di Paolo Calia
Il Gazzettino, 20 aprile 2025
“Ogni anno in Italia si registrano decine di morti in carcere sulle cui circostanze è necessaria una maggiore attenzione, per non parlare del numero di suicidi in drammatico aumento”. Il caso di Gennaro Martino, il detenuto morto nel carcere di Treviso lo scorso 29 marzo, arriva in parlamento. Rachele Scarpa, deputata del Pd, presenterà un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere di fare chiarezza. Secondo la relazione di ispezione esterna disposta dalla Procura, la morte sarebbe riconducibile a cause naturali. Tuttavia, la famiglia del detenuto ha sporto querela segnalando evidenti lesioni sul corpo e ha richiesto l’autopsia, giudicando non esaustiva l’analisi iniziale.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 20 aprile 2025
I due già maggiorenni, con precedenti specifici, portati in strutture per adulti. L’altro si è barricato fino a sera nella sua cella, poi è stato accompagnato a Roma. Un’altra giornata di tensione al Pratello. Venerdì sera la protesta, nata da una rissa tra giovani detenuti ospiti del primo piano contro detenuti del secondo, per sedare la quale il comandante della penitenziaria e un altro agente sono rimasti feriti, era sfociata in barricate di letti e armadi, con i ragazzi che si rifiutavano di rientrare nelle loro stanze. Ieri mattina, le proteste sono ricominciate quando alcuni dei protagonisti dei disordini della sera prima - sei in totale - sono stati informati che sarebbero stati trasferiti in altre strutture. I maggiorenni, che avevano già tenuto analoghe condotte nelle strutture di Milano e Torino, in istituti per adulti.
di Vincenzo Cimmino
fanpage.it, 20 aprile 2025
Il prelato, sacerdote della diocesi di Aversa, ha ricoperto per anni il ruolo di cappellano presso il carcere di Secondigliano a Napoli. La provincia di Caserta ha un nuovo garante dei detenuti. È don Salvatore Saggiomo, sacerdote della Diocesi di Aversa e viceparroco della Chiesa San Massimiliano Maria Kolbe di Giugliano in Campania. Il prelato assume così una carica rimasta vacante per almeno quattro anni. Si occuperà dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale a titolo completamente gratuito. Una nomina, quella del religioso, che rappresenta un passo in avanti significativo per la promozione e il rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni di vita di chi sta scontando una pena detentiva.
di Francesco Alberti
Giornale di Brescia, 20 aprile 2025
Don Stefano Fontana: “Un mondo di invisibili”. “È bastato un giorno per passare da una vita irreprensibile a compiere un gesto che è stato per me la morte: ho tolto la vita ad una persona”. E ancora: “Non mi ero accorto che il male lentamente cresceva dentro di me. Finché una sera è scoccata la mia ora delle tenebre: in un attimo, come una valanga, mi si sono scatenate contro tutte le memorie delle ingiustizie subite in vita”. Ed ecco allora che “la rabbia ha assassinato la gentilezza, ho commesso un male immensamente più grande di tutti quelli che ho ricevuto”.
di Salvatore Mannino
Corriere Fiorentino, 20 aprile 2025
L’uomo, 50 anni, siciliano, è detenuto in regime di massima sicurezza, e ora dottore in Scienza della formazione. Il professor Navone dell’Università di Siena: “Mi ha emozionato l’impegno che ci ha messo”. La sua è una resurrezione metaforica dall’inferno della galera, grazie allo studio, che ben si inquadra nel clima dei giorni di Pasqua. Accusato di mafia, anche se lui si è sempre dichiarato innocente, condannato a quasi dieci anni di carcere, è riuscito ad ottenere la laurea magistrale in Scienza della Formazione “frequentando” l’università da dietro le sbarre di un penitenziario di massima sicurezza. Lunedì scorso, 14 aprile, la discussione della tesi e la proclamazione del titolo di dottore nel campus di Arezzo dell’università di Siena.
