di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 29 maggio 2025
Va tutelato il diritto dei cittadini coinvolti a non essere stritolati in un meccanismo che tutto travolge. Un colpevole per l’omicidio di Chiara Poggi c’è, si chiama Alberto Stasi. Lo ha deciso la Corte di cassazione con una condanna definitiva a 16 anni di reclusione che lui sta scontando dal 2015. È una sentenza che arriva dopo due precedenti assoluzioni e la stessa procura generale aveva espresso i propri dubbi sul fatto che fosse proprio lui l’assassino. Già questo basterebbe ad affermare che l’imputato non è stato condannato “oltre ogni ragionevole dubbio”, così come impone la legge. Ma anche se così non fosse, è giusto che ogni imputato tenti in ogni modo di dimostrare la propria innocenza, utilizzi qualsiasi appiglio per far riaprire il proprio processo e ottenere una revisione.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 29 maggio 2025
Garlasco non è la mela, è l’albero. Si scrive Garlasco, si legge Italia. Sono passate ormai tre settimane da quando uno dei casi di cronaca nera più appassionanti degli ultimi anni è tornato alla ribalta per le ragioni che ormai sapete a memoria, nei dettagli, e probabilmente anche voi in queste ore, come il maestro Bruno Vespa, avrete tirato fuori dalla scatola dei vostri giocattoli il plastico di Garlasco. La storia è quella che conoscete. L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi è stata riaperta dopo il ritorno di fiamma dell’impronta numero 33, attribuita ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 maggio 2025
Appena quindici parole in una pronuncia del Tribunale di Napoli, ora annullata con rinvio della Cassazione. È l’efficienza giudiziaria estrema. Altro che Pnrr, altro che disposition time. Inutile contare i giorni: c’è chi ha trovato il modo di azzerarli. Parliamo del Tribunale di Napoli, che ha emesso una sentenza fulminante, o più semplicemente fulminea. Condanna dell’imputato sulla base della seguente motivazione: “Allo stato degli atti acquisiti emergono elementi probatori tali da consentire una previsione di condanna”. Non c’è scritto pure “fidatevi, è così”, ma il senso è quello. A scovare questo capolavoro di espressionismo giuridico è stato il sempre prezioso Riccardo Radi, avvocato che cura da anni, insieme con Vincenzo Giglio, uno dei blog più seguiti da avvocati, giudici e pm: terzultima fermata.blog. Va riconosciuto, agli inventori del sito, un talento da rabdomanti della rete. Perché di decisioni, fra i vari gradi di giudizio e le diverse procedure, ce ne sono milioni, e non è facile rintracciare, in quel mare, perle simili.
corrieresalentino.it, 29 maggio 2025
Un fascicolo d’inchiesta sulla morte in carcere di Gianluca Cazzato, un 51enne di Taviano, avvenuta venerdì 23 maggio nel penitenziario di borgo “San Nicola”. La procura di Lecce, pm Maria Vallefuoco, ha disposto l’autopsia sul corpo del detenuto ritrovato privo di vita all’interno della sua cella dopo aver cenato. L’uomo era malato psichiatrico e assumeva delle medicine. Affidato ai servizi sociali si trovava in regime di detenzione domiciliare dove stava scontando una condanna divenuta definitiva ma non avrebbe rispettato le prescrizioni accumulando un numero record di evasioni: ben 35.
di Marcello Benassi
incronaca.unibo.it, 29 maggio 2025
Il cappellano del carcere minorile don Cambareri: “Scabbia endemica, il rischio di malattie è alto”. “La settimana scorsa è stata fatta una pulizia generalizzata, che ha aiutato a migliorare le condizioni igieniche e sanitarie della struttura. Ma, allo stato attuale delle cose, è impossibile operare una bonifica completa: bisognerebbe chiudere l’istituto, effettuando dei lavori molto più incisivi”. È netta la posizione del parroco del carcere minorile del Pratello, don Domenico Cambareri, che commenta la situazione denunciata dall’Associazione Antigone e portata all’attenzione della Regione.
