di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2025
Incontro cordiale nella forma, tuttavia dai contenuti di forte preoccupazione, quello, svoltosi ieri, tra l’Associazione nazionale magistrati e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Certo ogni nuova giunta Anm, e questa, esito del voto di fine gennaio è appena stata rinnovata, si presentata come da protocollo al Capo dello Stato, ma il momento di elevatissima tensione tra politica e magistratura l’ha comprensibilmente fatta da padrone. Al centro la legge di riforma costituzionale di separazione delle carriere tra giudici e pm (che ieri ha incassato il parere favorevole della commissione Giustizia del Senato), dove, ha ricostruito il presidente Anm Cesare Parodi, sono state esposte “le ragioni per cui non possiamo condividere questo intervento, dando anche le spiegazioni sintetiche dal punto di vista tecnico per argomentare.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 27 marzo 2025
Il senatore Zanettin sostiene la riforma per archiviare il rito cartolare nel processo penale e difende la proposta contro la digitalizzazione eccessiva della giustizia. “Se non vogliamo che l’avvocato sia sostituito dall’algoritmo è urgente tornare all’oralità del processo”, afferma il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia a Palazzo Madama e promotore di un disegno di legge, a firma anche della leghista Erika Stefani, che punta ad “archiviare” il rito cartolare nel processo penale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 marzo 2025
Le misure alternative non possono essere negate sulla base di congetture, ma richiedono una verifica rigorosa dei fatti e delle condizioni oggettive. La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 9936, ha accolto il ricorso di Ciro Urciuoli, 64 anni, ergastolano condannato nel 2004 per associazione a delinquere, omicidio e altri reati, annullando l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che gli aveva negato il ripristino della semilibertà. Al centro della sentenza una critica netta alla nozione di “ragionevole certezza” utilizzata dal Tribunale per presumere che Urciuoli fosse al corrente delle attività illecite del figlio, nonostante l’assenza di elementi concreti.
di Andrea Gatta
La Repubblica, 27 marzo 2025
FdI rivendica la nomina del successore di Mellano, appello di 24 esperti che chiedono di scegliere un nome per merito e competenza sul campo. Ventiquattro garanti ed ex garanti dei detenuti delle città che ospitano carceri scrivono alla Regione per chiedere “una trasparente valutazione dei candidati” in vista della nomina del nuovo titolare regionale della carica. L’attuale garante, il radicale Bruno Mellano che fu votato dal centrosinistra e confermato nel primo quinquennio Cirio, non può più essere indicato perché ha terminato i mandati a disposizione. Nel gioco interno del centrodestra, la designazione spetta a Fratelli d’Italia che la rivendica fin dal post elezione, anche su spinta della vicepresidente Elena Chiorino. Non solo: recentemente, all’interno del gruppo regionale (la nomina è di competenza del Consiglio), si è discusso anche del nome dell’ex magistrato Antonio Rinaudo, per altro già in corsa per l’Orecol, l’organismo anti-corruzione del Grattacielo.
riminitoday.it, 27 marzo 2025
Le Consigliere regionali Alice Parma ed Emma Pettiti presentano un ordine del giorno sul tema delle comunità educanti carcerarie: “Hanno un ruolo fondamentale e meritano il pieno sostegno della Regione”. “Oggi più che mai è necessario riconoscere l’importanza di un sistema penitenziario che promuova un’effettiva rieducazione e il reinserimento dei detenuti nella società, proprio come delinea l’articolo 27 della Costituzione. In questo contesto, le Comunità educanti carcerarie (Cec) giocano un ruolo di fondamentale importanza che merita il pieno sostegno della Regione Emilia-Romagna”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 27 marzo 2025
A Lecce il tribunale di sorveglianza ha trasmesso gli atti alla Procura: sotto la lente il caso di un uomo di 38 anni con problemi psichiatrici che andava monitorato costantemente. Si dovrà accettare se agenti penitenziaria hanno fatto sparire verbale con le dichiarazioni del compagno di cella perché li avrebbe messi nei guai. L’ipotesi di un tentativo di suicidio insabbiato nel carcere di Lecce. Il tribunale di sorveglianza vuole approfondire il caso e ha disposto la trasmissione degli atti in procura per accertare quanto accaduto nella notte tra il 4 e il 5 febbraio scorso nel penitenziario di borgo “San Nicola” quando un uomo di 38 anni residente nel capoluogo salentino, ha tentato di togliersi la vita all’interno della sua cella. Salvato soltanto dall’immediato intervento di un compagno in attesa dell’arrivo degli agenti di polizia penitenziaria, che sarebbero giunti con notevole ritardo. Una ricostruzione dei fatti confermata anche davanti al tribunale di sorveglianza, nell’udienza in cui è stata discussa la richiesta di scarcerazione del 38enne, e che ha convinto il presidente Stefano Sernia a disporre la trasmissione degli atti in procura.
