di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 20 febbraio 2025
Un podcast racconta la storia di Lucia Di Mauro Montanino e il suo incontro con Antonio, il giovane tra gli assassini del marito Gaetano. Le parole di don Burgio. Il perdono presuppone la necessità di superare un dolore, un dramma, una tragedia. Significa andare oltre le emozioni negative. È un atto di umanità, coraggio e generosità che spalanca le porte alla speranza. Lo sa bene Antonio, che la sera del 4 agosto 2009 partecipò al tentativo di rapina che si concluse con l’omicidio della guardia giurata Gaetano Montanino. Allora Antonio aveva solo 17 anni e fu condannato a 22 di carcere. Una vita finita, sulla carta. E invece ecco la potenza del perdono. Lucia Di Mauro Montanino, la vedova della guardia assassinata accetta di incontrare il ragazzo durante un evento organizzato da Libera di don Ciotti: “Lo guardai. Mi aspettavo un mostro - ha detto Lucia -, invece vidi un ragazzino, un animale ferito dal male che lui stesso aveva provocato. Tremava, piangeva. Non ho mai avvertito tanto dolore negli occhi di una persona. Mi sono avvicinata. Antonio mi ha abbracciata”.
podomatic.com, 20 febbraio 2025
Per la prima volta nella sua lunga storia DWF sceglie di dedicare un numero alla questione del carcere. In parte questa scelta dipende dal contesto: il 2024 è stato infatti definito l’anno nero delle carceri in Italia. Il sovraffollamento ha superato il 132% a fronte della diminuzione della capienza reale, gli spazi sono inadeguati, le strutture sempre più fatiscenti e senza manutenzione. Si è poi registrato il triste record di suicidi: 88 persone, di cui 2 donne, 23 giovani dai 19 ai 29 anni, 40 persone straniere. Eppure la nostra è una scelta che va al di là dei numeri e della stretta attualità. I femminismi si sono sempre confrontati - e scontrati - con le istituzioni, che sono espressione di una società, dei valori che formula, dei rapporti di forza che la contraddistinguono e delle relazioni tra i generi.
agensir.it, 20 febbraio 2025
Condividere, attraverso la scrittura, riflessioni, esperienze reali o immaginate legate al tema della detenzione, mettendo in luce sia le difficoltà che il potenziale di rinascita. Questo l’obiettivo del Premio letterario “Meco”, istituito da Forum Terzo settore in Piemonte e Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo” e con il patrocinio di Consiglio regionale del Piemonte e Città di Torino, per ricordare don Domenico “Meco” Ricca, sacerdote che ha dedicato una vita intera ai ragazzi detenuti nel carcere minorile del “Ferrante Aporti” di Torino.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 20 febbraio 2025
A pochi giorni dalla reintroduzione del finanziamento che la Manovra aveva tagliato al Fondo contro la povertà educativa minorile via al progetto Compiti@Casa selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini per aiutare gli studenti più giovani in situazioni di difficoltà. Milleseicento studenti delle secondarie di primo grado, insomma le medie come si diceva una volta. E ottocentoquaranta dell’università. Questi ultimi accanto ai primi per far loro da tutor: insomma aiutarli nei compiti a casa come si diceva una volta.
di Valentina Rorato
Corriere della Sera, 20 febbraio 2025
Non c’è equilibrio tra vita online e offline. Giovani sempre più connessi, ma soprattutto giovani sempre più soli. Trovare un equilibrio tra vita online e offline è la vera sfida della Generazione Z (e di quelle future), che soffre di ansia e frustrazione proprio a causa di questa disconnessione, che colpisce quasi 1 ragazzo su 2 di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Lo dimostrano i dati della ricerca BVA Doxa commissionata da Lenovo. “In questo momento storico la Generazione Z si trova a dover affrontare sfide nuove legate alla disconnessione tra vita online e offline, con conseguenti difficoltà relazionali e sensazioni di disagio, inadeguatezza e solitudine. È fondamentale che i giovani non nascondano o addirittura reprimano le proprie emozioni e che non abbiamo paura di chiedere aiuto per affrontarle, noi siamo al loro fianco, pronti ad offrire, in forma anonima e senza mai esprimere giudizi, tutto il supporto di cui hanno bisogno”, si raccomanda Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.
