di Andrea Ossino
La Repubblica, 23 aprile 2025
Intervista con il delegato del Vaticano alle carceri. Aneddoti, incontri, vittorie e sconfitte. E un fiore accompagnato da una lettera che i detenuti gli hanno affidato per posarlo sulla tomba di Papa Francesco. Monsignor Benoni Ambarus ricorda tutto del rapporto tra il Papa e la popolazione carceraria. È consapevole dell’impegno profuso dal pontefice: “Fino a pochi giorni fa il Santo Padre trascinava il suo corpo a Regina Coeli, per urlare al mondo, con tutta la sua forza, la necessità di prestare attenzione ai detenuti. Gli ultimi suoi averi li ha donati a loro, 200mila euro dal suo conto personale”, dice il Vescovo delegato alla carità e alle carceri. Che non dimentica neanche il risultato. Amaro. “Nonostante il suo enorme impegno, le istituzioni non hanno fatto nulla per dare anche solo un piccolo segnale. Il mio bilancio non è positivo”.
di Adriano Todaro
girodivite.it, 23 aprile 2025
Gli episodi avvenuti in alcune carceri italiane e la mia personale esperienza. Questa settimana non vi farò un elenco delle cose avvenute in campo editoriale. Tratterò un solo argomento, quello relativo a carcere e informazione con una esperienza personale. Leggo, infatti, mentre cerco le notizie in internet, che ai detenuti viene vietato di firmare gli articoli che pubblicano nei giornali realizzati all’interno degli istituti carcerari. Lo denuncia una delle testate più importanti esistente nelle carceri italiane, Ristretti orizzonti che riporta uno scritto di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, già Ministro della Giustizia.
di Alessandro Gilioli
Internazionale, 23 aprile 2025
Nel carcere di Foggia, per la prima volta in Italia, gli agenti sono stati muniti di fucili con telerilevamento e puntatori laser per sparare ai droni con cui vengono introdotti dall’esterno cellulari e droga. L’iniziativa è stata definita “operazione contraerea”. A Lecce un detenuto ha ottenuto un risarcimento di 24 euro per essere stato costretto per quasi due anni a vivere in una cella in condizioni inumane. Nel carcere di Cassino (Frosinone) c’è stata una rivolta dei detenuti per la mancanza di acqua calda e di cure mediche. Nel carcere di Piacenza c’è stata una rivolta per via del sovraffollamento. Nelle carceri della regione Emilia-Romagna c’è un tentativo di suicidio ogni 33 ore. Nel carcere di Torino è detenuta da quattro mesi una donna affetta da schizofrenia paranoide e dichiarata invalida al 100 per cento. Nel carcere di Opera (Milano) c’è un detenuto in regime di 41bis, affetto dal morbo di Alzheimer, che non sa più nemmeno dove si trova e perché.
di Angela Stella
L’Unità, 23 aprile 2025
Dl sicurezza al vaglio degli esperti: sono iniziate, infatti, ieri le audizioni nelle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera. Anm e Ucpi si sono trovate d’accordo nello stigmatizzare la scelta di un decreto legge e la spinta panpenalistica. Il primo a prendere la parola è stato proprio Cesare Parodi, vertice dell’Anm: “Seguivamo con interesse da più di diciotto mesi i lavori parlamentari, abbiamo poi appreso della scelta di optare per la decretazione di urgenza. Non voglio fare valutazioni di costituzionalità - ha spiegato Parodi - Evidentemente il Governo ha ritenuto, così, all’improvviso, la sussistenza di un’urgenza che per l’anno precedente non era stata riscontrata”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 aprile 2025
Denunciato l’approccio “populista e autoritario” della norma, con gravi ripercussioni sui diritti umani. Ucpi e Anm compatte nel criticare metodo e merito del dl sicurezza. La sede sono state le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera che ieri hanno iniziato il giro di audizioni. Il primo a prendere la parola è stato proprio Cesare Parodi, presidente del “sindacato” delle toghe: “Seguivamo con interesse da più di diciotto mesi i lavori parlamentari, abbiamo poi appreso della scelta di optare per la decretazione di urgenza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 aprile 2025
