vconews.it, 24 maggio 2025
L’incontro si è tenuto a Villadossola, alla presenza della direttrice della casa circondariale di Verbania. Si è tenuto ieri sera - giovedì 22 maggio - nella sala consiliare di Villadossola il primo di una serie di incontri nell’ambito del Giubileo promossi dalle parrocchie di Villadossola e della Valle Antrona. La serata, dal titolo “Liberate i prigionieri”, ha avuto come finalità quella di riflettere sul mondo carcerario e di presentare il progetto caritativo Spazi di Speranza promosso dalla diocesi di Novara e dalla Caritas a favore dei detenuti, delle carceri di Novara e di Verbania. Moderati dal parroco don Massimo Bottarel, sono interventi il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni e la direttrice del carcere di Verbania Claudia Piscione Kivel Mazuy. In sala era presente anche il sindaco di Villadossola Bruno Toscani.
molisenews24.it, 24 maggio 2025
Il volontariato, quello vero, che coinvolge tutti, anche chi ha compiuto nella propria vita passi sbagliati e che ora sta provando a redimersi, a ripartire, sarà al centro della conferenza stampa in programma lunedì 26 maggio nei locali dell’Emporio solidale di Isernia, corso Risorgimento n° 345, a partire dalle ore 10:30. Il volontariato è ciò a cui si sta dedicando una persona che finora ha profuso un significativo impegno in un mulino artigianale di Matrice, contribuendo a produrre ben due quintali di farina. Bene prezioso che verrà donato, nel corso dell’appuntamento di lunedì 26 maggio, alle due Caritas Diocesane di Isernia e Campobasso.
lavitacattolica.it, 24 maggio 2025
Un messaggio di speranza che attraversa le mura del carcere, un dialogo profondo sulle fragilità umane e sulla forza della fede: è questo il cuore del secondo incontro di catechesi che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha voluto condividere con una ventina di detenuti della casa circondariale di Tolmezzo giovedì 15 maggio 2025. Accompagnato dal cappellano, padre Claudio Santangelo, e dai volontari Bruno Temil e Cornelio Bellina, l’arcivescovo ha riflettuto sul tema centrale del Giubileo, la speranza, calandolo nella realtà concreta di chi vive la privazione della libertà, spesso accompagnata da profonda sofferenza. Hanno partecipato all’incontro la responsabile dell’area educativa della casa circondariale, Domenica Baldassarre, insieme ad un’educatrice dell’istituto.
di Caterina Stamin
La Stampa, 24 maggio 2025
Il progetto rieducativo del carcere minorile di Torino: allenamenti settimanali con i rugbisti del Cus Torino. Il direttore Carro: “Trasformare il tempo della detenzione in un’opportunità di crescita personale”. Nel carcere minorile Ferrante Aporti il rugby è diventato strumento di riscatto e inclusione per giovani detenuti. Allenamenti con atleti del Cus Torino insegnano rispetto, collaborazione e speranza, offrendo nuove possibilità di reinserimento sociale.
bolognatoday.it, 24 maggio 2025
Padre Marcello Mattè racconta il pellegrinaggio con tre detenuti in semilibertà: “Si sono messi in gioco, hanno partecipato con entusiasmo e gratuità”. “Camminare insieme per ritrovare la speranza e la dignità.” Con queste parole padre Marcello Mattè, cappellano del carcere della Dozza, racconta l’esperienza vissuta sulla via Mater Dei, il sentiero dei santuari dell’Appennino bolognese, con tre detenuti in semilibertà. Quattro giorni di pellegrinaggio tra i colli bolognesi, da Pianoro a Bocca di Rio, in un clima di condivisione, ascolto e spiritualità. Un’esperienza nuova per i detenuti della Dozza, che ogni giorno tra le mura del carcere vivono un’esperienza difficile, fatta di sovraffollamento, disagi e sofferenze. Ma una rinascita, per padre Mattè, è possibile.
