di Massimo Lorello
La Repubblica, 29 aprile 2025
Mentre i genitori delle vittime precipitano nell’ergastolo del dolore, i carnefici si consegnano all’ergastolo giudiziario con raggelante incoscienza. Esiste una nuova categoria di ergastolani che sta riempendo le patrie galere. È composta da giovanissimi che non conoscono il valore della vita umana, che sono pronti a sopprimere quella degli altri e, di conseguenza, a compromettere la propria. Non hanno grandi carriere criminali alle spalle e a volte non ne hanno affatto. Eppure, sono in grado di tagliare la gola a una ragazza colpevole di restare indifferente ai corteggiamenti, sono in grado di uccidere tre persone a colpi di pistola dopo un banale, stupido, irrilevante, diverbio sull’imprudenza nella guida di uno scooter.
di Tito Lucrezio Rizzo
L’Opinione, 29 aprile 2025
È appena scomparso Papa Francesco, ma il suo pensiero, le sue parole sono rimaste scolpite nella loro aderenza al Vangelo, tanto innovativa quanto ad esso fedele. Ci è rimasto particolarmente impresso il suo pensiero circa le finalità di un diritto penale che deve mirare più al recupero ed al reinserimento sociale di coloro che hanno sbagliato, che ad una sorta di perenne stigma sociale e morale. Molto significativi si sono rivelati nella materia in questione, i suoi discorsi all’Associazione Internazionale di Diritto Penale (2014 e 2019). Il 23 ottobre 2014, ad un anno e mezzo dalla sua elezione, alla Sala dei Papi, tenne un discorso alla Delegazione dell’Associazione internazionale di Diritto penale, esprimendo preliminarmente il suo ringraziamento per servizio reso alla società e per il prezioso contributo allo sviluppo di una giustizia che rispettasse “la dignità e i diritti della persona umana, senza discriminazioni”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 aprile 2025
Non solo per i Centri di permanenza e rimpatrio per migranti - basti pensare all’esempio italiano, ma anche a quello danese - in Europa si aggira lo spettro dell’esternalizzazione delle carceri. Il Belgio, ispirandosi alla Danimarca, ha avviato trattative per trasferire i detenuti in una prigione riconvertita in Kosovo a partire dal 2027, una possibile via d’uscita per alleggerire l’enorme pressione sul sistema penitenziario. “Ci stiamo ispirando al modello danese, che prevede di trasferire i detenuti in un carcere ristrutturato in Kosovo a partire dal 2027. È una strada che stiamo esplorando e sono già stati avviati i primi contatti sul campo”, spiega la ministra della Giustizia Annelies Verlinden in un’intervista a Le Soir.
di Giunta e Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 29 aprile 2025
La vicenda riportata da diversi media relativa alla elezione della dott.ssa Sterpetti a Garante per i diritti delle persone detenute, da parte del consiglio comunale di Asti, dimostra quanto, proprio sulle scelte che riguardano il carcere, sia davvero carente ogni forma di consapevolezza e sensibilità in capo a chi riveste ruoli di responsabilità politica e istituzionale. Individuare figure per ragioni di parte e senza valutazione adeguata di profili di esperienza specifica sul campo delle tutele dei diritti dei detenuti, vuol dire tradire il senso che dovrebbe governare le scelte più opportune, seppure a livello comunale, per un’autorità di garanzia importante quale è quella a presidio delle persone private della libertà personale. E lo è ancor di più, specie in questo particolare momento di dolore e sofferenza nelle carceri, scandito da continui suicidi (29) e decessi non accertati (67), specie tra i detenuti.
di Leonardo Bartoletti
L’Espresso, 29 aprile 2025
Un calcio ai pregiudizi per un modello di recupero fondato sulla pratica del football. Così la Lega dilettanti è entrata negli istituti di Padova e Lanciano, in Abruzzo. Per la prima volta una realtà sportiva istituzionale entra nei penitenziari italiani con l’obiettivo di prendere per mano i detenuti, supportando percorsi di recupero non certo facili. L’obiettivo è quello di raccontare - da dietro le sbarre di un carcere - il coraggio, le salite e le sfide della vita attraverso il pallone. In questo modo il calcio diventa strumento d’inclusione, in grado di contribuire alla creazione di un percorso di rieducazione. Dove lealtà, solidarietà, rispetto dell’altro e delle regole possono essere vera e propria occasione di recupero.