sestopotere.com, 29 maggio 2025
Ieri la mozione del centrosinistra che proponeva l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale a Forlì è stata trattata a dibattito ed è stata bocciata dal centrodestra. Sul tema intervengono con una nota congiunta tutte le forze politiche d’opposizione. “La mozione chiedeva alla giunta di avviare un percorso che portasse all’istituzione del Garante, fatto di confronti con istituzioni, associazioni e tutte le parti interessate. Il Garante è una figura terza, prevista dalla legge, che opererebbe non solo a tutela dei detenuti nella casa circondariale di Forlì, ma di tutti coloro che sono privati della libertà, ad esempio persone sottoposte a Tso, i migranti nei Cpr e i minori in comunità e, non ultimo, della casa circondariale e del suo personale.
novaradio.info, 29 maggio 2025
Il neo-Garante dei detenuti Parissi: “Dalla salute al lavoro, il carcere deve aprirsi alla città”. Una “sentinella” sulle condizioni di Sollicciano e delle altre carceri fiorentine, “per segnalare problemi e proporre soluzioni”, e un “ponte” tra i detenuti e l’esterno, per cercare di creare e rafforzare i collegamenti tra dentro e fuori le mura, per potenziare le opportunità per i detenuti in termini di percorsi di uscita, reinserimento e sostegno al momento del ritorno in libertà. È così che intende interpretare il proprio mandato Giancarlo Parissi, nuovo garante dei detenuti di Firenze, che è stato stamani ospite degli studi di Novaradio per una puntata speciale della rubrica “Il cielo e la stanza”.
di Paola Mauti
Il Resto del Carlino, 29 maggio 2025
La Casa circondariale ha aperto le porte alla città per far conoscere i corsi di formazione professionale realizzati grazie a 15 imprese del territorio. La Casa circondariale di Forlì, ieri, ha aperto le sue porte. In un immaginario percorso dentro-fuori all’insegna dell’inclusione, la città e il territorio sono stati invitati ad entrare nel carcere per visitare, in particolare, i laboratori preposti alla formazione professionale e alle attività lavorative dei detenuti e delle detenute. L’esperienza, che il prossimo anno festeggerà il suo ventennale, nasce da diversi accordi e protocolli d’intesa che, nel tempo, ha raccolto le firme di 15 imprese del territorio, delle maggiori associazioni sindacali e datoriali, oltre alle amministrazioni penitenziaria e della giustizia minorile.
Torino. Tagli a scuole in carcere, i docenti: “Grave, è l’unico modo per i detenuti di cambiar vita”
di Chiara Sandrucci
Corriere di Torino, 29 maggio 2025
Oggi, venerdì 29, il presidio per fermare il ridimensionamento: “La scuola è un diritto. Ovunque. Per tutti”. In carcere si può prendere il diploma di terza media con il Cpia1, frequentare tre diversi indirizzi di scuola superiore e anche laurearsi grazie al Polo Universitario per studenti detenuti, attivo dal 1998. Non è facile, ma finora alla casa circondariale Lorusso Cutugno di Torino è stato possibile frequentare la sezione dell’istituto professionale Plana, presente fin dal 1953, che rilascia la qualifica regionale di “Operatore del legno”, il Primo liceo artistico o l’istituto di istruzione superiore Giulio, indirizzo socio sanitario. Non sempre si riesce a completare il ciclo di studi, ma chi ce la fa ha accesso all’esame di maturità.
di Claudio Gagliardini
diocesidicremona.it, 29 maggio 2025
Prospettive ed esperienze nell’incontro promosso dal Masci. Il tema del reinserimento sociale dei detenuti, raccontato attraverso diverse prospettive ed esperienze, è stato al centro della serata promossa dal Masci di Cremona nella serata di martedì 27 maggio all’oratorio di Cristo Re, a Cremona. Il terzo e ultimo incontro di un ciclo di conferenze sul tema “Vivere e pensare il carcere”. Il focus dell’ultima serata - dal titolo “Un passo oltre: l’impegno civico per la riabilitazione e il reinserimento dei detenuti. Le misure alternative alla pena” - è stato il reinserimento dei detenuti, grazie agli spunti di riflessione offerti da Mara Sperati della Cooperativa Nazareth, agente di rete della casa circondariale di Cremona, Enzo Zerbini, della Cooperativa sociale Il Calabrone, e del direttore di Caritas Cremonese don Pierluigi Codazzi.
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- Cambio di rotta, Frontex si può giudicare
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- La pena e le misure di reinserimento: a difesa del “sistema Bollate” sotto attacco