di Jessica Chia
Corriere della Sera - La Lettura, 20 aprile 2025
I reclusi di oggi si confrontano con i reclusi di ieri (ebrei, prigionieri politici). Un laboratorio realizzalo dalla Fondazione Memoriale della Shoah e Cdec. L’indifferenza è il veleno della società. È non pensare che abbiamo tutti lo stesso diritto alla vita. Sono le storie dimenticate e consumate nella solitudine di tragedie personali. È la discriminazione. Andrea, Irene e Laura, detenuti del carcere di San Vittore a Milano, riflettono (nei testi che hanno inviato a “la Lettura” e che pubblichiamo in queste pagine) su quella stessa parola scelta da Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, per essere scolpita nella pietra del muro-installazione del Memoriale della Shoah.
firenzetoday.it, 20 aprile 2025
L’arte di Gessica La Pira in mostra nel Chiostro Grande della SS. Annunziata a Firenze, per dare voce a chi ha vissuto il carcere e sostenere progetti di reinserimento sociale. Inaugurazione mercoledì 23 aprile. È stato presentato ieri alla stampa, presso lo storico caffè letterario Giubbe Rosse, il progetto espositivo “Poesia e Salvezza”, ideato dall’artista Gessica La Pira e curato da Francesca Roberti. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 23 aprile alle ore 18.30, nella suggestiva cornice del Chiostro Grande della SS. Annunziata a Firenze. Andrà avanti fino al 2 maggio compreso. L’iniziativa, che intreccia arte e impegno sociale, nasce da un’idea della criminologa Giovanna Ottavi e si propone di sostenere i percorsi di reinserimento nella società per persone ex detenute.
di Andrea Cuomo
Il Giornale, 20 aprile 2025
Una serata “In Galera”, il ristorante dentro il penitenziario. Tra camerieri detenuti, vini “galeotti” e cotolette vestite. Chester è filippino. Parla benissimo l’italiano, è ironico e sornione. Fa il cameriere in un ristorante nell’hinterland milanese. È bravo, perfino elegante, indossa con stile il sorriso. La sera, come ogni suo collega, fa ritorno dalla famiglia. Ma solo da poco. “Sono in affidamento al lavoro, posso dormire a casa. Ma ogni giorno lavoro qui”. Qui, per Chester, è il ristorante In Galera nel carcere di Bollate, l’unico in Italia all’interno di un penitenziario accessibile a pranzo e a cena da persone a piede libero e dallo stomaco capiente. Chef e manager a parte, vi lavorano soltanto detenuti, che guadagnano uno stipendio e si riappropriano della cultura del lavoro.
agensir.it, 20 aprile 2025
La catena di carità avviata dalle Edizioni Messaggero Padova (Emp) coinvolgendo i lettori era iniziata a dicembre scorso in alcune carceri di Piemonte e Valle d’Aosta, con l’adesione degli enti EssereUmani e L’eremo del Silenzio di Juri Nervo, e in Sardegna e in Veneto, rispettivamente con la Casa di carità arti e mestieri di Nuoro e Pove del Grappa (Vi). E ora, in poco meno di quattro mesi di attività, le adesioni sono triplicate con l’estensione del servizio in altre sette regioni - Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Puglia e Toscana - per un totale di 11 regioni coinvolte.
di Antonio Anastasi
Quotidiano del Sud, 20 aprile 2025
Premio Europa per il monitoraggio civico degli studenti del liceo “Pitagora” di Crotone. La storia di un detenuto diventa cartone animato. I ragazzi volano a Bruxelles. La storia di riscatto di un ex detenuto diventa un cartone animato grazie agli studenti del liceo classico Pitagora di Crotone, che hanno vinto un premio europeo e presto voleranno a Bruxelles per presentare alla Commissione Ue il loro progetto su un cambiamento possibile. Anzi reale. Il team di ragazzi si chiama “Insid3 out”. Il “3” si riferisce all’articolo della Costituzione che si occupa di diritti sociali. Quelli calpestati dalle mafie. Ma cambiare si può. Lo raccontano bene gli studenti crotonesi, che hanno vinto il Premio Europa nell’ambito del progetto “A scuola di Open Coesione”.
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