di Alessandra Muglia
Corriere della Sera, 16 febbraio 2025
Ma le ong: “Stiamo sospendendo comunque i programmi”. Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi: “È troppo rischioso spendere senza avere la certezza legale che i costi saranno riconosciuti”. Arriva una prima incoraggiante vittoria per le organizzazioni umanitarie colpite dai tagli di Musk & Trump: un giudice federale ha sospeso il blocco agli aiuti esteri americani: l’amministrazione Usa “non è riuscita a giustificare lo straordinario danno causato da questa sospensione su larga scala”, è la motivazione dell’ordinanza firmata ieri da Amir Ali, giudice distrettuale di Washington. Ali ha stabilito dunque che deve ripartire il finanziamento di tutti i contratti, le sovvenzioni e i prestiti che erano in essere prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca.
di Elena Molinari
Avvenire, 16 febbraio 2025
Revocato il divieto all’Immigration and customs enforcement, o Ice, la polizia del dipartimento per la Sicurezza nazionale, di effettuare arresti in “luoghi sensibili” come chiese, ospedali e scuole. “L’Ice dovrà arrestare me prima di arrestare sua figlia”. Berena Cabarcas parla al telefono con una mamma, una delle tante che da due settimane chiama ripetutamente per convincerle a rimandare a scuola i loro figli. Come preside dell’International community high school (Ichs), scuola superiore pubblica che accoglie adolescenti appena arrivati negli Stati Uniti con poco inglese, Cabarcas è in prima linea nella resistenza alla stretta sull’immigrazione di Donald Trump.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti (Italia Viva). Nel sistema penitenziario italiano, l’ordinanza sul detenuto di Parma ha riacceso il dibattito sull’affettività negata in carcere. La decisione, in linea con la sentenza della Corte costituzionale n. 10/ 2024, ha dichiarato illegittimo il divieto di colloqui intimi tra detenuti e i loro cari, riaffermando il diritto all’intimità e alla risocializzazione come elementi fondamentali della dignità umana. Nonostante la sentenza della Consulta garantisca il diritto ai colloqui intimi, oltre un anno è trascorso senza che alcun detenuto ne abbia beneficiato.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 febbraio 2025
In un incontro organizzato da Antigone in occasione dei 50 anni dell’Ordinamento penitenziario si è cercato di rispondere alla domanda: “Qual è il futuro del carcere in Italia?”. Massimo Parisi, direttore del Personale del Dap: “Stiamo lavorando per creare un ufficio che si occupi del lavoro penitenziario. A breve uscirà una direttiva dell’amministrazione sull’affettività negli istituti di pena, va attuata la sentenza della Corte costituzionale”. Patrizio Gonnella (Antigone): “Bisogna costruire un altro modello di carcere”. Uno sguardo sul futuro del carcere nel nostro Paese. È quello che si è cercato di immaginare durante l’incontro di chiusura della due-giorni organizzata dall’associazione Antigone, dal titolo “A 50 anni dalla approvazione dell’Ordinamento penitenziario. Passato, presente e futuro della pena in Italia”, alla Casa internazionale delle donne di Roma.
di Angela Stella
L’Unità, 15 febbraio 2025
A 50 anni dalla grande riforma penitenziaria “nessun bilancio positivo”: “laddove si applicano quei principi si parla ancora di istituti sperimentali”. Mauro Palma, già Presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura ed ex Garante nazionale dei detenuti, è intervenuto all’evento dell’Associazione Antigone sui 50 anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario.
di Osservatorio carceri Ucpi
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Abbiamo letto sul sito del Corriere della Sera un’intervista al Procuratore Aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, sui recenti arresti disposti dall’AG di Palermo, che avrebbero evidenziato l’uso indebito di telefonini in carcere. Senza entrare nel merito dell’indagine, ci preme intervenire su alcune affermazioni del magistrato. Il dottor Ardita sostiene che “col pretesto del sovraffollamento si è deciso di aprire le celle dei mafiosi, consentendo loro di controllare i penitenziari”, con un aumento di reati e suicidi. Inoltre, denuncia “circolari ministeriali e disposizioni che hanno favorito rivolte e la presenza mafiosa nelle carceri”.
di Gabriella Stramaccioni*
Il Riformista, 15 febbraio 2025
Fra le varie problematiche che ho dovuto affrontare nel mio ruolo di Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, c’è quella relativa al vitto e sopravvitto. È una questione significativa di come funzioni il sistema penale. Il vitto è rappresentato dai tre pasti principali che vengono distribuiti da parte dell’amministrazione penitenziaria alla popolazione detenuta. Il sopravvitto consiste in tutti quegli alimenti (autorizzati in apposita lista dall’amministrazione penitenziaria) che le persone ristrette possono acquistare a loro spese. Presentata così, la questione potrebbe sembrare chiara, ma analizzandola attentamente dal di dentro (e cioè dal carcere) mi sono subito resa conto che tanto chiara la questione non era.
di Floriana Rullo
Corriere della Sera, 15 febbraio 2025
La formazione professionale in carcere e l’inserimento lavorativo dentro e fuori le strutture. Le associazioni che mettono “in rete” carceri, istituzioni e imprese, perché “a guadagnarci sono tutti”. Una seconda chance per i detenuti che vogliono essere reinseriti nel mondo del lavoro. Progetti di rinascita per chi desidera trovare un’occupazione una volta lasciato il carcere. A Torino la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus, attiva in ambito penale da circa mezzo secolo e guidata da Martino Zucco-Chinà, offre formazione professionale a più di 5mila persone dei dodici penitenziari del Piemonte. Dati alla mano, già il 40% di loro è stato inserito in percorsi lavorativi nelle aziende del territorio. Sono nel carcere circondariale Lorusso e Cutugno e nell’istituto penale minorile Ferrante Aporti, le ore di corso erogate complessivamente sono 4.900, 160 i detenuti coinvolti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 febbraio 2025
Il vertice è previsto una settimana dopo lo sciopero del 27 febbraio, che potrebbe essere boicottato dai giovani magistrati. “Siamo lieti di poter incontrare il presidente del Consiglio il prossimo 5 marzo. A lei esporremo le ragioni della radicale contrarietà alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e riteniamo che la salvaguardia della giurisdizione sia una assoluta emergenza per l’intera comunità nazionale. Chiediamo inoltre di incontrare, appena possibile, anche i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione in modo da esporre con chiarezza ed esaustività a tutte le forze il nostro punto di vista”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2025
La Cassazione, sentenza 5842/2025, chiarisce che l’aggravante ricorre nel caso in cui l’agente, al momento del fatto, abbia già riportato almeno un precedente specifico. Linea dura della Cassazione nella interpretazione del cd. decreto Caivano per chi reitera il reato di spaccio di lieve entità. La Terza Sezione penale, sentenza n. 5842/2025, ha affermato che l’elemento “specializzante” della “non occasionalità”, richiesto per l’integrazione dell’ipotesi circostanziata di cui all’articolo 73, co. 5, secondo periodo, Dpr ottobre 1990, n. 309, ricorre nel caso in cui l’agente, al momento del fatto, abbia già riportato almeno un precedente specifico, sicché la circostanza deve ritenersi contestata in fatto ove sia contestata la recidiva specifica.
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