di Silvio Cacciatore
ilreggino.it, 19 maggio 2025
Studenti, attivisti, magistrati e garanti in piazza per sostenere chiedere giustizia e verità. Una giornata di dignità civile in un paese dove in troppi avevano scelto di tacere. Il procuratore Musolino: “Non siete soli”. C’è stato un tempo in cui Seminara taceva. Le persiane abbassate, le parole sussurrate, le mani giunte dietro la schiena. Un tempo in cui la violenza si poteva commentare solo con frasi svuotate, con lo sguardo voltato altrove, con la sentenza velenosa sussurrata all’orecchio: “se l’è cercata”. Quel tempo non è finito. Ma oggi, in una piazza rimasta troppo a lungo ferma e vuota, una nuova voce ha cominciato a farsi sentire. È arrivata da fuori, da chi ha scelto di esserci nonostante tutto, e si è fatta spazio con la sola forza che hanno i gesti veri: una presenza senza rumore, ma piena.
mantovauno.it, 19 maggio 2025
Un confronto aperto sul delicato tema della giustizia e del sistema carcerario italiano avrà luogo martedì 20 maggio alle ore 18 presso la sala conferenze dell’Hotel Casa Poli di Mantova. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Provinciale del Partito Socialista Italiano (Psi), si intitola “Carcere e società: esclusione o reinclusione?”, e si propone di riflettere sul ruolo della detenzione nella società contemporanea. Tra i relatori spiccano figure di rilievo nel panorama giuridico e politico italiano. Interverranno Graziella Bonomi, garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale per la città di Mantova; Roberto Casari, già presidente di CPL Concordia e Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale e presidente della “Fondazione Marco Pannella”. A moderare e introdurre il dibattito sarà l’avvocato Giuseppe Angiolillo, rappresentante del direttivo provinciale del Psi.
Corriere Romagna, 19 maggio 2025
“In accordo con la direttrice Carmela De Lorenzo e il cappellano don Enzo Zannoni, anche quest’anno, nell’imminenza dell’estate, abbiamo donato indumenti agli ospiti del carcere di Forlì”. A comunicare l’ennesimo gesto caritativo a beneficio della popolazione maschile della Casa circondariale di via Della Rocca, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk. Nell’elenco del vestiario, rigorosamente nuovo, consegnato sabato scorso a don Zannoni, compaiono 150 canotte, 150 magliette mezza manica collo tondo, 150 pantaloncini e 150 slip. “È un dono della comunità islamica forlivese - precisa Ballouk - che viene elargito a tutti i carcerati, nessuno escluso”. Il responsabile conferma che si tratta di un gesto operato per il quarto anno consecutivo, senza dimenticare che nel marzo scorso, sempre in accordo con la direzione e il cappellano del carcere, “abbiamo offerto pacchi di cibo ai detenuti impegnati nel Ramadan”. All’epoca, Ballouk pensò ai detenuti di fede islamica, per poi elargire un dono a tutti gli ospiti del penitenziario. Lo stesso don Zannoni conferma che, con l’arrivo a Forlì di Ballouk, i gesti di reciproco aiuto e collaborazione con la comunità islamica si sono moltiplicati, fino a divenire una prassi costante. L’apporto della comunità islamica si aggiunge a quelli della Caritas e delle altre associazioni impegnate con i detenuti.
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 19 maggio 2025
Di fronte alla sequenza pavloviana delle brevi dichiarazioni dei politici che telegiornali e giornali radio della Rai propongono con una ostentazione euforica e minacciosa (i famosi “vocali” presi a prestito da TikTok) viene da rimpiangere il pastone. Devo spiegare che cos’è e perché per tanti anni è stato vissuto con un grande fastidio. Tecnicamente il pastone è un servizio giornalistico che contiene il resoconto di tutti i fatti della giornata politica; l’espressione gergale nasce dal fatto che quei due o tre minuti esprimevano l’idea di un impasto di notizie, commenti e dichiarazioni di esponenti dei diversi schieramenti politici. Il pastone è stato sempre vissuto con fastidio, come ricordava, alcuni anni fa, Michele Serra: “Il pastone è stato fin qui in tutti i tigì Rai una specie di ammainabandiera del giornalismo, il segno patente dell’occupazione di viale Mazzini”.
