano la scuola in carcere. Dopo il dialogo e la conoscenza reciproca, i giovani del Pio X hanno anche tenuto una lezione in inglese incentrata sulla simulazione di un colloquio di lavoro. Anche quest’anno, il Collegio vescovile Pio X rinnova il progetto di consapevolezza e incontro con le persone detenute nella casa circondariale di Treviso.
primamonza.it, 2 giugno 2025
Un nuovo progetto, “Free for music”, attivato al Sanquirico per permettere ai detenuti di produrre canzoni. Il riscatto di Piffer dopo il “licenziamento”. D’ora in poi la musica si produrrà anche in carcere: un’etichetta discografica entrerà al Sanquirico di Monza. Dopo le polemiche per il suo “licenziamento” dalla Cooperativa per cui lavorava per il reinserimento dei detenuti per via del taglio di risorse, il consigliere di Civicamente Paolo Piffer non si è arreso e ha lanciato un nuovo progetto legato al Sanquirico che già promette di fare scuola.
di Marco D’Errico
Il Resto del Carlino, 2 giugno 2025
Occhi lucidi, tra il pubblico, quando si è chiuso il sipario, per quelle parole di ringraziamento pronunciate dai detenuti. Parole di riconoscenza, per quella dignità di persone che dietro le sbarre vale oro. Applausi e strette di mano, per uno spettacolo riuscitissimo, che ha divertito e stupito, per la bravura degli attori. Attori e attrici, meglio dire, perché al fianco dei ristretti c’erano anche tre studentesse dell’Istituto Donati, classe quarta dell’indirizzo tecnico. “Una preziosa osmosi tra scuola e carcere - ha sottolineato la prof. Alessandra Di Giuseppe, dirigente scolastica del Donati - frutto di un percorso di educazione alla legalità realizzato grazie alla passione e all’impegno delle persone coinvolte”. Ma torniamo all’inizio.
di Raffaella Romagnolo
La Stampa, 2 giugno 2025
Che uomini, che donne saranno i bambini di Gaza? Il ragazzino denutrito ritratto qualche giorno fa sul giornale, i polsi, le gambe, la cassa toracica oscenamente ossuti. Che ne sarà della bambina che in un breve video ho visto aggirarsi in controluce tra fiamme e macerie, sola, irrimediabilmente sola. Trenta secondi di strazio. Che vita avranno i bambini che sopravvivranno a questa guerra? Penso ai vivi, auspicabilmente vivi. Ma pensare ai vivi significa onorare i morti, perché pietà e civiltà cominciano proprio dal seppellire i propri cari. Non lo dice solo il poeta, ma il nostro vivere quotidiano fatto di riti come accompagnare chi abbiamo amato e non c’è più. Prima i morti, quindi.
di David Allegranti
La Nazione, 1 giugno 2025
Il nuovo capo del Dap, Stefano de Michele, è un magistrato scelto dal governo. Il filosofo del diritto Emilio Santoro: “Si vedrà quanto si considererà un tecnico indipendente e quanto un esecutore di direttive ministeriali”. Nel Consiglio dei ministri del 26 maggio 2025 sono stati nominati il capo dipartimento per gli Affari di giustizia, il capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e il capo dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi. Rispettivamente i tre ruoli sono stati attribuiti ad Antonia Giammaria, Stefano Carmine De Michele e Lina Di Domenico, quest’ultima molto vicina al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 1 giugno 2025
Daniela Ursino: il carcere da periferia assoluta a incredibile fucina di esperienze. Una donna bruna e sorridente si affaccia da dietro un’enorme giara di cartapesta collocata al centro del palcoscenico del Piccolo Shakespeare, il teatro della casa circondariale di Messina. È il 2019 e Daniela Ursino è alle prove di una riduzione dell’opera pirandelliana in cui recitano detenuti-attori. La foto, una delle prime a raccontare alla stampa la storia di Daniela e delle sue tante “imprese”, la dice lunga sull’idea “immersiva” di teatro in carcere di questa messinese dalla doppia vocazione professionale, di operatrice sociale e interior designer.