di Glauco Giostra
sistemapenale.it, 29 aprile 2025
1. Difficile immaginare un esempio altrettanto efficace del decreto-legge n. 48/2025 per spiegare come non andrebbe esercitato il potere di legiferare, soprattutto in materia penale: carente il presupposto costituzionalmente richiesto per bypassare il confronto parlamentare; inadeguato il drafting legislativo; insensato l’assemblaggio di temi, rationes e destinatari, così eterogenei da risultare espressione più di un fenomeno di incontinenza securitaria che di un organico disegno di riforma.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 29 aprile 2025
Dallo scorso 12 aprile in Italia commettere un furto, una rapina, una violenza sessuale o persino un omicidio “all’interno o nelle immediate adiacenze” (qualunque cosa questo significhi: nel raggio di 100 metri? 200? Di più?) delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane è più grave che commettere questi stessi reati in qualsiasi altro posto. Tutto ciò è conseguenza dell’entrata in vigore del decreto sicurezza, approvato dal governo in Consiglio dei ministri il 4 aprile, poi pubblicato in Gazzetta ufficiale una settimana dopo. Un provvedimento schizofrenico, sotto innumerevoli punti di vista.
di Francesco Gottardi
Il Foglio, 29 aprile 2025
Il settore coinvolge 30mila imprese italiane, 30mila dipendenti e mezzo miliardo di fatturato: “Capisco il tema degli stupefacenti e del loro abuso, ma la canapa ha anche altri utilizzi. Questi vanno tutelati. E su questo insisteremo nella lettera che siamo pronti a inviare a Roma”. Un paziente appello al buonsenso. A prescindere dal colore politico. Cioè lo stesso: la Lega. Da dove parte il provvedimento a tappeto contro la cannabis light - il decreto sicurezza targato Salvini, ormai in vigore - e che al contempo, sul territorio, cerca di arginarlo. “Il nostro non è un attacco al vicepremier, ma il bisogno di porre delle problematiche concrete all’attenzione del governo”, dice al Foglio Federico Caner, assessore leghista con delega all’Agricoltura in Veneto. “Ci sono in ballo posti di lavoro, un intero settore produttivo: questa manovra mette in ginocchio migliaia di aziende di punto in bianco. Ben oltre la regione che rappresento. Capisco il tema degli stupefacenti e del loro abuso, ma la canapa ha anche altri utilizzi. Questi vanno tutelati. E su questo insisteremo nella lettera che siamo pronti a inviare a Roma”.
laprovinciacr.it, 29 aprile 2025
L’Unione delle Camere Penale Italiane: “Un pacchetto improntato non alla prevenzione ma unicamente alla punizione a costo zero”. L’Unione delle Camere Penale Italiane ha deliberato tre giorni di astensione dalle udienze e da tutte le attività nel settore penale, dal 5 al 7 maggio 2025, contestando con forte preoccupazione i contenuti del decreto sicurezza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 11 aprile ed entrato in vigore il giorno successivo. “Si tratta di un provvedimento nel quale - afferma la Camera Penale Lombardia Orientale in una nota -, dopo più di un anno di discussione in Parlamento dell’originario Disegno di Legge, è confluito pressoché integralmente il testo precedente: un testo che mette in discussione principi costituzionali e garanzie fondamentali. Prima ancora del testo, ci preoccupa il metodo: si tratta di un evidente abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, non sussistendone i presupposti costituzionali”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 aprile 2025
Calma e gesso. È il motto di Giorgia Meloni, vale per molti dossier e in certi casi è una parola d’ordine ineludibile. Tra le materie da trattare con cautela va ricordata sicuramente la prescrizione. La riforma approvata nell’ormai “lontano” gennaio 2024 in prima lettura alla Camera. Ma rimasta poi sospesa, “come un fiocco di neve che non cade in nessun posto”, avrebbe detto il geniale Salvatores di “Nirvana”, per qualcosa come 15 mesi. Nei giorni scorsi qualcosina si è mosso, sulla legge che ripristina il regime sostanziale nel calcolo del tempo d’estinzione dei reati. Ma in realtà, si tratta di manovre che, secondo quanto filtra da Palazzo Chigi, non preludono a un cambio della suddetta parola d’ordine. Detto in altri termini: la riforma della prescrizione non subirà alcuna particolare accelerazione, procederà con un ritmo abbastanza placido da lasciare che nel frattempo la separazione delle carriere venga approvata in via definitiva dal Parlamento e sigillata dal referendum. Poi si parlerà del resto, nuova prescrizione inclusa.
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