di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2025
La sorella di Mohamed Doubali, detenuto vittima di un’overdose di farmaci “Stava bene, non aveva motivi per togliersi la vita. Deve emergere la verità”. “Vogliamo conoscere la verità sulla causa della morte perché mio fratello non voleva morire. É entrato in carcere sulle proprie gambe e ne é uscito morto. Noi siamo sprofondati nel baratro”. Sono queste le dichiarazioni intrise di lacrime di Halima Doubali, sorella di Mohamed residente a Cesena. Parliamo del 27enne trovato cadavere in cella lo scorso tre febbraio, pare a seguito di una assunzione smodata di farmaci. Per la sua morte la procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, che vede l’iscrizione di tre sanitari del penitenziario, tra cui uno psicologo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 febbraio 2025
Sono 26 i giovani detenuti, la capienza è 17: “Col decreto Caivano è cambiato tutto”. Sono sempre più critiche le condizioni del carcere minorile fiorentino Meucci. Domenica scorsa, dentro una cella dell’istituto penale in via degli Orti Oricellari c’è stato un incendio ed è stata necessaria l’evacuazione della cella. Sono intervenuti i vigili del fuoco e due giovani detenuti sono stati portati in ospedale. Un episodio piccolo che però mette in luce, ancora una volta, le varie problematiche del carcere. Prima fra tutte quella del sovraffollamento: su una capienza regolamentare di 17 detenuti, nell’istituto ci sono 26 ragazzini. Effetto del decreto Caivano, come in altre carceri minorili d’Italia, che si sono riempite da quando la norma del governo Meloni ha inasprito le pene ai danni dei minorenni e facilitato l’applicazione della custodia cautelare degli under 18, alcuni dei quali sono così finiti dietro le sbarre.
Firenze. Ordine Avvocati: “Il carcere è un’istituzione al collasso, vanno garantiti i diritti umani”
reportpistoia.com, 16 febbraio 2025
La necessità di garantire i diritti umani anche all’interno degli istituti penitenziari, la lotta contro le condizioni di violenza e degrado nelle carceri, e il fondamentale obiettivo di trasformare la pena in un’occasione di reinserimento sociale. Questi i temi centrali del convegno “Il carcere: una istituzione al collasso” svoltosi ieri a Casa Caciolle, a Firenze. L’evento, promosso dalla Fondazione per la Formazione Forense e dall’Ordine degli Avvocati di Firenze, ha visto il sostegno della Camera Penale e dell’Opera Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.
estense.com, 16 febbraio 2025
La senatrice di Alleanza Verdi Sinistra Italiana: “Rischio che i lavori di ampliamento siano solo un palliativo all’emergenza e non risolvano il problema del sovraffollamento” I lavori di ampliamento per la costruzione di un nuovo padiglione nel carcere di via Arginone arriveranno in parlamento. A portarceli è la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi Sinistra Italiana con un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti). Per la senatrice, infatti, la realizzazione del nuovo spazio “sottrarrà un’area per l’attività all’aperto” a cui partecipano i detenuti.
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Avrebbero dovuto esibirsi davanti al Papa il 17 febbraio, in occasione del Giubileo degli Artisti. Ecco le lettere che i detenuti del reparto La Nave gli hanno scritto all’indomani del suo ricovero. “Amatissimo Santo Padre...”: comincia così una delle lettere che i detenuti del reparto La Nave di San Vittore hanno indirizzato a papa Francesco. Per settimane si erano preparati con il loro coro e tutto era pronto per la trasferta che - con una grande collaborazione della Polizia penitenziaria, delle direzioni delle carceri e dei provveditorati coinvolti - li avrebbe portati a esibirsi lunedì 17 febbraio davanti al Pontefice, in occasione del Giubileo degli Artisti a Cinecittà. Prima volta di un Papa negli studi ma anche occasione rarissima per un coro di persone detenute. La notizia del suo ricovero e dell’inevitabile annullamento dell’incontro è arrivata a San Vittore proprio al termine di quella che doveva essere la prova generale, nella tarda mattinata di venerdì 14. E loro hanno immediatamente preso carta e penna.