di Paolo Ercolani*
Il Fatto Quotidiano, 19 maggio 2025
Questa impressionante opulenza informativa, in linea teorica sarebbe positiva, ma alle suddette condizioni si rivela disastrosa e alla base di due fenomeni socialmente devastanti. La grande confusione che caratterizza il nostro tempo, rendendo quantomai ostica la comprensione delle questioni ideologiche, geopolitiche o anche solo culturali in senso lato, non è dovuta a una complessità specifica di questa epoca. Tutte le epoche storiche, infatti, hanno presentato elementi di complessità tali da non rendere possibile l’individuazione netta e definitiva di torti e ragioni. Tuttavia, per noi occidentali le cose sono state colpevolmente più semplici fino a poco tempo fa. Da una parte perché abitavamo nella parte vincente del mondo (e “la Storia la scrivono i vincitori”, come ebbero a scrivere Marx e Benjamin, ripresi dal nazista Goering che, in questo modo, pensava di difendersi al processo di Norimberga). Dall’altra perché il sistema dell’informazione era molto più ridotto e semplificato, mentre per accedere a versioni alternative o anche solo più articolate della Storia, rispetto a quelle fornite dai vincitori, bisognava attingere a volumi ponderosi di cui i più facevano volentieri a meno. Oggigiorno invece, perlopiù a causa della comparsa di Internet e molto meno a motivo del fatto che l’Occidente liberale non è più così egemonico, il dark side (lato in ombra) delle questioni storiche, ideologiche e geopolitiche è stato portato alla luce.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 19 maggio 2025
Un genitore: “La fascinazione per lo stile di vita fatto di soldi facili, vestiti griffati e auto di lusso esiste eccome”. La nuova puntata dell’inchiesta del Corriere. Questa donna, giovane, dice d’arrivare dall’Albania, dalla zona a nord, quella delle montagne, verso il Kosovo; siede dentro una macchina giapponese con le mani sul volante e guardandosi nello specchietto retrovisore; è una macchina nuova, scura, pulita, sembra appena lavata, parcheggiata all’immediato principio di una strada laterale che hanno trasformato in una discarica abusiva, su ogni spiazzo d’asfalto all’angolo con gli alberi hanno appoggiato scarti industriali e di cantieri edili, materassi, sacchi neri.
di Valentina Rorato
Corriere della Sera, 19 maggio 2025
È quanto emerge da un nuovo studio finanziato dal Consiglio per la ricerca sanitaria della Nuova Zelanda, che sottolinea come questo vizio da parte di genitori o tutori sia associato a diverse forme di maltrattamento sui piccoli. Prevenire l’abuso di alcol per prevenire la violenza sui bambini. È quanto emerge da un nuovo studio finanziato dal Consiglio per la ricerca sanitaria della Nuova Zelanda, che sottolinea come questo vizio da parte di genitori o tutori sia associato a diverse forme di maltrattamento sui piccoli. “I caregiver che bevono in modo eccessivo hanno il doppio delle probabilità di essere violenti con i minori rispetto ai caregiver senza questo problema. Sebbene molti fattori contribuiscano al maltrattamento dei minori, l’alcol è un fattore di rischio prevenibile”, spiega June Leung, ricercatrice del Shore & Whariki Research Center della Massey University.
di Giuseppe Antonelli
Corriere della Sera, 19 maggio 2025
E il vocabolo speculare “reimmigrazione” era usato già negli anni del fascismo. Parole nuove per idee vecchie. Parole nuove per rendere rassicuranti cose spaventose. Parole nuove per rendere accettabili cose inaccettabili. Parole pensate per camuffare cose che, chiamate con il loro nome, risulterebbero più difficili da dire. Gli esempi sono molti. Dal condono che diventa pace fiscale all’intolleranza trasformata in tolleranza zero, fino alle stragi di civili riportate come effetti collaterali di una guerra. Anche l’etichetta cambiamento climatico, che oggi sembra neutra, è stata coniata dai conservatori americani per sostituire la più allarmante riscaldamento globale.
di Lea Ypi
La Stampa, 19 maggio 2025
La promessa dei populisti è di risolvere i conflitti attribuendo la colpa del fallimento agli esclusi. Quando ero adolescente in Albania negli Anni 90, il padre di una delle migliori amiche era un trafficante di persone. Lo chiamavamo “Ben lo Zoppo”. Non aveva scelto di fare il trafficante - le riforme di privatizzazione che seguirono il crollo del comunismo in Albania costrinsero i dirigenti del cantiere navale a licenziare i lavoratori e così Ben e sua moglie si ritrovarono disoccupati. L’Occidente aveva passato decenni a criticare l’Est per i suoi confini chiusi. Chi riusciva a fuggire venivano accolto da eroe. All’improvviso, la retorica cambiò.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 19 maggio 2025
Mediobanca e Unhcr insieme per rilanciare la figura del tutor volontario, istituita dalla legge Zampa. Sostenere i minori stranieri non accompagnati in Italia con la formazione l’inserimento e soprattutto promuovendo la figura del tutore volontario. È l’impegno che ha preso il Gruppo Mediobanca che ha deciso di rafforzare la collaborazione con Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati per sostenere un programma integrato di protezione dei minori stranieri non accompagnati. L’Italia nel 2024 ha registrato quasi 67mila arrivi via mare, il 19% dei quali erano bambini e il 69% di loro sono arrivati sulle nostre coste senza famiglia, spesso perduta per mare o lungo le rotte migratorie con traumi indelebili. In base al report del ministero del Lavoro, il più completo, a marzo erano poco più di 16mila i minori soli sul nostro territorio, spesso contro tutto e tutti in un Paese che non conoscono e che vorrebbero lasciare in fretta per proseguire il viaggio della speranza ignorando i propri diritti.
- Codice della strada e droghe, le linee guida ministeriali? Non cambiano nulla
- No, la pace non può essere solo un desiderio
- Non vedo indignazione per il riarmo
- Al valico di Rafah dove si fermano gli aiuti per Gaza. “Qui è in crisi tutta l’umanità”
- Giachetti: “Inferno carceri. Bene La Russa, ma ora serve una svolta”.