Il Dubbio, 20 febbraio 2025
Il Governo italiano sarebbe inadempiente per non aver arrestato e consegnato il cittadino libico. Possibile deferimento al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La Camera preliminare I della Corte Penale Internazionale ha notificato al governo italiano la decisione di avviare un procedimento per “accertare formalmente l’inadempienza” dell’Italia rispetto alla richiesta di arrestare e consegnare alla Corte Osama Elmasry-Almasri Njeem, cittadino libico ricercato. Il documento, inviato ufficialmente a Roma, ripercorre l’intera vicenda e richiama l’articolo 87, comma 7 dello Statuto di Roma, che disciplina la cooperazione tra gli Stati e la Corte.
L’Unità, 19 febbraio 2025
Pubblichiamo l’appello a Governo e Parlamento sottoscritto dai maggiori studiosi italiani di scienze sociali, di sociologia del diritto e della devianza. 31 dicembre 2024, il Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, ribadisce che le condizioni delle carceri italiane offendono la Costituzione, la quale indica norme imprescindibili sull’esecuzione della pena detentiva. Il sovraffollamento, certo, ma ancora di più e maggiormente pervasiva, “l’aria che si respira”, mefitica in senso letterale e metaforico: il riferimento inevitabile è all’infelice e deplorevole uscita del Sottosegretario di Stato per la Giustizia, di “non lasciare respirare chi sta dietro quel vetro oscurato”. Un’affermazione che attesta chiaramente una visione vendicativa e discreditante della pena.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 febbraio 2025
Con un surplus di appena 300 unità su 8.000, è stato avviato un piano per rendere gli istituti vivibili. Mentre in Italia è il caos: il sovraffollamento è di oltre 10mila reclusi, con un alto tasso di suicidi. Mentre l’Italia naviga in acque tempestose, tra carceri trasformate in polveriere e un drammatico aumento dei suicidi, la Scozia imbocca una rotta alternativa. Oltremanica, il governo scozzese ha deciso di puntare su coraggio e pragmatismo per risolvere una crisi che nel Belpaese sembra ormai cronica: il sovraffollamento carcerario. Se da noi le celle strapiene - con oltre 10mila detenuti in più rispetto alla capienza ufficiale - alimentano un circolo vizioso di illegalità e degrado, Edimburgo risponde con un piano rivoluzionario: il rilascio anticipato di 390 detenuti. Non un gesto dettato dalla resa, ma una strategia calibrata che potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia della giustizia penale europea.
di Sebastiano Ardita*
Il Dubbio, 19 febbraio 2025
In una recente intervista al Corriere della Sera rilevavo come la capacità della mafia di controllare il carcere e continuare le attività criminali all’esterno fosse diretta conseguenza di alcune scelte di gestione che danno la possibilità ai detenuti più pericolosi e mafiosi di muoversi liberamente. Secondo l’Osservatorio sulle carceri delle Camere penali, le mie considerazioni “oltre a non essere suffragate… da dati certi”, finirebbero “per alimentare una pericolosa disinformazione dell’opinione pubblica”, che sarebbe “indotta, così, a coltivare logiche di estrema inciviltà, condensate nelle aberranti frasi del “gettare la chiave”, del “marcire in carcere” o “togliere il respiro ai detenuti”. Il comunicato contiene un difficoltoso tentativo di difendere il regime penitenziario c.d. aperto, attraverso un capovolgimento dei dati sulle criticità che ne sono conseguite.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 19 febbraio 2025
Le storie di Angelina e Carmen, ospiti delle case-famiglia di “Ciao”, raccontano la possibilità di un reinserimento sociale capace di garantire ai bambini un’infanzia più serena. Un progetto di accoglienza alternativo al carcere permette di scontare la pena in un ambiente familiare “È stata dura, molto dura. Il carcere mi ha temprato, mi ha costretto a fare i conti con i miei errori e con il dolore che avevo provocato. Prima che a me stessa, ai miei figli, vittime innocenti. Tra le mie quattro figlie, lei è quella che sta pagando il prezzo più alto”. “Lei” è Veronica, una pulce di quattro anni con due occhi luminosi che contemplano quelli di mamma Angelina. Nella sala giochi ci sono altri tre bambini, ospiti insieme alle madri di una casa famiglia protetta per donne detenute al quartiere Stadera di Milano.
- Doppio Csm e Alta corte: due, tre idee per riaprire il dialogo tra toghe e politica
- Carriere separate: dialogo o chiusura? Adesso è alta tensione nel Governo
- Ingiuste detenzioni: lo Stato paga, le toghe no: nove sanzioni in 7 anni
- Nordio s’è scordato la riforma del trojan
- Nel caso Cavallotti innocenti sacrificati per “vendicare” i martiri