di Giuseppe Frangi
vita.it, 24 maggio 2025
Dall’iniziativa di chi è detenuto può scaturire un modello nuovo, “ibrido” di concepire l’istituzione penitenziaria. Tanti casi nel Sud del mondo lo dimostrano. Francesca Cerbini, antropologa, ne parla ai Dialoghi di Pistoia. “Pensare il carcere partendo dai soggetti che lo vivono e lo abitano, o meglio, a partire dalla loro “visione del mondo”, come direbbero antropologhe e antropologi”. Da anni Francesca Cerbini è al lavoro per documentare sulla carta e nei fatti che un altro carcere è possibile.
di Simona Rossitto
Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2025
Musica rap e teatro sono strumenti per sviscerare le emozioni, esprimere il disagio, offrire una seconda chance ai ragazzi minorenni detenuti in carcere. È il filo rosso dell’evento di ieri intitolato “Portami là fuori. Rap e teatro negli istituti di pena per minori”. Sul palco si sono confrontati Francesco Carlo, in arte Kento, rapper e scrittore, Adriana Follieri, regista e pedagogista teatrale, e Totò, giovane artista che usa il rap per esprimere emozioni. Si è parlato di strumenti educativi per minori detenuti come il “Presidio culturale permanente”, progetto dell’associazione Crisi Come Opportunità, strutturato all’interno degli istituti penali e nato da un’idea del rapper Lucariello. Il progetto prevede la realizzazione di laboratori settimanali di scrittura rap, registrazione musicale, teatro.
di Bruna Alasia
pressenza.com, 24 maggio 2025
Acclamato da sette minuti di applausi a Cannes, al Grand Theatre Lumiere, “Fuori” è un’opera intensa, che racconta l’odissea di Goliarda Sapienza (Valeria Golino) una scrittrice non riconosciuta in vita, la cui esistenza, anche in senso simbolico, è trascorsa tra carcere e libertà. In galera ha trovato amore e amicizia; l’affiatamento con Roberta una giovane eroinomane, (Matilda De Angelis) collusa con la lotta armata, essere umano di grande importanza per la protagonista. Il rapporto che si sviluppa con Roberta diventa il perno della sua vita; il film mostra tra loro frequenza e ispirazione reciproca anche dopo la scarcerazione.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 24 maggio 2025
A proposito di “Police abolition. Corso di base sull’abolizione della Polizia”, per Momo edizioni. La recente pubblicazione Police Abolition. Corso di base sull’abolizione della polizia (Momo, pp. 96, euro 13), curata da Italo Di Sabato e Turi Palidda nella sua edizione italiana, con le illustrazioni di Noah Jodice, rappresenta uno strumento utile a riflettere sulla genealogia delle forze dell’ordine, fino a considerare la possibilità di abolirle. L’eterogenesi dei fini costituisce una caratteristica fondante delle interazioni sociali. I conflitti, le trasformazioni, le variabili impreviste, sortiscono a volte l’effetto di deviare verso esiti opposti specifici costrutti sociali, pensati per adempiere ad altre finalità.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 24 maggio 2025
Non rinunciare a decidere, aprire una breccia e interrompere il lungo regresso costituzionale. L’8 e il 9 giugno si gioca una partita su cittadinanza e lavoro, ma non solo. È importante andare a votare l’8 e il 9 giugno per i referendum almeno per tre ragioni. Anzitutto perché il voto è un diritto che appartiene a ciascuno di noi, ma è anche un dovere civico. Così dice espressamente la nostra Costituzione. La rinuncia a decidere sui problemi comuni rende possibile a una minoranza di governare senza controllo e responsabilità. In tal caso non avremmo più un governo legittimato dal popolo, ma un governo legittimato dal vuoto, dall’assenza della partecipazione sociale. Se in molti rinunceranno a recarsi ai seggi non onoreranno il loro dovere civico di votare, ben più che un referendum, sarà sconfitta una certa idea di democrazia. La democrazia come partecipazione.
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