Il Governo ha chiesto e ottenuto una nuova proroga, al 6 maggio, per l’invio alla Corte penale internazionale della sua memoria difensiva sul caso del generale libico arrestato a gennaio e poi scarcerato e rimpatriato in Libia. Attesa nei prossimi giorni la decisione sull’indagine che vede coinvolti Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano. Il governo italiano ha chiesto e ottenuto una nuova proroga, al 6 maggio, per l’invio alla Corte penale internazionale (Cpi) della sua memoria difensiva sul caso di Osama Njeem Almasri, il capo della polizia penitenziaria libica arrestato in Italia lo scorso 19 gennaio su mandato di arresto internazionale della Corte dell’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità, poi scarcerato e rimpatriato in Libia due giorni dopo con tanto di volo di stato.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere della Sera, 23 aprile 2025
Secondo la Corte di Cassazione: non sarebbero state valutate dal magistrato di Sorveglianza prima e dal tribunale poi le condizioni del trattamento degradante. Per “1474 giorni”, un detenuto del carcere Lorusso e Cutugno “non ha fruito dello spazio minimo di tre metri quadrati, come determinato al netto degli arredi fissi e del locale adibito a servizio igienico”: il che equivale - secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu, ndr) e della Cassazione - alla presunzione “della sussistenza di un trattamento degradante o inumano”; a meno che non ci siano, contemporaneamente, breve durata della detenzione, dignitose condizioni carcerarie e una sufficiente libertà di movimento al di fuori della cella, mediante lo svolgimento di adeguate attività. Tre condizioni che - secondo l’avvocato Nicola Bonino, difensore dell’uomo - non sarebbero state compiutamente valutate dal magistrato di Sorveglianza prima e dal tribunale poi, rigettando l’istanza di risarcimento. Da qui, il ricorso (fondato) in Cassazione e l’annullamento con rinvio dell’ordinanza, per una nuova valutazione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 23 aprile 2025
La Consulta, sentenza numero 55 depositata oggi, boccia l’automatismo affermando che il giudice deve poter valutare la situazione caso per caso nell’interesse del minore. Non è nell’interesse del minore fissare un rigido automatismo tra la condanna per maltrattamenti in famiglia e la sospensione dalla potestà genitoriale, prescindendo dunque da ogni valutazione circa la situazione concreta venutasi a creare dopo il delitto. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, con la sentenza n. 34 depositata oggi, richiamando la “progressiva emersione della centralità dell’interesse del minore nel sistema normativo”. Ed aggiungendo così un’altra pronuncia ad un percorso iniziato nel 2012 con la sentenza n. 31 sulla “alterazione di stato”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 aprile 2025
Questa mattina, presso il Consiglio Regionale della Campania, sarà presentata la Relazione Annuale 2024 del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello. Un documento di 269 pagine che dipinge un quadro drammatico non solo per la regione, ma emblematico delle criticità del sistema penitenziario italiano nel suo complesso: sovraffollamento cronico, emergenza salute mentale, aumento dei suicidi, carenze nel reinserimento lavorativo e un approccio securitario che aggrava l’emergenza. In Campania sono rinchiusi 7.509 detenuti, ma i posti disponibili sono appena 5.584: un tasso di sovraffollamento del 134,5%. A Poggioreale viaggia al 155,45%, a Benevento al 154,55% e a Salerno al 154,18%.
ansa.it, 23 aprile 2025
Nel carcere di Bancali un detenuto di 36 anni, originario del nord Africa, è stato trovato privo di vita nella sua cella dagli agenti di polizia penitenziaria. Quando i poliziotti hanno aperto la porta della cella hanno trovato l’uomo riverso per terra con accanto la bomboletta da fornello e un forte odore di gas. Nella cella c’era anche un altro detenuto che non si era accorto di nulla. A denunciare l’ennesima tragedia accaduta nel carcere sassarese è il sindacato Sappe: “Sono ancora in corso gli accertamenti per capire se la causa della morte del detenuto, avvenuta con l’inalazione del gas della bomboletta che legittimamente i detenuti posseggono per cucinare e riscaldare cibi e bevande, sia la deliberata volontà di togliersi la vita o le conseguenze di uno sballo finito male.
- Torino. Susan, morta di fame e sete: chiesta l’archiviazione per i 4 medici del carcere
- Bologna. “Bergoglio? Un antipapa”, il post choc del dirigente della Giustizia minorile
- Verona. La droga e il vuoto: i ragazzi che don Andrea prova a salvare
- Treviso. Le vecchie bici tornano in vita grazie ai detenuti. “Così donano libertà”
- Melfi (Pz). Lavorare in carcere, una bella “impresa”










