di Davide Vari
Il Dubbio, 12 maggio 2025
Il racconto drammatico della ong tedesca Resqship, che ha recuperato i corpi di due bambini e un trentenne a bordo di un gommone alla deriva nel Mediterraneo per giorni. Ancora una tragedia a Lampedusa. Le vittime dell’ennesima traversata disperata sono due bambini e un trentenne, i cui corpi sono stati recuperati dal veliero nadir della ong tedesca Resqship, insieme ad altre 57 persone tratte in salvo, tra cui due minori. A bordo del gommone soccorso nella notte, secondo quanto riferisce la stessa ong, c’erano 62 migranti tra cui 17 donne, due neonati e quattro bambini piccoli. Dopo tre giorni di difficoltà nel Mediterraneo, l’equipaggio ha preso in carico i numerosi feriti e prestato i primi soccorsi ai sopravvissuti.
di Simone Millimaggi
Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2025
La libertà e la dignità umana devono occupare un posto centrale in tutte le azioni che si compiono in nome della democrazia. Nella teoria politica moderna, il concetto di legittimità democratica è spesso inteso come un sigillo di approvazione morale. Se un leader viene scelto dalla maggioranza, le sue azioni godono di una presunzione di giustizia. Eppure, la storia ci impone di rivedere questa equazione semplicistica. L’elezione popolare, infatti, non è un’assoluzione preventiva dalle colpe del potere, ma piuttosto un mandato condizionato dalla ragione, dall’etica e dal diritto. Il principio secondo cui “il popolo non sbaglia” è una finzione pericolosa. La democrazia non è un algoritmo infallibile, ma un processo umano, soggetto a manipolazioni, paure collettive e derive autoritarie.
di Mosè Vernetti
Il Domani, 12 maggio 2025
Due recenti uccisioni hanno scosso la comunità subsahariana, da tempo sotto attacco delle autorità. Nel paese ci si organizza per fornire assistenza sanitaria. Mentre attivisti e ong vengono perseguitati. Anche la Tunisia è un paese sicuro nel quale le persone migranti non correranno rischi se respinti o deportati: parola di Commissione Europea. Una notizia che arriva a poco più di una settimana dalla barbara uccisione - per mano della polizia tunisina - dei giovani Mustapha Tarawallie e Alseny Togbodoun, rispettivamente del Mali e della Guinea Conakry. È accaduto nei campi informali che da ormai diversi anni ospitano circa 20mila persone in viaggio verso l’Europa, sparse tra gli uliveti di Al Amra e Jebeiana, a una trentina di chilometri da Sfax, città portuale del paese nordafricano.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 12 maggio 2025
Parla per la prima volta Mozhgan Eftekhari: “Mia figlia non era politicizzata. Era molto credente e studiava con me la religione. Senza di lei non vivo più, si stava affacciando alla vita”. È una ragazza Mozhgan Eftekhari quando scopre di essere incinta della sua primogenita. Ha poco più di vent’anni e da sempre sogna di diventare madre. Mentre la pancia cresce veloce, si domanda che occhi avrà quella bambina tanto desiderata. Che cosa amerà, sognerà, chi diventerà. “Quando aspetti un figlio, non puoi immaginare chi accoglierai. Non ne conosci i tratti del volto, il carattere, il destino”, racconta. Il 21 settembre 1999, nel giorno in cui l’estate si congeda, Mozhgan dà al mondo Mahsa Jina Amini. “La mia amata bimba è nata con gli occhi neri come il cielo di notte senza Luna, ed è diventata una delle donne più influenti d’Iran, il simbolo di una rivoluzione. La prima volta che ho stretto la sua piccola mano nella mia, ricordo di aver sentito quanto fosse speciale”.
a cura di Maria Corbi
La Stampa, 11 maggio 2025
In che mondo vogliamo vivere? Asserragliati nella fortezza, terrorizzati anche dal nostro vicino di casa, armati fino ai denti per difendere i nostri beni, diffidenti e capaci di vedere negli altri solo un potenziale nemico: è questo il mondo in cui vogliamo vivere? Da circa 12 anni noi di Ristretti Orizzonti avevamo lanciato una sfida: smettiamola di dire che “i mafiosi non cambiano mai”, facciamo in modo invece che gli venga voglia di cambiare, per i loro figli, per i nipoti, per il desiderio di diventare persone “perbene”, una bella espressione che fa capire che essere “a favore del bene” ti fa vivere meglio, è già quella una ricchezza. E così, avevamo chiesto di fare una sperimentazione: far lavorare insieme nella nostra redazione detenuti comuni e detenuti di Alta Sicurezza.