ferraratoday.it, 16 febbraio 2025
L’Università di Ferrara sarà la sede della prima Winter School del Dottorato di ricerca di interesse nazionale in studi per la pace. Una cinquantina di giovani dottorande e dottorandi prenderanno parte all’evento, arrivando dai diversi atenei che partecipano al Din, coordinati da La Sapienza di Roma. Oltre una settantina sono le università raccolte nella rete Runipace, con docenti e ospiti dall’Italia e da altri Paesi europei. Si tratta di un momento essenziale della didattica del dottorato, ma anche di una occasione per riflettere insieme sulla mediazione nonviolenta del conflitto umano, sulla sua genesi, sul nesso tra democrazia, imperialismo e guerra, sulle risorse e i limiti del diritto internazionale e delle istituzioni sovranazionali.
di Stefano Fassina
Il Domani, 16 febbraio 2025
Se l’unico soggetto in giro sul quale scaricare sofferenza sociale e smarrimento identitario è l’immigrazione, le destre trionferanno. La vera risposta non è soltanto nota, ma arrivata come autodenuncia: “C’è la guerra di classe, noi i ricchi la stiamo vincendo” (Warren Buffet, New York Times, 26/11/06). Il “nemico vero” dei lavoratori e delle classi medie spiaggiate sono dunque gli oligarchi della finanza, dei media, delle multinazionali. Nei giorni scorsi, grande attenzione è stata dedicata alle politiche di gestione delle immigrazioni dei governi di centrosinistra, da ultimo da Keir Starmer, premier del Regno Unito. Si è stigmatizzato l’inseguimento della destra su un’agenda regressiva. Ma è questo il punto decisivo?
di Diego Motta
Avvenire, 16 febbraio 2025
Lahat Seye, un giovane sindacalista di origini senegalesi, incontra i braccianti nelle serre e nei terreni della Piana di Albenga. “Vanno informati sui loro diritti”. Il caso dei locali affittati a più lavoratori. Nella Piana agricola di Albenga, Lahat Seye, un giovane sindacalista di origini senegalesi, sta diventando un ospite fisso. Gira a bordo della sua piccola auto e incontra i lavoratori stranieri, impegnati nelle serre e nei campi. “Quante ore lavori? Hai un contratto? Conosci i tuoi diritti?” ripete ai tanti che lo incontrano. In mano ha un pacchetto di volantini con orari, informazioni e servizi per chi voglia mettersi in regola.
di Anna Foa
La Stampa, 16 febbraio 2025
In questi tempi difficili sempre più spesso chi commette nefandezze si trincera dietro al volere divino. Dopo il fondamentalismo islamico e l’estremismo nel mondo ebraico, toccherà anche a quello cristiano? In questi tempi difficili in cui tutte le nostre certezze sembrano sgretolarsi, anche il rapporto di Dio con le armi ci appare mutato. Sempre più spesso, sulla bocca di quanti compiono le peggiori nefandezze, troviamo il richiamo alla volontà di Dio, al loro farsi meri strumenti del volere divino. Così, evidentemente, sulla bocca dei fondamentalisti islamici che uccidono civili innocenti, come è avvenuto il 7 ottobre, che decapitano vecchi archeologi, come a Palmira Khaled al-Asaad. Non parlo qui della violenza delle guerre e del terrorismo in generale, ma solo di quello che si richiama a Dio per compiersi. Quello dei fanatici, insomma.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca il diritto internazionale, in Ucraina come a Gaza, va ancora più rapidamente in soffitta, con buona pace delle anime belle. Dal giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, decine di leader occidentali, commentatori, rappresentanti della Nato, analisti di politica estera, importanti media sono stati convinti sostenitori di quella che in psicologia si definisce “profezia che si autoavvera”, ossia quei meccanismi mentali che mettiamo in atto per confermare aspettative che supponiamo si realizzino. In altre parole, se crediamo che una situazione sia reale, agiremo come se lo fosse. La palese violazione del diritto internazionale da parte della Russia e la conseguente condanna dell’invasione espressa dalla maggioranza dei Paesi rappresentati all’ONU sono state la bussola che ha ispirato tutte le decisioni e giudizi successivi: sostegno finanziario e militare a Kiev senza condizioni, sanzioni economiche e isolamento della Russia, promesse di rapida integrazione dell’Ucraina nella Ue e nella Nato, censure e rimbrotti nei confronti delle poche voci critiche, inascoltate Cassandre, spesso bollate come filorusse.
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