certastampa.it, 27 marzo 2025
Tre indagati per la morte in carcere di Domenico Di Rocco, 46enne di Mosciano, ritrovato nel letto della sua cella a Castrogno martedì mattina, secondo le prime indagini per un arresto cardiocircolatorio. Nella cella di Di Rocco intervennero, dopo l’allarme degli agenti di turno: il medico di turno e i due infermieri con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo. Sono loro, adesso, che la procura, come atto dovuto in questa fase, ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo in attesa che oggi si svolgerà l’autopsia.
salernotoday.it, 27 marzo 2025
Domani mattina verrà affidato l’incarico per l’autopsia, il cui esito sarà determinante per chiarire le cause del decesso e consentire il rilascio della salma. Svolta nelle indagini sulla morte di Renato Castagno, il 37enne salernitano deceduto mercoledì scorso dopo un malore nel carcere di Fuorni. La Procura di Salerno, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati il medico del servizio di sanità penitenziaria di turno in quel momento nell’istituto di via del Tonnazzo. L’ipotesi di reato avanzata dal pm Katia Cardillo è di omicidio colposo.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 27 marzo 2025
Sarà a giugno il processo per la presunta violenza sessuale avvenuta in cella ai danni del trapper Jordan Tinti, noto come Jeffrey Baby, morto suicida a 26 anni il 12 marzo 2024. A dicembre il giudice Luigi Riganti aveva respinto la richiesta di archiviazione della procura e accolto l’opposizione del legale dei familiari del ragazzo, Federico Edoardo Pisani. Il giudice, quindi, ha riaperto il caso restituendo gli atti al pubblico ministero e ordinando l’imputazione coatta per il compagno di cella, un 50enne ancora detenuto.
di Alessandro Villari
zetaluiss.it, 27 marzo 2025
Restituire significato alle vite trascorse dietro le sbarre non è cosa da poco. Un’importante iniziativa a riguardo arriva da Perugia. “La peggior sensazione che dà il carcere è quella di trascorrere una vita vuota: se passi giorni e giorni senza nessun senso la tua disperazione ti porta al suicidio”, sono le parole di Emilio Santoro, professore di Filosofia del diritto dell’università di Firenze e presidente del comitato scientifico dell’associazione L’altro diritto. Secondo l’organizzazione Antigone, nel 2024 sono state ottantotto le persone che si sono tolte la vita nei penitenziari: un dato che ha superato il triste record del 2022, quando i casi sono stati ottantacinque. Dall’inizio dell’anno fino al 15 marzo invece, i morti per suicidio negli istituti di pena sono già stati diciassette.
- Mantova. Dalle proteste dei detenuti ai suicidi: in un anno 101 eventi critici in carcere
- Firenze. Carcere di Sollicciano: peggiorano le condizioni dopo il cambio di direzione
- Lecco. Storie dal carcere in “Tutte le lacrime sono trasparenti”
- Forlì. “Io spero paradiso”: documentario dalle mura del carcere di Opera
- “Adolescence”, dramma sulle fragilità dei teenager