di Costanzo Apice*
L’Unità, 11 maggio 2025
C’è un momento della mia vita che ho percorso con il pensiero tante di quelle volte che mi sembra la scena di un film. Avevo 13 anni, io e mia sorella più piccola siamo davanti a mia madre che piange perché non ha i soldi per comprare da mangiare per noi. In preda alla rabbia non seppi fare altro che andare a rubare. Non avevo un padre, mia madre era iscritta all’ufficio di collocamento ma non ha mai avuto un lavoro, forse, se le cose fossero andate diversamente non sarei qui a raccontare la mia storia. Sono entrato in carcere a 15 anni e oggi ne ho 44. Solo pochi anni fa ho scoperto l’esistenza di educatori e psicologi, prima non sapevo nemmeno cos’era il percorso rieducativo. Per me il carcere significava punizione, e io ero sempre arrabbiato e ribelle.
di Manuela Galletta
giustizianews24.it, 11 maggio 2025
Un “investimento sulle carceri che non ha eguali e precedenti nella storia repubblicana”, una “riforma organica” della magistratura onoraria che “finalmente conferisce diritti e dignità” a “questi nobili servitori dello Stato” che “erano trattati come servi da chi ci ha preceduto”, e infine la volontà di procedere “all’arruolamento dei giudici onorari” per cercare di colmare le pesanti scoperture di organico. Dal Maschio Angioino a Napoli, dove giunge per partecipare al convegno dal titolo “La formazione specialistica per la Polizia penitenziaria: strumento di crescita e sicurezza nel sistema detentivo” organizzato dal Campus Città del Sapere (Polo di Napoli dell’università degli studi di Roma Unitelma Sapienza, presidente Bruno Pinti), il sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove si ferma a parlare di temi caldi nel mondo della Giustizia.
di Raffaele Cantone* e Gian Luigi Gatta**
La Repubblica, 11 maggio 2025
Giovedì scorso la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni di legittimità costituzionale della legge Nordio, che ha abolito il reato di abuso d’ufficio. In attesa delle motivazioni, proviamo a fare qualche considerazione sul significato della sentenza. Non si tratta di una decisione che appone il bollino verde su una legge, negandone il carattere problematico. La Corte non ha questa funzione: quando non dichiara l’incostituzionalità, esclude soltanto la violazione di un principio costituzionale ma non avalla scelte politiche, la cui responsabilità rimane del Parlamento. Se si guardano, del resto, i fatti oggetto dei procedimenti penali rimessi alla Corte emerge un campionario di problemi che parla da sé.
consiglio.regione.fvg.it, 11 maggio 2025
“La situazione nelle carceri sul nostro territorio è drammatica, e il decreto sicurezza non fa che peggiorarla. Oggi per la festa della mamma entriamo nella sezione femminile per porre l’attenzione su un aspetto particolarmente crudele della nuova norma: la detenzione per le madri e le donne incinte. Lunedì 12 parteciperò anche alla staffetta di digiuno promossa dal Garante di Udine”. Così, in una nota, la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg Giulia Massolino che ha partecipato, oggi, a un incontro organizzato dalla Garante del Comune di Trieste avvocata Elisabetta Burla presso la Casa circondariale di via del Coroneo, con le detenute e l’associazione Nati per Leggere, nell’ambito della campagna Madri fuori della Società della Ragione.
di Chiara Caravelli
La Repubblica, 11 maggio 2025
Il flash mob itinerante dell’associazione fondata da don Ciotti “Fame di verità e giustizia” è partito da Bologna. In città il primato dei reati spia in regione, il 29% del totale: 290 estorsioni, 19 casi di riciclaggio, 6.147 truffe e frodi informatiche e 859 delitti informatici. Un’osteria, pochi tavoli e un menù speciale di 12 portate “difficili da digerire”. Dall’antipasto con il gioco d’azzardo ai primi con la privatizzazione dei beni confiscati alle mafie, per poi proseguire con i secondi dove si trovano la legge bavaglio e il sovraffollamento delle carceri. È il flash mob itinerante chiamato “Fame di verità e giustizia”, organizzato da Libera e portato sabato mattina in piazza de’ Celestini.
- Bolzano. Stranieri in carcere, un progetto per ritrovare affetti e identità
- Treviso. Bullismo, la riposta del questore: “Corsi sociali come per gli stalker”
- Chieti. “La doppia pena delle donne in carcere”, convegno in Provincia
- Volterra (Pi). L’affettività in carcere. Convegno con il Garante regionale: “È un diritto di tutti”
- Rovigo. Carcere minorile, volontari cercansi










