di Emanuela Del Frate
Il Domani, 23 maggio 2025
“Non capisco come la politica si stupisca che scrivano testi così forti e così contro tutti, è proprio tutto il sistema a essere contro di loro”. Il rapper che ha rotto per primo il muro del mainstream torna con un nuovo album: Mentre Los Angeles brucia. “Perché mentre nel mondo succede di tutto, ognuno di noi va avanti con la propria vita, anche egoisticamente”. “Quanto è labile il confine tra diffamazione e censura nel rap? È stato un giudice che ha deciso quanto è labile il confine. Ma la libertà di espressione la può decidere un giudice?”. Fabri Fibra commenta così la condanna per diffamazione arrivata pochi giorni fa a seguito di una denuncia di Valerio Scanu per una sua canzone del 2013. La prima a un rapper italiano. A due anni di distanza dal suo ultimo Caos, torna con un nuovo album: Mentre Los Angeles brucia, in uscita il 20 giugno, prima del tour estivo che partirà il 7 luglio dal Circo Massimo di Roma.
di Francesca Paruzzo
Il Manifesto, 23 maggio 2025
È incostituzionale il divieto che fino a ieri era imposto alla madre “intenzionale” di riconoscere come suo un figlio nato in Italia da procreazione medicalmente assistita (Pma) fatta all’estero. È dunque il consenso e solo il consenso, nell’ambito di una progettualità familiare condivisa, a far nascere i doveri e i diritti che sono propri dei genitori. Il consenso volontariamente assunto dalla madre biologica così come da quella intenzionale. Lo ha deciso la Corte costituzionale che al centro della sua pronuncia resa nota ieri ha messo l’interesse morale e materiale del minore, quale principio fondamentale riconosciuto e protetto dall’ordinamento internazionale, da quello sovranazionale e da quello interno. Il fine preminente è lo svolgimento della personalità del bambino e questa va promossa e valorizzata (anche) indipendentemente dal nesso tra legame biologico e genitorialità.
di Mariano Croce*
Il Domani, 23 maggio 2025
La sentenza della Corte costituzionale che riconosce alla nascita entrambe le madri di una famiglia non deve cogliere di sorpresa. Si allunga l’elenco delle riforme ottenute nelle aule di giustizia anziché in parlamento. Perché i politici si pongono in un’ottica fuori dal tempo. Che si provi nostalgia oppure no per la novecentesca politica dei partiti e dei parlamenti, essa è per noi come la radiazione cosmica di fondo: la traccia impercettibile di un passato distantissimo. Oggi le più significative riforme in molti campi della vita associata passano per le Corti. La sentenza n. 68/2025 della Corte costituzionale riafferma con mirabile coerenza questo stato di cose, che impone una presa d’atto meno sgomenta e impreparata.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 23 maggio 2025
La consultazione referendaria sulla cittadinanza sta diventando per i politici della maggioranza l’occasione per ripetere gli usuali slogan propagandistici e dissimulare una certa ipocrisia sul tema immigrazione. Una consultazione referendaria dovrebbe essere il momento essenziale per consentire alle persone di comprendere chiaramente la questione sottoposta al loro voto. Invece, ci si avvicina al referendum dell’8 e del 9 giugno tra poco argomentati inviti all’astensione, in spregio al “dovere civico” del voto, e affermazioni prive di fondamento, con cui i politici di maggioranza sostanziano la propria propaganda. In particolare, circa il quesito sulla cittadinanza ciò è di tutta evidenza.
di Filippo Miraglia*
Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2025
È un primo passo che darà la possibilità a molte persone di sentirsi finalmente parte del Paese in cui vivono e per il quale contribuiscono ogni giorno. I referendum dell’8 e 9 giugno rappresentano un passaggio importante per la nostra democrazia. Raggiungere il quorum è possibile e per farlo è importante tenere insieme la lotta per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con quella per il diritto alla cittadinanza. I diritti umani, i diritti civili e i diritti sociali sono sotto attacco da molti anni e le nostre democrazie, che sembravano spazi sicuri per garantirli, luoghi di emancipazione delle persone, sono diventate luoghi nei quali si afferma sempre più la legge del più forte, in sfregio ai principi fondanti della Costituzione.
di Aurora Cauter
goriziaoggi.news, 23 maggio 2025
“Guantanamo italiana” è l’appellativo del Cpr di Gradisca d’Isonzo, uno dei dieci centri per il rimpatrio di immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale. Da anni si sentono notizie di cronaca provenienti da centri di questo genere, tra rivolte, scontri, feriti, anche suicidi. Da Gradisca arrivano voci di trattenuti, che raccontano le condizioni (umanitarie, igienico-sanitarie, sociali) precarie, e delle forze dell’ordine. Quest’ultimi, che entrano nel centro per risolvere i disordini, denunciano la violenza nei loro confronti, contano i feriti e lamentano la fatiscenza della struttura, che impedisce di lavorare in sicurezza. La comunità non rimane silente, e l’opinione pubblica si divide tra chi si indigna e chiede la chiusura del Cpr e chi non è disposto a rinunciare a una struttura ‘simbolo di legalità’. Se il nostro obiettivo è raccontare la realtà oggettiva dei fatti, dobbiamo ascoltare più voci.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 23 maggio 2025
Disobbedienza contro il dl sicurezza. La norma equipara la cannabis light a quella con Thc. Blengino vuole farla arrivare davanti alla Consulta. Dopo aver insistito per tre giorni Filippo Blengino, membro del comitato nazionale dei Radicali italiani, è riuscito a farsi arrestare. Alle 15 di ieri pomeriggio davanti alla sede romana del partito sono arrivate tre volanti dei carabinieri. All’interno gli agenti hanno trovato Blengino dietro un tavolo pieno di bustine di cannabis light. All’esterno due manifesti con il faccione fumante di Marco Pannella, leader radicale scomparso nel 2016, e la scritta: “Cbd shop. Ti vendo il mio arresto”. Il manifesto ha assistito a tutta la scena, che si è svolta accanto alla redazione.
di Milena Santerini*
Avvenire, 23 maggio 2025
La lotta sacrosanta per estirpare l’odio contro gli ebrei è indebolita dalla violenza a Gaza e dalle azioni che non rispettano i diritti umani dei palestinesi. Quello che serve è un cambio di rotta. L’attentato in cui sono stati uccisi due giovani funzionari dell’Ambasciata israeliana a Washington è stato, secondo le parole del Presidente israeliano Herzog, una delle voci più sagge del Paese, “un atto spregevole di odio, di antisemitismo”. Una violenza inescusabile e ingiustificabile ha interrotto due giovani vite e ha aggiunto altro terrore a una situazione, il conflitto in Medio Oriente, che sta diventando intollerabile. Colpire due civili inermi è inescusabile e alimenta un circolo vizioso di violenza di cui non si vede la fine. Ci si chiede cosa serva oggi per arrivare a quella pace disarmata e disarmante perseguita da papa Francesco e oggi da Leone XIV.
di Franco Corleone
L’Espresso, 23 maggio 2025
Quello che succede a Gaza è un’apocalisse, una catastrofe dell’umanità e della ragione. Netanyahu è colpevole di un moderno genocidio o soltanto di una pulizia etnica senza limiti? I bombardamenti non hanno distrutto solo case, scuole, ospedali e ucciso migliaia di civili, ma hanno ammutolito le persone dell’Occidente, hanno provocato la perdita delle forme della politica e le “parole per dirlo” e il silenzio è inevitabilmente complice. Questo segno di impotenza nasce dalla convinzione che tutte le soluzioni immaginate negli anni, una per tutte - due popoli due Stati - sono divenute irreali e impraticabili. La crudeltà ha preso il sopravvento in quella terra contesa e l’accusa, che suona come ricatto, di antisemitismo se la si condanna, rappresenta il trionfo dell’ipocrisia e del fariseismo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 23 maggio 2025
L’espressione latina habeas corpus deriva dalla formula iniziale di un ordine giudiziario emesso da un tribunale, con cui si chiede che un detenuto sia portato davanti a un giudice per verificare la legittimità della sua detenzione. L’origine del principio risale all’Inghilterra medievale: il primo uso documentato di simili formule è del XIII secolo, ma la consacrazione giuridica più nota si ha nel 1679 con l’Habeas Corpus Act, votato dal Parlamento inglese sotto il regno di Carlo II. La legge nasce per arginare gli abusi del potere regio, in particolare l’arresto arbitrario dei sudditi sgraditi al monarca. Stabiliva che nessun cittadino potesse essere imprigionato senza un’accusa formale e senza la possibilità di essere ascoltato da un tribunale.
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